Storie di volte e di luce

Il restyling di una palazzina monofamiliare nel centro storico di un comune della città metropolitana di Palermo ha puntato a riorganizzare gli spazi interni e creare una migliore integrazione con le aree esterne

Edificata tra fine ‘800 e inizio ‘900, questa abitazione è costituita da un piano terra con corte interna, un primo piano residenziale con terrazzo che affaccia sulla corte e un sottotetto solo in minima parte abitabile. In passato era già stata parzialmente ristrutturata, presumibilmente nel periodo della Ricostruzione, come lasciavano intendere gli stucchi di scarso valore che decoravano i solai intonacati, in parte piani e in parte a volte; lo stato di fatto presentava inoltre colori tendenzialmente scuri alle pareti e pavimenti in graniglia, solo due camere risultavano pavimentate con cementine che in parte sono state recuperate, ripulite e riutilizzate per sottolineare l’area della cucina e creare un tappeto centrale nella cabina armadio collegata alla camera master. Le tubazioni impiantistiche si sviluppavano lungo le pareti, un po’ sottotraccia e un po’ a vista, perché in queste case i massetti avevano uno spessore ridotto; anche l’impianto elettrico era a tratti a vista e i cavi elettrici di collegamento ai lampadari deturpavano le volte a botte e a padiglione.

A destra del portoncino d’ingresso, una porta a bilico in alluminio e vetro trasparente grigio fumé isola la zona notte, invitando a entrare nel living.

L’ingresso principale è a piano terra, dove ci sono una piccola dépendance collegata alla corte interna, alcuni locali di servizio e un garage con accesso indipendente. Salendo al primo piano attraverso una scala interna, si entra nella residenza principale, 138 m2 costituiti da un ingresso a sinistra del quale ci sono un living con cucina e zona pranzo, un bagno ospiti e una lavanderia; a destra, distribuita da un corridoio a L, la zona notte composta da una camera master con cabina armadio e bagno privato, due camerette e un ulteriore bagno. Il living e una delle camerette hanno accesso al terrazzo dal quale, con una scala esterna realizzata su progetto, si può scendere nella corte. Dal corridoio della zona notte, salendo un’altra rampa di scala interna, si raggiunge l’unica porzione di sottotetto abitabile, dove è stato ricavato uno studio di 7,5 m2 che comunica con il terrazzo di copertura.

Nel rifare le pavimentazioni, la quota dei solai è stata innalzata di circa 10 cm per realizzare i nuovi impianti, soprattutto quello della climatizzazione affidata a sistemi di Olimpia Splendid: una pompa di calore Sherpa Monobloc S2E che alimenta 8 ventilconvettori idronici Bi2, 4 in versione Air a libera installazione (camera master, cabina armadio, cameretta più grande e studio) e 4 in versione Naked a incasso (3 nel living e uno nell’altra cameretta). Inoltre, al primo piano, tutti i tramezzi sottostanti il terrazzo di copertura, non portanti, sono stati demoliti per ridisegnare la distribuzione che ha portato a ottenere le due camerette con relativo bagno in comune. Provando a scrostare l’intonaco dalle volte, è emerso che queste erano in tavelle di cotto tipiche della zona, perciò si è provveduto a ripulirle e riportarle a vista sottoponendole poi a un trattamento protettivo antisfarinamento.

La pompa di calore

Sherpa di Olimpia Splendid è una gamma di pompe di calore aria-acqua, split e monoblocco, con potenze fino a 16 kW in riscaldamento. Si distingue per l’elevata efficienza energetica e la massima affidabilità: caratteristiche presenti su tutti i modelli e rafforzate nelle versioni dotate di doppio circuito frigorifero (tecnologia Aquadue). Per questo progetto è stato scelto il modello Monobloc S2E, una pompa di calore aria-acqua monoblocco, con compressore inverter Twin Rotary ad alta efficienza, che permette il riscaldamento (classe A+++ in clima medio), il raffrescamento e la produzione di acqua calda sanitaria fino a 60 °C. Si distingue per il design compatto, con un’unica unità ventilante anche nelle taglie più potenti: l’ingombro in pianta è 104×41 cm e l’altezza è di soli 86 cm. Il controllo da remoto è possibile sia dal pannello touchscreen di serie sia dall’App Comfort Home, grazie al modulo Wi-Fi integrato. Inoltre è certificata SG Ready, in quanto predisposta per dialogare con una rete elettrica intelligente secondo i requisiti dell’Istituto Tedesco BWP.

I ventilconvettori idronici

Bi2 di Olimpia Splendid è una gamma di ventilconvettori idronici dalle molteplici possibilità installative (a consolle, a parete alta, a incasso e canalizzati) e con potenze fino a un massimo di 4.9 kW in raffrescamento. Per questo progetto sono stati scelti nelle versioni Bi2 Air (a libera installazione) e Bi2 Naked (a incasso) con motore inverter per il riscaldamento, il raffrescamento e la deumidificazione dell’aria negli ambienti di casa. Nei mesi invernali possono funzionare sia per convezione forzata sia per irraggiamento, con silenziosità e comfort percepito simili a un radiatore, grazie al pannello radiante integrato. Possono essere installati a parete con un basso impatto architettonico, in virtù dello spessore ridotto (fino a 12,9 cm nella versione a consolle e fino a 14,2 cm nella versione a incasso con cassaforma). Il controllo è possibile da bordo macchina, utilizzando il pannello touchscreen, oppure da remoto, con telecomando, comando a muro (opzionale) e domotica.

Varcato l’ingresso a piano terra ci si trova in una piccola hall nella quale la rimozione dell’intonaco ammalorato ha riportato alla vista una parete in blocchi di tufo. La scala che sale all’abitazione è rivestita con marmo grigio di Billiemi, una pietra locale che in passato era un elemento distintivo della borghesia palermitana.

Un dettaglio del progetto riguarda il soffitto della zona in cui è stato realizzato il bagno ospiti, tra zona divani e cabina armadio. In virtù di un vetro piano di grandi dimensioni, un tempo la luce zenitale penetrava nella parte più profonda e buia della casa; in seguito questa fonte di illuminazione naturale era stata nascosta da un controsoffitto, essendo questa parte della casa quasi a doppia altezza. Dopo aver ripristinato la fruibilità del lucernario, il soffitto del bagno ospiti è stato ribassato a un’altezza di circa 4 metri inserendo un vetro opalino; per la porta del bagno e la spalletta sinistra della nicchia in cui è installato il lavabo, confinante con la cabina armadio, sono stati utilizzati vetri opalini leggermente fumé attraverso i quali, pur garantendo la privacy, una parte della luce naturale proveniente dall’alto viene convogliata rispettivamente nella zona divani e nella cabina armadio.

Il living, illuminato dalle 2 vetrate prospicenti il terrazzo e la corte interna, è un open space costituito da un’area relax con divano e TV, una zona pranzo e la cucina con isola. Questo ambiente si presenta con pareti bianche e soffitti a volte, due a padiglione e una a botte, con gli elementi in cotto riportati a vista. Dalla zona divani si accede al bagno ospiti, un piccolo ambiente reso suggestivo dalla luce zenitale e dal rivestimento a soggetto floreale di Marazzi.

Per valorizzare al meglio le volte a padiglione è stato scelto un duplice sistema di illuminazione. Il primo, per l’illuminazione generale, è costituito da 4 sottili nastri di acciaio (Infinito di Davide Groppi) con la sorgente luminosa che punta verso il basso, per evitare ombre indesiderate sulle volte; il secondo è costituito da faretti rivolti verso l’alto installati ai 4 angoli delle volte, per un’illuminazione d’atmosfera. Tutte le sorgenti sono dimmerabili con possibilità di utilizzare intensità differenti per la zona living e la cucina.

Dal terrazzo, accessibile sia dal living sia da una delle camere secondarie, si può scendere nella corte interna attraverso una scala realizzata su progetto in ferro verniciato color vinaccia. Quest’area esterna defilata e piuttosto intima di circa 30 m2 è pavimentata con doghe di legno composito WPC e accoglie diverse specie di piante mediterranee che non necessitano di molta luce.

La cucina è una versione del modello AK Project di Arrital; sempre per non avere ingombri sospesi che potessero interferire con le volte è stato scelto un piano cottura a induzione con aspirazione integrata, sfruttando la possibilità di far correre il canale di evacuazione in aderenza al soffitto del piano inferiore. A lato della cucina, due porte in vetro fumé e alluminio scorrevoli esterno muro su sistema invisibile nascondono una dispensa (a sinistra) e un locale lavanderia/stireria (a destra). All’interno della lavanderia, la nicchia a lato della porta è chiusa con due coppie contrapposte di ante a libro del sistema filomuro Areo di Eclisse ed è utilizzata come ripostiglio per scope, scala pieghevole ecc.

Le volte a padiglione, in questo caso mantenute intonacate, caratterizzano anche i soffitti della camera master e della cabina armadio, tinteggiate integralmente con una tonalità blu avio che, grazie anche a un’illuminazione ben studiata, crea un ambiente intimo e riposante. La cabina armadio è un’intera stanza che integra una vanity per il trucco: essendo priva di finestre, riceve un po’ di luce naturale attraverso la posta scorrevole vetrata che la separa dalla camera e da un analogo vetro fisso posto sulla linea di confine con la nicchia in cui è installato il lavabo nel bagno ospiti. La nicchia confinante con il mobile d’ingresso, invece, è sfruttata come scarpiera ed è chiusa da un’anta a specchio.

Il bagno padronale si presenta con pareti rifinite a resina: fa eccezione la doccia, che ha la parete di fondo rivestita con un parato impermeabile in fibra di vetro ed è completata da una nicchia con seduta, getti tonificanti e bocca a cascata per il massaggio cervicale.

Anche il bagno riservato alle due camerette è rivestito in resina; essendo utilizzato dai ragazzi di casa, per praticità al posto del parquet è stato posato un pavimento in grès di Marazzi.

Dal disimpegno della zona notte, salendo la scala preesistente rivestita con le stesse tavole del parquet, si raggiunge la parte praticabile del sottotetto in cui è stato allestito uno studio comunicante con il terrazzo di copertura. Attraverso le finestre, grazie anche alla balaustra in vetro strutturale, la luce naturale penetra in profondità fino al disimpegno sottostante.

Progetto: Arch. Ignazio Buscio, Arch. Gabriella Anzelmo
Fotografie: Nanni Culotta
Impianto di climatizzazione: Pompa di calore e ventilconvettori di Olimpia Splendid

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