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Precursore dei pavimenti alla veneziana, il pastellone oggi viene reinterpretato in chiave moderna mantenendo l’artigianalità e i materiali che lo caratterizzano, poveri e assolutamente naturali, per superfici monolitiche e minimaliste di grande resistenza in pochi millimetri di spessore

Il pastellone veniva utilizzato prima del “terrazzo” veneziano per rivestire i solai in legno e renderli impermeabili, perfezionando una tecnica già usata ai tempi dei Romani: un rivestimento di pochi millimetri poi protetto con una patina ricavata da diversi tipi di erbe.

Il Pastellone 2.0 riprende questa antica tecnica per proporre un rivestimento assolutamente naturale, partendo da una miscela di sabbie, depositi alluvionali e minerali impastata con un legante all’acqua e colorata con terre, da proteggere con un olio naturale emulsionato con acqua, certificato per bioedilizia.

Pastellone veneziano

Pur avendo solo 2 mm di spessore è un rivestimento a elevata resistenza all’usura (è colorato a tutta massa), al graffio, all’incisione, alla luce e di facile manutenzione, totalmente ecologico (non prevede l’utilizzo di resine o altri composti chimici) e risulta impermeabile in modo permanente; è ideale anche in presenza di riscaldamento a pavimento in quanto offre un’ottima diffusione del calore e indicato per chi soffre di allergie da polveri o muffe. l è applicabile in orizzontale e in verticale in ogni ambiente della casa, anche nei  bagni e nelle cucine.

I colori del Pastellone 2.0 arredano gli ambienti e richiamano atmosfere del passato, si impongono per le tonalità pulite e senza tempo.

Pastellone alla veneziana… anche in verticale

A differenza dell’antico pastellone, quello moderno può essere applicato anche sulle pareti e, oltre che con la classica spatola d’acciaio, è stata elaborata una variante che prevede l’impiego di speciali rulli sulla scia di quelli utilizzati un tempo per ottenere un effetto “tappezzeria”, i quali, passati sulla superficie non ancora stabilizzata, lasciano una trama più o meno evidente.

Questo materiale può essere impiegato anche sulle pareti.

La sequenza di posa in sintesi

In funzione del supporto di partenza, la superficie va preparata con primer e rasanti adeguati; si prepara quindi la finitura aggiungendo al Pastellone 2.0 in polvere la terra naturale nel colore scelto, miscelando le due polveri e aggiungendole a una parte del legante già predisposta in un recipiente pulito.

Un esempio di sequenza in posa.

Omogeneizzato il tutto, si lascia riposare 20 minuti prima di applicare il prodotto in due mani; per la seconda è sufficiente un’ora di attesa, ma se non la si applica entro le 3 ore di lavorabilità, l’impasto va preparato in due tempi.

Trascorse almeno 3 ore dalla seconda mano, si leviga con carta vetrata a grana 100 e si stende l’Olio Eko (oppure la protezione Topskin lucida, opaca o satinata).

Le terre naturali

Provengono da diversi Paesi del mondo e sono pigmenti ricavati da elementi minerali per purgatura, trasformandoli in polvere finissima attraverso macinazione e/o lavaggio in base al tipo di terra e alla presenza di scorie. Ogni colore proviene da una pietra o una terra specifici, estratti da miniere a cielo aperto o da grotte, ed è caratterizzato da un’elevata stabilità fisica e chimica; in fabbrica le terre vengono corrette, sempre con altre terre, al fine di ottenere un tono costante per l’intera partita.

Quanti colori disponibili nella scelta delle terre naturali.

Anche per questo motivo la gamma colori di questo materiale è limitata, in quanto ottenuta da terre che vengono utilizzate così come le fornisce la natura, senza alterazioni.

2 Commenti

  1. Buongiorno e buone feste vorrei sapere se e possibile imparare la tecnica del pastellone magari facendo un corso zona Lombardia sapreste dirmi qualcosa?

     
    • Buongiorno Vincenzo,

      tenga d’occhio gli eventi segnalati su forumcalce.it o chiami direttamente per avere indicazioni sui corsi attivi. Il pastellone è un argomento spesso trattato.

      Cordiali saluti

       

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