Un appartamento al sesto e settimo piano di un edificio degli anni ’70 trasformato nella scenografica residenza di una famiglia giovane
Sotto centosessanta metri quadrati, sopra altri ottanta in continuità con un centinaio di metri di terrazzo, in fondo al quale si staglia in tutta la sua imponenza la sagoma del Vesuvio che domina l’abitato di Marano di Napoli, a pochi chilometri dal capoluogo campano.
L’ampiezza degli spazi lasciava intendere da subito che i requisiti per avere un’abitazione da sogno c’erano tutti, ma il layout era molto anonimo, bisognava svuotare completamente i volumi e riscrivere da zero l’assetto distributivo per assecondare le esigenze di una giovane coppia che voleva una casa bella, ma pratica da vivere e con molte funzionalità, non soltanto da vetrina.
Tutti gli ambienti della vita familiare sono stati organizzati al piano inferiore: un’ampia zona giorno, tre camere e tre bagni, oltre a una serie di servizi molto localizzati e comodi ottenuti sfruttando alcune parti altrimenti “morte” dell’appartamento.


Impostando la nuova planimetria, lo studio di Carmine Abate ha ideato tre elementi fondamentali, il primo dei quali è il lungo corridoio che rappresenta la spina dorsale dell’appartamento. È stato immaginato un po’ galleria e un po’ promenade, progettando una boiserie continua nella quale non è così immediato individuare le porte di accesso agli ambienti e le ante delle armadiature, utilizzando un rosso Cartier molto forte e un parato con alberi che accompagnano lungo il percorso.
Il secondo elemento chiave è la scala interna che collega i due livelli, in fondo al living: una quinta scenica che, grazie all’adozione di un vetro dicroico riflettente che cambia colore a seconda della luce del momento e del punto di osservazione, ripropone via via tutti i colori e gli stili dell’ambiente.
Il terzo elemento è costituito da specchi e vetri riflettenti utilizzati in più posizioni strategiche per creare scorci fittizi, una sorta di spazi virtuali all’interno di quelli reali. Li troviamo su entrambi i fianchi dell’armadiatura bifacciale che separa il living dal corridoio, nell’angolo a destra della cucina, all’ingresso della camera padronale, nei quattro bagni.

I bagni, tra l’altro, presentano tutti un design univoco: stessa parete specchiata senza profili dietro il mobile lavabo, stessa piastrellatura per le pareti, stessa alternanza di marmo bianco Carrara e nero Marquinia per il pavimento.
A differenziarli sono il colore dominante, che caratterizza i sanitari, il mobile e i cristalli della doccia, e la geometria di posa dei listelli di marmo a terra, nella porzione di pavimento antistante gli specchi. Oltre che attraverso la scala interna, il piano superiore può essere raggiunto senza passare in casa, utilizzando le scale o l’ascensore condominiali, opzione molto utile per ricevere ospiti.
Boiserie nell’ingresso
Nella zona d’ingresso, la boiserie laccata di colore rosso e il blocco divisorio, che su questo lato ha funzione di svuotatasche, creano un vestibolo e aprono un passaggio in direzione del living.
La boiserie è arricchita con inserti in ottone ed è in parte apribile per accedere a spazi contenitivi; il divisorio è rivestito con un parato che presenta una texture materica leggermente rugosa. La cucina si riflette nello specchio che riveste il fianco rivolto verso la zona notte.



Poco oltre l’ingresso, il corridoio cambia aspetto e diventa una passeggiata tra alberi stilizzati che accompagnano verso le camere: la boiserie funzionale diventa bianca e nasconde gli accessi a dispensa, lavanderia e bagno.

Living
Il living esprime al meglio lo stile dell’abitazione: una continua giustapposizione di colori e materiali più o meno nobili combinati in modo armonico, dove arredi contemporanei si alternano a pezzi di modernariato, alcuni di famiglia, e richiami alla tradizione napoletana.
Dal rosso prepotente della boiserie, che prosegue dall’ingresso fino alla scala, si passa all’ocra un po’ spento del divano e al talpa delle sedie, per arrivare alla madia cannettata blu oltremare posta sotto la scala.

La scala
La scala è stata costruita partendo da una putrella annegata nella muratura dalla quale si diramano le mensole in ferro inscatolate in parallelepipedi di legno.
Ogni gradino incorpora nella parte inferiore una strip led a luce bianca (3000 K); i riflessi multicolore si sviluppano per effetto della pellicola dicroica applicata ai vetri, ancorati ai gradini e sagomati nella parte inferiore per seguire l’andamento della scala senza sporgere sotto di essa.
La scritta luminosa “bet you’ll see stars” (scommetto che vedrai le stelle) applicata a parete in fondo alla scala è tratta da una canzone di Beyoncé.



Cucina
La cucina è anch’essa concepita per trasmettere un gran senso dell’ordine: le colonne, con ante rientranti, si presentano come un’armadiatura che nasconde tutti gli elementi funzionali, forni compresi; idem per l’isola, con vani contenitivi frontali chiusi da ante e capienti cassetti nella parte posteriore.


L’angolo a lato delle colonne è completamente rivestito da specchi che producono un effetto prospettico profondo. Il lampadario di Flos è volutamente collocato in una posizione anomala: non illumina una zona specifica, ma si impossessa della scena riflettendosi nello specchio.

Zona notte
All’altezza della prima cameretta, il corridoio gira a 90° e prosegue fino alla zona notte padronale. Aperta la porta scorrevole che la separa dagli altri ambienti ci si trova di fronte un vetro a tutta altezza leggermente fumé che lascia intravedere il bagno privato, racchiuso in un cubo-boiserie di colore nero.


La parete dietro il letto è rivestita completamente con una boiserie in tessuto composta da imbottiti rettangolari leggermente rigati, grigi e disposti orizzontalmente nella parte bassa, petrolio e disposti verticalmente nella parte alta. Ai piedi del letto la cabina armadio, chiusa da un pannello scorrevole in vetro bronzato.

Bagni
I quattro bagni sono sostanzialmente identici, cambiano la geometria dei listelli in marmo e i colori: curry per il bagno padronale, denim per quello dedicato alle camerette, tè per quello degli ospiti e ciliegia per quello al piano superiore.
I due bagni della zona notte hanno in più un mobile a tutta altezza in noce canaletto per asciugamani e simili; quello degli ospiti non ha la doccia. Per il rivestimento delle pareti e della restante parte del pavimento sono state utilizzate piastrelle in grès 20×20 cm in tre tonalità di grigio disposte casualmente per creare un effetto pixel.





Attico
In cima alla scala interna, il volume del bagno definisce il transito in direzione del living coperto, attrezzato con cucina, isola con piano snack e grandi divani. Le vetrate che separano l’interno dall’esterno sono color bronzo e leggermente riflettenti per dare una visione simultanea di campo e controcampo, sia da dentro sia da fuori.


Sotto il patio che fa da filtro tra interno ed esterno ci sono la zona pranzo e un tavolino più alto con sgabelli per aperitivi all’aperto. A partire dall’ingresso secondario si sviluppa un rivestimento in pietra mediterranea che prosegue all’esterno fino in fondo al terrazzo.


La parte scoperta è dedicata al relax e fa anche da solarium, allestita con una minipiscina con idromassaggio, una doccia per rinfrescarsi, lettini, sdraio e un salottino definito da un tappeto di mattonelle in tonalità marine.
Per nascondere il paesaggio urbano ai piedi del Vesuvio, poco accattivante, la siepe che chiude il terrazzo è stata tagliata a un’altezza tale da far apparire il monte come appoggiato su di essa.




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New rétro partenopeo
Progetto
Studio Carmine Abate Architetto – www.carmineabate.it
Project manager
Mario Del Prete
Fotografie
Carlo Oriente





