Living o soggiorno

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Si dice living o soggiorno?
Si dice living o soggiorno?
 
Living o soggiorno? Negli ultimi anni, si utilizzano sempre più spesso due termini inglesi per identificare quell’area della casa che nella nostra lingua chiameremmo “soggiorno”. Si tratta delle due parole “living room” che ormai sono diventate parte del nostro vocabolario comune.
Ma vale la pena di notare che l’uso di questi termini, soprattutto fra coloro che si occupano di progettazione, non è determinato da un vezzo o da una moda temporanea, quanto invece da un preciso significato che, nel dizionario inglese, è certamente meglio identificato rispetto al suo omonimo italiano. La parola “living” infatti, deriva dal verbo to live, che significa vivere, fare esperienze, conoscere. Contrariamente a “soggiorno”, che indica una situazione temporanea, la living room è perciò quella parte della casa in cui gli abitanti non solo trascorrono una gran parte del loro tempo fra le mura domestiche, ma soprattutto quell’ambiente in cui “vivono”, in cui entrano in relazione con gli altri componenti della famiglia, in cui incontrano gli amici, in cui costruiscono parte della propria esistenza.
È pertanto evidente che, in un mondo in cui le relazioni interpersonali rappresentano la linfa vitale di ciascun essere umano, la zona living debba rivestire un ruolo fondamentale nella progettazione di una casa. Essa deve infatti rispecchiare il carattere delle persone che in quella casa abitano, deve essere in grado di comunicare il loro modo di essere e, soprattutto, deve essere capace di favorire (oppure anche di limitare, se necessario) le relazioni che in questo ambiente si svolgono.

Da tutto questo è assolutamente estranea ogni valutazione in merito alla dimensione dello spazio, infatti ogni casa è provvista di una zona di vita comune la quale, sia con generosità sia con misure minime, deve sempre rappresentare l’ambiente di vita ideale per gli abitanti.
Così, a volte, il nostro soggiorno sarà suddiviso in ambienti separati per la zona pranzo, la lettura, il relax o ancora le relazioni sociali; altre volte la carenza di spazio ci imporrà di includere in un unico ambiente tutte le funzioni e spesso di farle coesistere con la cucina, altre volte ancora potrà essere ricavato in continuità con altri ambienti generalmente più riservati della casa: la zona notte e le camere. Tuttavia ogni volta e in ogni contesto, questa parte dell’abitazione dovrà sempre essere interpretata come una sorta di “specchio” degli abitanti, dovrà cioè essere in grado di rifletterne la personalità: in una parola, “rappresentarli”. Non si tratta di una mera organizzazione funzionale dello spazio a disposizione, ma di qualcosa di ben più profondo.

Per questo motivo non è possibile che due case, ancorché progettate dallo stesso architetto siano “uguali”, perché non deve essere il progettista a imporre ai clienti i propri canoni, ma debbono essere i clienti stessi che comunicano il proprio modo di vivere all’architetto, che avrà il compito di tradurre il tutto in muri, materiali, finiture, luci, superfici, trasparenze, dettagli. Naturalmente i caratteri stilistici resteranno sempre presenti nella matita del progettista (o meglio nel computer), tuttavia lo spazio deve essere modellato precisamente secondo le esigenze di vita di chi vivrà in quella casa per assumerne la personalità.

Il committente, un regista di cinema e televisione, ricercava un ambiente impostato come una scenografia, che lo facesse sentire come in un set. Ora la casa è diventata un vero e proprio studio televisivo.

Una famiglia numerosa, una giovane coppia con quattro figli che scherzano e si rincorrono per casa. L’ambiente perfetto per loro è uno spazio allegro, con meno porte possibili e ricco di elementi leggeri e “giocosi”.

SOLUZIONI DIFFERENTI

1: un ambiente di alta rappresentanza per la casa di una famiglia tradizionale dai gusti classici e con un’intensa vita di relazioni. Lo spazio è articolato e le forme richiamano l’architettura del passato reinterpretata secondo le esigenze contemporanee.

2: una giovane coppia che, grazie a condizioni climatiche favorevoli, desiderava vivere più tempo possibile nello splendido terrazzo sul mare, a ridosso della zona living. Sono state allargate le vetrate e utilizzati materiali che richiamassero nei colori e nelle trasparenze questa stretta relazione tra interno ed esterno.

3: una casa di campagna, un ideale di vita ritirato e tranquillo, una sorta di rifugio per una famiglia che passa gran parte del proprio tempo in città. Il camino centrale è l’elemento di connessione tra interno ed esterno, i divani in cuoio soffice o cavallino riportano alla memoria sensazioni di una vita in simbiosi con la natura e oggi troppo spesso dimenticata.

4: il carattere quasi “giapponese” del proprietario si riflette in ogni dettaglio di questa casa improntata a un minimalismo soft, reso mutevole dall’evoluzione cromatica del ferro ossidato delle pareti.

1: la scelta di vivere in un centro storico fatto di stretti “carruggi” e piazzette inaspettate si doveva sentire anche all’interno di questa casa nel cuore antico della città di Genova. Le pietre dei muri, a “scapoli e tocchetti” sopra gli archi in mattoni, sono diventate protagoniste dell’elemento di separazione tra le due parti della zona living.

2: arredi antichi e forme contemporanee, materiali del passato e trasparenze moderne. Questi elementi caratterizzano un ambiente che gli abitanti desideravano fosse la rappresentazione del loro stato: appena oltre la soglia della gioventù, ma ancorati a solidi valori senza tempo. I contrasti tra la parte di pavimento recuperata e inserita nella nuova pavimentazione,
così come i contrappunti cromatici, rispecchiano questa duplicità.

3: nulla di realmente moderno, minimal o rigoroso, ma neppure ricerca di arredi e forme realmente classici o di antiquariato. L’edificio appartiene agli anni venti, le forme originali delle decorazioni dei controsoffitti, riprese nelle pavimentazioni, sono state restaurate per donare all’ambiente un carattere austero, ma mai opprimente.

SOPPALCO LIVING

Una situazione particolare, la possibilità di realizzare un soppalco che duplicasse lo spazio e consentisse di differenziare, lasciando comunicanti, la zona pranzo dall’area relax, posta al piano superiore.
L’ambiente che si è creato è risultato perfetto per i tre componenti della famiglia che, in questo modo, potevano restare sempre in contatto visivo gli uni con gli altri.

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