Piemontese d’adozione: ristrutturazione di una cascina

ristrutturazione cascina piemontese

Costruita a seguito della demolizione di un edificio preesistente nella campagna intorno a Canelli (AT), questa moderna abitazione rispetta le caratteristiche della cascina tipica piemontese nonostante sia stata realizzata con un sistema costruttivo prefabbricato in legno

Buona parte delle colline astigiane, incluso il lotto su cui doveva essere costruita questa casa, è inserito nel patrimonio UNESCO per il forte legame che sussiste da secoli tra l’uomo e il territorio, con riferimento nello specifico alla coltivazione della vite.

Questo impone vincoli molto stringenti nella realizzazione di un nuovo edificio, che deve integrarsi coerentemente con il contesto storico e paesaggistico a partire dai materiali e dallo stile, il nulla osta all’inizio lavori è subordinato soprattutto all’impatto visivo che avrà l’immobile sul territorio.

La cascina che insisteva su questo lotto era completamente diversa, incompleta e non meritevole di ristrutturazione anche perché priva di interesse storico, quindi in questo caso non era necessario mantenere un rapporto con la preesistenza, anche quanto a dimensioni e sagoma. Tuttavia, per i motivi suddetti, la nuova costruzione doveva avere le caratteristiche estetiche della tipica cascina piemontese.

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Il cantiere

La prefabbricazione delle strutture in legno complete di pacchetto isolante ove necessario, forometrie dei serramenti e predisposizioni impiantistiche è stata affidata all’azienda LignoAlp: i pannelli, portanti e non, sono stati realizzati in stabilimento e trasportati in cantiere pronti per essere semplicemente montati sul posto.

La sostenibilità protagonista

I proprietari, sensibili al tema della sostenibilità, desideravano intraprendere la strada della prefabbricazione in legno e seguire un protocollo, per utilizzare materiali e tecnologie in linea con i principi del rispetto dell’ambiente e del risparmio energetico.

È stato scelto di adottare il protocollo ITACA in quanto permette di sfruttare i benefici della legge regionale 16/2018 che, se si seguono accorgimenti virtuosi (demolizione selettiva, impiego di materiali derivati da materie secondarie o di riciclo, bonifiche ambientali ecc), premia rendendo le procedure più flessibili e concede aumenti volumetrici a fronte dei maggiori costi sostenuti.

In quest’ottica, il sistema costruttivo in legno ha determinato, di per sé, una percentuale importante di materiale riciclabile impiegato. Resta il fatto che il sistema costruttivo in legno non ha nulla a che vedere con la tradizione e con l’edilizia del luogo: era possibile utilizzarlo, ma alla fine l’estetica dell’edificio doveva essere conforme a quella di una cascina piemontese con struttura tipicamente in mattoni, ed è stata un’avventura entusiasmante anche per i progettisti, alla prima esperienza di prefabbricazione.

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La casa è stata concepita per la vita familiare, con un forte rapporto con il verde circostante, ma è anche aperta alla socialità. Si sviluppa su due livelli per un totale di circa 250 m2 di spazi abitativi, più locali tecnici e di servizio. Il piano terra, nella parte frontale, è la zona di accoglienza, con una serra che è anche salone di primo ricevimento e una zona dedicata agli ospiti che è un’autentica dépendance.

Man mano che si procede verso la parte posteriore, il livello diventa seminterrato in virtù del terreno in leggera pendenza che dà origine a un tetto verde a copertura dell’ampio garage laterale.

Per accedere al piano superiore, dove c’è l’abitazione vera e propria, si può passare dall’ingresso a piano terra, per poi salire la scala interna, oppure attraverso quello in cima alla scala posteriore, che entra direttamente nella zona giorno, a lato della cucina.

Un’altra scala esterna laterale, in realtà un percorso a gradoni, conduce al loggiato, sul quale affacciano le camere dei ragazzi, che possono così accogliere gli amici nei loro spazi in modo indipendente.

Per la climatizzazione è stato installato un sistema a pompa di calore aria-aria, senza fare ricorso a sistemi radianti: l’aria viene diffusa attraverso bocchette sottili integrate nei controsoffitti.

La serra

Al piano terra, la porzione di fabbricato che sporge frontalmente è stata pensata come una serra che sfrutta l’apporto solare, con grandi superfici vetrate orientate a sud e ovest. Questi serramenti, di Reynaers, nascono a tutto vetro con telaio sottile: le inglesine applicate all’interno e all’esterno a formare riquadri, come pure i maniglioni, sono stati realizzati su richiesta e su progetto dello studio.

La serra è anche luogo di prima accoglienza per gli ospiti e la grande vetrata dietro il divano, nello stesso stile, porta molta luce nel disimpegno d’ingresso.

I modiglioni a sostegno del balcone, che sembrano di pietra, sono in realtà mensole d’acciaio predisposte da LignoAlp che sono state rivestite su tutti i lati con sottili elementi in pietra sagomati: questo perché integrare manufatti interamente in pietra nella struttura di legno sarebbe stato difficoltoso ed era necessario rispettare la configurazione della cascina piemontese.

Il bagno

Il bagno al piano terra è piuttosto piccolo, ma essendo parte di una dépendance concepita anche per ospiti che si trattengono oltre la singola giornata, è provvisto anche di doccia, realizzata ad angolo per mediare tra ingombro e comfort di utilizzo; a lato s’impone con eleganza la sagoma del lavabo Albume di antoniolupi scelto nel colore Sangria.

Il pavimento e la parete dietro i sanitari sono in Mosaico Rombi, collezione Elements Lux di Ceramiche Keope.

La scala

La scala interna nasce da una stretta collaborazione tra lo studio e il falegname, come pure la boiserie: è completamente in legno e realizzata in opera, agganciandola alle pareti grazie ad appositi supporti metallici integrati nelle pareti prefabbricate, mentre la struttura che forma il parapetto a spirale è rivestita con compensato curvato sul posto e intonacato.

In tutta la zona d’ingresso e nella serra il pavimento è in grès effetto Pietra di Bagnolo, collezione Percorsi Smart di Ceramiche Keope.

I sottofondi

Per i sottofondi dei solai, dopo la stesura degli impianti, è stato utilizzato un granulato ottenuto da materie plastiche secondarie che viene posato completamente a secco, compattato e livellato. Il piano di posa per i pavimenti è stato realizzato con lastre battentate in gessofibra (Knauf Brio).

Living, cucina e zona pranzo

Al piano superiore l’ingresso avviene nella cucina, che è parte di un unico grande living insieme a zona pranzo e soggiorno, differenziate solo dalla pavimentazione: nella zona cucina, per praticità, viene ripreso il pavimento in grès di Keope del piano terra, nel resto dell’ambiente è posato a correre un parquet a tre strati di Corà utilizzato anche per le camere.

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La cucina è composta da elementi di due serie di Arrital con struttura color grafite: le basi, l’isola e le colonne (che integrano vetri bronzati) hanno ante e fianchi i n finitura legno eucalipto fumé sabbiato; le colonne con i forni, a lato dell’ingresso, presentano una finitura laccata effetto metallo color rame; i top sono in Laminam.

Sopra le basi si è preferito non avere pensili per dare importanza agli affacci e all’ingresso della luce, specialmente alla finestra sopra il lavello che, per non ostacolarne l’apertura, è provvisto di rubinetto a scomparsa.

Camera padronale

La suite padronale occupa di fatto l’intero fronte nord dell’abitazione e si configura con la camera in posizione centrale, tra due bagni e due cabine armadio configurati in base alle preferenze e alle esigenze dei singoli coniugi, chiuse da porte scorrevoli a scomparsa in vetro satinato e alluminio.

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Bagno di lei

Nel bagno di lei domina uno stile vagamente rétro: una quinta rivestita su entrambe le facce, da pavimento a soffitto, con un’unica lastra di grès effetto marmo, supporta da un lato il lavabo e il mobile rivestiti nello stesso materiale e dall’altro i sanitari; la vasca freestanding è collocata davanti alla finestra che affaccia sul retro dell’abitazione, con vista sulle colline.

Bagno di lui

All’ingresso del bagno di lui il rivestimento in grès effetto marmo nero screziato di bianco crea una sorta di “box in box”, una zona più intima che incorpora la doccia in contrapposizione estetica con l’area dei sanitari.

La piscina

A margine della proprietà, sempre su progetto dello studio Due Linee, è stata realizzata in opera una piscina di circa 70 m2 circondata da una zona solarium pavimentata con doghe in legno composito.

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Piemontese d’adozione: ristrutturazione di una cascina

PROGETTO
Due Linee Architettura
www.duelinee.it

REALIZZAZIONE VERDE ESTERNO
garden designer Silvia Delpiano

FOTOGRAFIE
Alessandro Santi

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