Questo appartamento di Napoli, parte di un edificio gravemente danneggiato dal terremoto del 1980, alcuni anni fa era stato devastato da un incendio che ha messo in evidenza interessanti dettagli architettonici, fornendo spunti per un attento lavoro di recupero
Considerati gli eventi che hanno interessato questa abitazione di 95 m2 al secondo piano di un edificio ottocentesco e che ci troviamo in uno dei quartieri storici di Napoli, qualche “curniciello” disseminato per casa sarebbe più che comprensibile: quando c’è stato il sopralluogo per valutarne la ristrutturazione era inagibile a tutti gli effetti.
Prima dell’incendio, in tutto l’appartamento c’era un controsoffitto molto leggero che, bruciando completamente, ha rivelato l’effettiva altezza degli ambienti, circa 4,7 metri, i solai lignei e le travature metalliche di consolidamento aggiunte a seguito dell’evento sismico.

I danni dell’incendio, seppur ingenti, non erano stati tali da portare le strutture al collasso: la valutazione della staticità ha rivelato che la struttura in legno, grazie allo strato di carbonatazione, aveva resistito bene e poteva essere recuperata, decorticandola per portare a nudo il legno integro ed effettuando un trattamento di rinnovo.
Inoltre, l’effetto bruciato che si è formato sull’intonaco dei tramezzi, ha funzionato come una radiografia, lasciando intuire la tessitura della struttura sottostante per effetto della diversa reazione al fuoco dei materiali.
È emersa così una struttura a graticcio fatta molto bene, composta da assi di legno povero disposte in senso orizzontale, verticale e diagonale riempita con pietre di tufo e calce, che in alcune zone i progettisti hanno pensato di lasciare a vista come richiamo storico; lo stesso è stato fatto per le travature in acciaio, ripulite e verniciate per perpetuare la testimonianza del terremoto.

Anche i pavimenti in graniglia e cementine sono stati recuperati, attraverso una leggera levigatura seguita da lucidatura: soltanto quello della parte più colpita dall’incendio, l’attuale zona giorno, è stato posato nuovo.
Insieme al parquet, l’unico segno di contemporaneità è il volume costruito in calcestruzzo cellulare per racchiudervi il bagno, che ha inoltre permesso di realizzare un piccolo spazio soppalcato.
Tutte le apparecchiature della casa sono a funzionamento elettrico: questo appartamento di Napoli non è collegato alla rete del gas, perché viene utilizzato come seconda casa e, forse, anche per scaramanzia…



Zona notte
Nella camera da letto più piccola, confinante con il living, alcune porzioni della muratura a graticcio non sono state intonacate per lasciare a vista un dettaglio storico dell’edificio. Le travi di rinforzo in acciaio sono state ripulite e verniciate.


Nella camera da letto padronale gli arredi sono su misura: oltre al letto ci sono un piccolo salottino e una scrivania utilizzabile come zona per il trucco o come postazione di lavoro.

Bagno
Il bagno dispone di un piccolo finestrino; il mobile per il lavabo da appoggio è realizzato su disegno e i rivestimenti sono di Sant’Agostino, l’effetto terrazzo del pavimento è coerente, sotto il profilo stilistico, con quelli recuperati.

Soppalco e studio
La struttura del soppalco è ancorata alla parete laterale e il piano è stato rivestito con lunghe tavole grezze verniciate in opera.

Davanti all’ingresso, tra le due camere, è stato allestito uno studio con arredi su misura; l’intervento per questo appartamento a Napoli ha contemplato anche il recupero dei serramenti interni ed esterni.

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Recupero appartamento a Napoli | Scampato al fuoco, salvato dalla storia
Progetto:
In-nova Studio – www.in-novastudio.com
Fotografie:
Carlo Oriente





