Le principali tipologie di silicone: mini-guida per scegliere il prodotto giusto

Il silicone è un materiale particolarmente versatile. Viene utilizzato sia dai professionisti dell’edilizia che dagli amanti del fai da te.

Può essere adoperato per svolgere diverse operazioni: oltre che per sigillare, anche per incollare, riempire, proteggere e impermeabilizzare.

Tra le componenti su cui viene impiegato maggiormente troviamo serramenti, sanitari, piastrelle e molte altre ancora.

In commercio si trova disponibile secondo molteplici tipologie e scegliere la più adatta può non essere semplice. In questo articolo vi proponiamo alcuni consigli utili in merito.

Cos’è il silicone, esattamente?

Ma cos’è il silicone, esattamente? Si tratta di un materiale costituito da molecole inorganiche che a loro volta si basano sull’interazione di due elementi, silicio e ossigeno, ma possono essere combinati anche carbonio, idrogeno, ecc.

La struttura base è costituita da poliorganosilossani. In questo caso gli atomi di silicio si trovano legati a doppio filo proprio con quelli di idrogeno, dando vita al cosiddetto legame.

Parliamo in ogni caso di un composto sintetico prettamente inerte, lavorato in molteplici formati e in special modo resina, gomma e olio. Si distingue per spiccate proprietà in termini di stabilità termica e basso livello di tensione superficiale.

Introdotto per la prima volta nella seconda metà del Novecento, è stato impiegato inizialmente soprattutto per scopi puramente industriali.

Le principali tipologie di silicone: una panoramica

Il silicone si trova disponibile al secondo molteplici tipologie, ognuna delle quali denota peculiarità e applicazioni differenti. Le categorie principali sono tre: silicone neutro, acrilico e acetico. Scopriamole una per una nei dettagli.

Silicone neutro: versatile e funzionale

Il silicone neutro è sicuramente il più diffuso. Si distingue per spiccate proprietà adesive ed elastiche, a fronte della capacità di aderire lungo la maggior parte dei materiali porosi, dove assicura una tenuta ermetica ottimale, prevenendo rotture e distacchi.

Una delle sottocategorie più interessanti è quella del silicone neutro per lattoneria, il quale può essere utilizzato a contatto con:

  • rame;
  • ottone;
  • bronzo;
  • zinco;
  • ferro;
  • piombo;
  • acciaio inossidabile;
  • lamiera preverniciata;
  • alluminio.

Si tratta di un composto perfetto per elementi che vedono l’interazione tra interno ed esterno, come ad esempio le facciate, complice l’ottima resistenza sia all’invecchiamento che ai raggi UV nonché a quelli atmosferici.

Silicone acrilico: perfetto come sigillante

Il silicone acrilico è considerato un eccellente sigillante e viene adottato in diversi campi, essendo carteggiabile, spatolabile e sopra verniciabile. Interagisce ottimamente con svariati materiali tra cui cartongesso, legno, pittura acrilica, calcestruzzo e diversi altri.

Riesce a sostenere al meglio le sollecitazioni a cui si trovano sottoposte le superfici, grazie a spiccate proprietà elasticizzanti.

Silicone acetico: l’ideale per standard igienici superiori

Il silicone acetico merita una menzione particolare per via degli standard superiori dal punto di vista igienico, non a caso è ampiamente utilizzato nel settore sanitario, in particolare per quanto riguarda box doccia e vasche da bagno.

Emerge per la tenuta impeccabile e l’elasticità; può essere adottato su superfici quali quel porcellanate, smaltate e vetro.

Quella che abbiamo offerto è soltanto una panoramica di ordine generale, ma molto ci sarebbe ancora da dire, sia sul silicone come materiale sia sulle sue diverse varianti.

L’importante è optare per prodotti certificati e in grado di massimizzare le caratteristiche di ogni tipologia, come quelli messi a disposizione da parte delle migliori aziende del settore.

fonti:

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