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Il progetto di ristrutturazione ha permesso di unire due appartamenti distinti, trasformando un monolocale e un’unità attigua in un’unica, spaziosa dimora storica nel centro di Racconigi (CN)
Il fabbricato in cui è stato realizzato questo progetto è uno dei pochi che, seppur registrato alla Soprintendenza della regione Piemonte, è tutelato soltanto per quanto attiene alle modifiche esterne, mentre sugli interni è concesso intervenire liberamente e unire i due appartamenti interessati.
La proprietaria ha deciso di vendere in blocco due unità sullo stesso livello, un monolocale di circa 40 m2 e un piccolo appartamento di 80 m2 dove già risiedeva in affitto una coppia di giovani, che li hanno acquistati per ricavarne un’unica abitazione.
L’approccio al progetto ha dovuto confrontarsi con le specifiche di un piano terra in un edificio storico: murature interne di forte spessore che permettevano interventi limitati, soffitti in parte a volte e in parte a cassettoni, questi ultimi originali e sopravvissuti a una ristrutturazione avvenuta una ventina di anni prima. In più, il monolocale si trovava su un livello più basso di circa 40 cm rispetto all’appartamento.
La dispensa dell’unità più grande, in asse con il vano scale, è diventata lo spazio di disimpegno e di collegamento, attraverso l’apertura di un varco e la realizzazione di tre scalini, con il monolocale, che constava di un unico ambiente con annessi antibagno e bagno. Questi ultimi sono stati leggermente ridotti per ottenere un corridoio di passaggio largo circa un metro che porta nel nuovo ampio soggiorno.

Nell’appartamento più grande sono stati riprogettati l’ingresso e la cucina, in uno spazio modulato dalla presenza di due volte a crociera che insistono su due pilastri centrali.
L’accesso alla zona notte avviene attraverso un varco nel quale è stata inserita una porta antica restaurata che fa da filtro tra l’ingresso e le camere; in questa parte il bagno esistente è stato riprogettato e attraverso lievi modifiche murarie è stata creata un’ampia cabina armadio comunicante con la camera padronale.
Unire i due appartamenti ha comportato il ripensamento degli impianti termici ed elettrici, realizzando le tracce nel pavimento in ceramica esistente per poi provvedere alla sovrapposizione di un nuovo parquet in rovere termocotto posato a spina in soggiorno, cucina e ingresso, mentre nella zona notte si è preferito lo schema a tolda di nave.
L’apparato decorativo complementare è costituito da diverse carte da parati, utilizzate nella cucina, nel bagno ospiti e nel soggiorno, dove riveste una boiserie realizzata per incorniciare il camino d’epoca in marmo che, insieme ad altri arredi e oggetti d’antiquariato, sottolinea l’identità storica del contesto.

La porta tra l’ingresso e la zona notte, d’antiquariato, è stata introdotta per chiudere un varco esistente ed è stata decorata su progetto rifacendosi alle tonalità tenui della seconda metà del ‘700.
Le volte, ristrutturate vent’anni prima con scarsa cura, hanno dovuto essere riprese per regolarizzare le scompagini delle superfici; per la tinteggiatura sono state utilizzate pitture ai silicati per dare volume e profondità.
Le filettature della porta e delle volte sono realizzate in foglia d’oro; nell’angolo della vela, per richiamare un vezzo delle famiglie nobili di un tempo, sono riportate le iniziali dei proprietari, sempre in foglia d’oro.

Degno di nota il secrétaire stile Impero e le ceramiche in porcellana fine bianca dipinte con smalti policromi e lumeggiature dorate, tutto di origine francese e dei primi dell‘800.
Cucina
A sinistra dell’ingresso si apre la cucina, con il blocco funzionale disposto in linea e davanti un’isola “ibrida” che accoglie fino a 4 persone per il pranzo.
Il fondo scuro della carta da parati in stile jungle nasconde molto bene la sottile fessura dell’anta filo muro che chiude la nicchia in cui è installata la caldaia a gas.

Zona giorno
In questa zona giorno il soffitto è stato ribassato di 15 cm per consentire l’inserimento di nuovi sistemi d’illuminazione e per nascondere l’intonacatura che presentava vistose irregolarità.

La precedente dispensa è diventata disimpegno di svestizione e di transito verso il soggiorno. La seduta, posta davanti a un armadio a muro, è stata realizzata demolendo in parte il muro che arrivava fin sotto la finestrella che prende luce dal vano scala condominiale.

Il nuovo varco aperto per mettere in comunicazione diretta le due unità evidenzia l’imponenza del tessuto murario. Il tratto di corridoio in fondo ai gradini con pedate in luserna fiammata, come i davanzali, è frutto della riduzione della superficie del bagno preesistente, al cui posto ora ci sono uno sgabuzzino con lavatrice e asciugatrice sovrapposte e un bagno-boutique per gli ospiti.
Questa ridistribuzione degli spazi è stata fondamentale per unire i due appartamenti originariamente separati e creare una circolazione fluida tra gli ambienti.



Il soggiorno è un mix di stili tra arredi contemporanei e pezzi d’antiquariato di epoche diverse: il più antico è il secrétaire Luigi XVI di inizio ’700.
La libreria a tutta altezza è priva di fondo per risultare più ariosa; la nicchia arancione è risultante dal tamponamento del portoncino d’ingresso al monolocale, facilmente smontabile per eventuali traslochi di arredi.

Il soffitto ligneo è stato spolverato e nutrito con cere, solo in alcuni punti si è reso necessario intervenire con un trattamento antitarlo localizzato.

Il camino è finto ed è realizzato a partire da una cornice francese dell’800 reperita da un antiquario. Per non intaccare la muratura principale e ottenere una cover che mettesse in evidenza il camino è stata realizzata una struttura in cartongesso a doppia profondità, rivestita poi con una carta da parati “Toile de Jouy”.
Tra il pannello centrale e i due laterali è stato predisposto uno scuretto, anche l’interno della bocca del camino è realizzato ad hoc. Dietro uno dei pannelli laterali si trova la nicchia in cui era installata la caldaia a gas che serviva questa unità, ora eliminata; l’impianto è comunque concepito in modo che le due unità possano tornare nuovamente termoautonome senza richiedere opere accessorie.
Tra le due finestre del soggiorno c’era una portafinestra in legno (installata circa 20 anni prima, come gli altri serramenti esterni) che da sempre era chiusa da due antoni esterni anch’essi in legno, mai utilizzata per accedere alla corte e superflua per l’apporto di luce.


Gli antoni sono rimasti al loro posto, ma le ante della portafinestra sono state utilizzate per realizzare una credenza che sfrutta l’importante profondità dell’imbotte: una soluzione funzionale dal punto di vista arredativo e assolutamente reversibile qualora si rendesse necessario riaprire il passaggio.
Per ovvie ragioni, la schiena del mobile è stata rivestita con un adeguato spessore di materiale coibente.
Zona notte e bagno
La zona notte con le due camere e il bagno privato è distribuita attorno a un piccolo disimpegno. La camera padronale non è molto grande, in compenso dispone di una capiente cabina armadio risultante dall’unione delle due cabine che in precedenza erano divise tra le due camere.
Anche qui, la scelta progettuale di unire i due appartamenti ha permesso di ottimizzare le metrature, ricavando una zona storage di ampio respiro altrimenti impossibile da ottenere.



Il bagno è stato rifatto senza bisogno di demolizioni ed è stato ribassato realizzando un controsoffitto alla base delle volte. La parete a cui è ridossata la doccia è rivestita con grandi lastre di grès porcellanato effetto marmo le cui venature richiamano il parquet in rovere, mentre lo sfondo azzurro garantisce continuità cromatica con le pareti trattate a resina.



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Unire due appartamenti | Nuovi spazi tra passato e presente
Progetto:
Studio antonioperronearchitetto – www.archperrone.it
Antonio Perrone; Arianna Testa
Fotografie:
Marco Tacchini





