Nei locali chiusi e bui è possibile beneficiare di un’illuminazione naturale e gratuita “catturando” i raggi solari e incanalandoli in un tubo ad alta riflettenza: come? Con un tunnel solare!

Una possibile soluzione per quei locali sprovvisti di finestre, perché delimitati da tramezzature interne, o con un’illuminazione naturale insufficiente, è quella di fare ricorso a un tunnel solare, in poche parole un “lucernario a distanza”: è costituito da un canale con le pareti interne altamente riflettenti alle cui estremità ci sono una calotta captatrice dei raggi solari da un lato e un diffusore dall’altro.

Tunnel solare a parete

La calotta trasparente si installa sul tetto o su altra superficie piana o inclinata esterna all’abitazione, il tunnel solare attraversa le strutture murarie e perviene al diffusore installato a soffitto nel locale da illuminare, che può trovarsi anche lontano dalla zona di captazione, fino a 30 metri, a seconda dei modelli.

Lo schema che rappresenta l’abitazione che ospiterà il nuovo tunnel solare.

La particolare tecnologia applicata al condotto evita che la luce, nonostante i numerosi “rimbalzi”, venga in parte dispersa o assorbita, oppure che la sua lunghezza d’onda venga modificata alterando la percezione dei colori.

La cupola, posta sul tetto, riceve i raggi solari.

La fattibilità dell’intervento e il percorso più opportuno da seguire vanno valutati caso per caso: esistono cupole captatrici di diversa forma e dimensione, i canali per uso residenziale hanno diametri compresi tra 150 e 350 mm e i diffusori possono essere completati con illuminazione artificiale per le ore notturne, oscuratori, sistemi di ventilazione.

Dove installare le cupole?

Oltre che su tetti piani o inclinati e terrazze, le cupole di captazione possono essere installate a terra, per illuminare locali interrati, o in facciata; per ottenere la massima resa è opportuno valutare, oltre che l’esposizione, la presenza di ostacoli naturali o architettonici che producono ombreggiamento.

La cupola del sistema Lightway può essere in vetro al sodio e potassio (Crystal) o in plexiglas (Silver); il diffusore interno è in vetro al sodio e potassio che riduce il ritorno della luce all’interno del tubo, incrementando la resa del 15%. I diametri dei condotti variano da 150 a 760 mm, consigliati per illuminare superfici da 6 a 40 m2; il tubo riflettente è garantito 25 anni.

Illuminare al meglio gli interni

In stanze senza finestra, la miglior resa si ottiene con il diffusore al centro del soffitto; l’installazione in posizione decentrata è valida solo se è richiesta una maggiore concentrazione della luce su una zona operativa o, in presenza di finestra, quando il colore delle pareti contrasta la diffusione della luce che entra dalla superficie vetrata. Fakro

Massima captazione

I condotti di Solatube sono rivestiti con un materiale che ha una riflessione speculare del 99,7%; una nuova tecnologia filtra i raggi infrarossi per minimizzare il calore emesso dalla radiazione solare diretta. Le lenti piegano i raggi di luce con un basso angolo di incidenza; quando il sole ha un’inclinazione >55° elimina l’abbagliamento. Si possono scegliere diffusori che consentono di vedere la colorazione del cielo senza alterare lo spettro cromatico della luce. Infinity Motion

Luce notturna

Una variante del classico tunnel solare Solatube prevede l’inserimento di un piccolo pannello fotovoltatico, applicato alla parete interna del tubo, che incorpora nella parte inferiore una lampada a led. Durante il giorno il pannello accumula energia e, dopo il tramonto, la lampada si accende automaticamente per diffondere nell’ambiente un tenue bagliore simile alla luce della luna, utile specialmente per illuminare corridoi, scale, percorsi senza bisogno di accendere ulteriori fonti luminose, oppure per la camera dei bambini. Solatube

Il montaggio del tunnel solare Solatube

Si rimuovono le tegole per scoprire la zona di installazione della cupola, si colloca la scossalina metallica ottagonale e si riveste con guaina bituminosa prima quella a valle e poi, a sormonto, quella a monte. 

Si sovrappone la scossalina universale inclinata e la si blocca alla precedente con viti, mandandola sotto le tegole a monte e sovrapposta alle tegole a valle.

Dopo il ripristino delle tegole si installa attraverso il soffitto il terminale che incorpora il collare del diffusore e si collegano cupola e diffusore con il tunnel facendogli compiere il percorso più opportuno. 

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