Chalet di lusso ai piedi del Cervino

Chalet di lusso ai piedi del Cervino

La tradizione montana e la moderna tecnologia della prefabbricazione convivono in questo chalet di lusso, nato dalla demolizione di un fabbricato preesistente

Poco fuori dal centro di Breuil-Cervinia (AO), a 2.000 metri di altitudine, si trova la stazione della funivia che sale a Plan Maison da dove, con altri impianti, si può proseguire fino al Plateau Rosa. Questo chalet di lusso di nuova costruzione si trova di fronte all’ampio piazzale adibito a parcheggio per i fruitori dell’impianto, su un’area in precedenza occupata da un edificio più piccolo noto come “La Casetta”.

Il progetto prevedeva di realizzare al suo posto un nuovo fabbricato sviluppato su tre piani fuori terra, più un piano interrato e una soffitta non abitabile, ma strategica per equilibrare la volumetria dell’edificio e illuminare in profondità gli ambienti sottostanti sfruttando la luce zenitale, grazie a una torretta con vetrate su tre lati.

Considerata l’alta frequentazione della zona in cui doveva sorgere la nuova costruzione, era prioritario progettare un’architettura di carattere e armonica, ampliandone i prospetti ed equilibrandone le proporzioni affinché non risultasse eccessivamente sviluppata in altezza rispetto alle dimensioni in pianta.

Dopo la demolizione dell’esistente sono stati effettuati gli scavi per realizzare il piano interrato, con struttura in cemento armato, dove sono concentrate le funzioni accessorie dell’abitazione: autorimessa, lavanderia- stireria con cabina per i capi puliti, dispensa con cella frigorifera, cantina, lo spogliatoio per partenze/arrivi dalle sessioni sciistiche e la centrale termica, oltre a una taverna con bar e zona cinema e uno spazio wellness/fitness con spa e palestra.

Per la parte fuoriterra ci si è affidati invece a un sistema di prefabbricazione a telaio portante in legno di larice che ha previsto il montaggio delle strutture realizzate in stabilimento sul basamento in cemento armato, affiorante dal terreno alcune decine di centimetri, rivestito poi in pietra come pure i pilastri angolari.

chalet di lusso

L’ingresso allo chalet di lusso avviene al piano terreno, sul lato ovest, rivolto verso la stazione della funivia; nell’ottica di movimentare l’abitazione, per entrare si salgono 3 scalini, corrispondenti al dislivello generato dal basamento in cemento armato rispetto al piano carrabile.

Oltre alla cucina, con accesso diretto alla veranda estiva sul fronte opposto, a questo livello si trova l’ampia zona giorno, parzialmente a doppia altezza: per raggiungerla bisogna ridiscendere tre scalini ed è costituita dalla zona pranzo, un’area relax con camino e un angolo pianoforte. Il tutto racchiuso in un volume aggettante rispetto al corpo dell’edificio, sormontato da un’imponente capriata ricoperta in lose e caratterizzato da vetrate sui tre lati che rendono protagonista il paesaggio.

I due livelli superiori, circondati da balconate continue in legno grezzo, sono destinati alle zone notte: al primo piano quella dedicata ai bambini, costituita da tre camere singole e due bagni più uno spazio TV soppalcato che aggetta sul soggiorno protetto da un vetro a tutta altezza, con funzione anche di isolamento acustico.

Al secondo piano, un disimpegno allestito come spazio per la lettura e reso luminoso dall’ampia vetrata che affaccia sulla valle precede la camera padronale, nella quale è ricavato anche un piccolo salottino. Dalla camera, attraversando la cabina armadio, si raggiunge il bagno privato sviluppato in continuità con essa.

Il desiderio dei proprietari era di avere uno chalet di lusso che rispecchiasse la tradizione delle case di montagna pur integrando funzioni e finiture moderne, impiegando principalmente legno di larice grezzo (con finitura spazzolata all’interno, bio all’esterno), senza alcuna finitura superficiale, in modo che invecchiasse insieme a loro; una scelta che ha riguardato sia le superfici sia gli arredi, quasi tutti realizzati artigianalmente su disegno.

Soltanto i pavimenti della zona d’ingresso, della cucina e della porzione di scala che sale dall’interrato al piano terra sono in pietra grezza con finitura spazzolata per ovvie ragioni funzionali, le stesse che hanno indotto a pavimentare il piano interrato con doghe di grès effetto legno.

Un ulteriore volume è rappresentato dal vano scala, che percorre in verticale l’abitazione fino al sottotetto e non poteva essere riscaldato efficacemente dal sistema radiante a pavimento realizzato su tutti i livelli. Al tempo stesso, il camino del soggiorno, a margine del vano scala, necessitava di una canna fumaria imponente e difficile da nascondere che arrivasse fino a tetto.

La soluzione a entrambe le esigenze è stata trovata facendo risalire a vista la tubazione all’interno del vano scala, per poi affidarsi a un artista che l’ha rivestita con una struttura nervata in acciaio e cemento, sagomata e scolpita in modo da simulare il tronco di un albero che accompagna nel percorso tra i piani.

Altro obiettivo del progetto è stato quello di ottenere uno chalet di lusso efficiente dal punto di vista energetico, raggiungendo la classe A+; inoltre, tenuto conto della vicinanza all’impianto di risalita e dell’alta frequentazione del sito, le soluzioni costruttive dovevano garantire adeguate prestazioni acustiche, oltre che termiche.

I pannelli prefabbricati incorporano un consistente strato isolante e i serramenti esterni sono a taglio termico con triplo vetro; la climatizzazione e la produzione di acqua calda sanitaria sono affidate a una caldaia a pellet, integrata da un impianto solare termico; un sistema di ventilazione meccanica controllata ad alta efficienza con recupero di calore aspira l’aria viziata da bagni e cucina e immette aria prelevata dall’esterno, filtrata e preriscaldata, nel soggiorno e nelle camere.

Per via dell’utilizzo discontinuo della casa e delle copiose nevicate invernali non è risultato conveniente installare un impianto fotovoltaico.

Soggiorno

Il camino del soggiorno è un monoblocco a legna che diffonde aria calda nell’ambiente attraverso le bocchette incorporate nella struttura realizzata ad hoc in legno e pannelli in lamiera verniciata in nero.

Per mimetizzare la canna fumaria del camino che attraversa il vano scala è stato realizzato un rivestimento artistico che simula il tronco di un albero, reso ancor più scenografico dalle boule luminose appese ai rami.

A lato dei divani, davanti alla grande facciata vetrata, si impone la sagoma del pianoforte, un pezzo unico d’antiquariato la cui imprescindibile presenza ha avuto un ruolo significativo nella progettazione della zona giorno.

La zona occupata dal tavolo da pranzo è definita da un tappeto in cavallino e dal passaggio dalla doppia altezza a quella standard interpiano: si tratta di un arredo importante, allungabile e realizzato su disegno in collaborazione con Concreta, così come le sedie in ecopelle color avorio.

Cucina

La cucina, che può essere isolata dalla zona pranzo tramite due porte scorrevoli contrapposte, è sviluppata attorno a un’isola di cottura con cappa integrata a scomparsa e include anche una cantinetta per i vini; i piani sono in pietra in tonalità nero assoluto, con bordi lasciati volutamente al grezzo.

Camere da letto

La camera del figlio più grande guarda in direzione della funivia e anche per questo motivo il letto è racchiuso in una giocosa riproduzione della cabina, realizzata su disegno in collaborazione con Concreta; un secondo giaciglio è disponibile su un piccolo soppalco. Anche il poster che riveste le pareti retrostanti è realizzato partendo da una fotografia.

Nella camera del figlio più piccolo, ai piedi del letto che ne nasconde un secondo all’interno del cassettone, c’è l’accesso “segreto” a una porzione della capriata aggettante da dove, attraverso un oblò, si può gettare lo sguardo sulla zona pianoforte-divani. Il poster dell’orso è frutto di una fotografia ingrandita e riprodotta su tela, illuminata dal basso da fonti nascoste in una sede ricavata appositamente nel legno.

Nella camera padronale, di fatto una suite, l’alone prodotto dalla testiera retroilluminata mette in evidenza la lavorazione grossolana delle tavole di legno esaltandone l’aspetto naturale. Gli arredi fissi sembrano nascere dalle superfici e anche quando hanno un taglio moderno, come il mobile su cui poggiano i lavabi, conservano lo stile montano.

Piano interrato

Al piano interrato, sotto il soggiorno, il palco su cui è posta la vasca idromassaggio è l’unica superficie per la quale è stato utilizzato un legno diverso, ovvero teak, di per sé più resistente all’acqua “trattata” della spa; sopra la vasca, dalle pareti rivestite in pietra emergono due bocche a cascata. Per praticità, a questo livello i pavimenti sono in grès effetto legno.

chalet di lusso

Un’altra porzione del piano interrato è dedicata alla taverna, dove le sedie e gli sgabelli dell’angolo bar sono identici alle sedie della zona pranzo al piano superiore. La quinta retroilluminata su cui è collocato lo schermo della zona cinema è rivestita in ecopelle.

Ottimizzare i tempi di cantiere con la prefabbricazione

Un intervento così complesso non era realizzabile in un unico arco temporale: a queste quote i cantieri possono essere attivi da inizio maggio a fine ottobre, perciò i lavori si sono svolti in due tempi.

Tuttavia, ricorrendo alla prefabbricazione, anche a cantiere fermo il progetto ha continuato il suo corso nello stabilimento dell’azienda Chenevier, che ha provveduto alla costruzione di tutti gli elementi strutturali e dei tamponamenti a sandwich completi di strato isolante, forometrie per i serramenti e predisposizioni impiantistiche, nonché dei divisori interni in fibrogesso, che sono stati poi “semplicemente” montati sul posto.

chalet di lusso

Dal punto di vista normativo, la costruzione di un nuovo edificio residenziale con sagoma e volumi completamente diversi da quello originario e su un sedime più ampio, purché nell’ambito del medesimo lotto catastale, è stato possibile sia grazie alle leggi regionali sia per il fatto che il fabbricato preesistente non era sottoposto a vincoli, essendo di epoca post 1945; inoltre, è stato possibile realizzare un ampliamento del 35% (nel limite massimo di 2000 m3) finalizzato al miglioramento delle prestazioni energetiche e igienicosanitarie.

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Chalet di lusso ai piedi del Cervino

Progetto:

Bettiol Architecture

Arch. Mariapia Bettiol

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