Indice dei contenuti
Il progetto di ristrutturazione di questa casa a Milano dà forma a un’abitazione che esprime il gusto e gli interessi di chi la vive, attraverso soluzioni inedite e originali, lasciando però ampio spazio ad arredi e oggetti da collezione che raccontano la storia di una famiglia
Per un architetto, ristrutturare e arredare la propria casa è anche un occasione per sperimentare nuove idee che possano poi essere riproposte in altre abitazioni, anche ispirandosi a soluzioni che normalmente sono appannaggio di ambiti diversi dal residenziale, per esempio quello dell’hotellerie. La ristrutturazione di questa casa di Milano coinvolge l’appartamento di famiglia dell’interior designer Andrea Auletta, situato al primo piano di un edificio di fine ‘800 tra Porta Venezia e piazzale Loreto.
L’intervento ha portato all’eliminazione del corridoio, spazio di transito appartenente al passato, per ridisegnare ambienti più aperti e conformi agli stili di vita contemporanei, riorganizzando completamente le zone giorno in un unico grande spazio con cucina, pranzo e soggiorno, dedicato ai momenti condivisi della vita familiare.
La zona notte padronale è stata configurata come una suite, con cabina armadi e bagno con funzioni di igiene e cura della persona nettamente separate; le camere dei ragazzi, nella parte più profonda della casa, sono esattamente speculari, con servizi propri e doccia passante in comune.
L’elemento legante di tutti gli ambienti della casa è un colore: il RAL 1013, un bianco caldo e avvolgente che tende delicatamente al tortora e, insieme a dettagli in una particolare finitura effetto peltro, dona risalto a tutto ciò che di personale e originale arricchisce l’abitazione, tra arredi e complementi di design passati di mano in famiglia, quadri d’artista, oggetti da collezione.
Ricordi di un passato personale che rivivono nel presente, ma in un contesto che guarda al futuro anche grazie all’installazione di un sofisticato sistema domotico che gestisce luci totalmente dimmerabili, elettrodomestici, impianto audio con diffusione sonora differenziata per ambienti, videosorveglianza, climatizzazione estiva e aspirazione.
Il progetto

Tutte le partizioni interne, fatta eccezione per le murature portanti, sono state demolite, predisponendo puntelli provvisori per consentire un assestamento graduale di tutte le strutture. Questa ristrutturazione casa a Milano ha consentito di reinterpretare gli spazi in funzione di nuove esigenze abitative.
I tre locali a sinistra dell’ingresso hanno dato vita a un’unico ambiente giorno, reso ancor più ampio dall’eliminazione del corridoio, che affaccia sulla corte interna; prima la sala da pranzo era sull’altro lato, affacciato sulla strada, a fianco della cucina.
La nuova camera padronale, con bagno proprio e cabina armadi, risulta dalla fusione di due stanze, che ha consentito di ricavare inoltre lo spazio per un bagno/lavanderia con accesso a lato della cucina. Le due camerette sono state ridotte di profondità per fare spazio ai servizi igienici esclusivi e al posto del ripostiglio preesistente è stata ricavata la doccia condivisa passante.
La planimetria, inoltre, mette in evidenza due dettagli: il primo riguarda la parete della cucina in cui sono collocate le colonne, dove si è dovuto tenere conto di un fuori squadra abbastanza marcato; il secondo è che nessuno dei bagni dispone di finestra, ma è una situazione ammessa dal regolamento edilizio della città a patto che nell’abitazione sia installato un sistema di ventilazione meccanica controllata che assicuri il ricambio d’aria.
Ingresso
La zona di ingresso si configura come una “scatola” che prelude all’abitazione vera e propria, con una specchiera a tutta parete suddivisa in riquadri da listelli metallici, per raddoppiare idealmente lo spazio, e un piccolo guardaroba in nicchia.
Per la finitura delle pareti è stato utilizzato un rivestimento di Élitis simile a una carta da parati, in realtà ha uno spessore di 6-8 mm e riproduce con effetto tridimensionale una listellatura orizzontale di 3 diversi materiali nei colori nero, bianco madreperla e grigio: un tocco distintivo che riflette l’identità progettuale di questa ristrutturazione casa a Milano.


“Cucina da pranzo”
La cucina è realizzata artigianalmente su progetto dello stesso architetto: il piano di lavoro è in granito nero assoluto, mentre le basi sono in legno e il lato frontale è costituito da listelli di legno povero, normalmente utilizzati per l’anima di controbilanciatura delle porte, disposti verticalmente a comporre un disegno grafico che diventa elemento d’arredo.
Davanti alle due finestre che affacciano sulla corte interna sono installati il lavello a due vasche e il piano cottura a induzione: dietro quest’ultimo è collocata la cappa a scomparsa, soluzione resa possibile dalla consistente profondità dell’imbotte della finestra.

Tutti gli elettrodomestici sono stati scelti singolarmente, sia per avere le migliori prestazioni in base alle abitudini della famiglia, sia per l’integrazione, ove prevista, con il sistema domotico: piano e cappa Gaggenau, forno Neff, frigorifero Liebherr, lavastoviglie Miele.
La parete di fondo è completamente attrezzata con colonne inserite in nicchia le cui ante sono verniciate con la stessa finitura delle pareti, una resina leggermente materica al tatto, nel colore RAL 1013, con una bordatura in metallo grigio chiaro il cui aspetto invecchiato ricorda il peltro, tutto di fattura artigianale.
A lato dell’area definita dalla cucina ci sono il tavolo da pranzo “La Rosa dei Venti” e le sedie da parata, pezzi originali di famiglia disegnati negli anni ’70 da Mario Ceroli: per proteggere il soggetto intarsiato del tavolo è stata sovrapposta una lastra in cristallo.

Illumina la scena un’altra icona del design, la lampada Arco disegnata da Achille e Piergiacomo Castiglioni per Flos nel 1962. La colonna dietro la lampada si è resa necessaria per nascondere i passaggio di impianti condominiali il cui percorso non poteva essere variato; non ha alcuna funzione strutturale, ma ha permesso di trasformare un vincolo in un complemento d’arredo.
Soggiorno
Per i quattro passaggi che affacciano sul salone sono state scelte porte ad arco fatte artigianalmente, più morbide ed eleganti rispetto alle classiche squadrate. Il telaio e la struttura in legno ripropongono la finitura effetto peltro, così come le maniglie dei serramenti esterni, mentre i vetri sono leggermente anticati e parzialmente a specchio.

Le cornici ribassate a soffitto sono funzionali a racchiudere l’impiantistica, piuttosto spinta, oltre a fornire supporto e schermatura per luci localizzate e soffuse; sul soffitto vero e proprio, per mano di un artista, è stato riprodotto un cielo leggermente nuvoloso. I nuovi serramenti esterni a taglio termico, in legno, e i termosifoni, di Tubes, sono nella stessa finitura delle pareti.
Il mobile del soggiorno, sul lato opposto alla cucina, è realizzato su progetto: nella parte centrale, sotto il quadro di Fortunato Depero, è meno profondo per consentire l’inserimento di uno schermo TV a scomparsa che si estrae tramite comando elettrico solo quando serve.

A parete due applique Lederam W2 di Catellani&Smith; a lato del divano la poltrona in pelle “1919” disegnata da Renzo Frau, originale in serie numerata nella versione con piattino posacenere.
Camera padronale e bagno
Nella camera padronale il letto è ridossato al centro di una parete rivestita con una boiserie realizzata con listelli analoghi a quelli utilizzati per la cucina. La boiserie sporge circa 5 cm dalla parete ed è interrotta da un taglio orizzontale per non perdere la nicchia preesistente al centro della parete e per consentire l’inserimento della retroilluminazione.

Sui piani in marmo arabescato dei comodini le lampade Atollo di OLuce; a parete un’opera di Mimmo Rotella. Gli interruttori domotici, qui come nel resto della casa, sono dell’azienda milanese PLH e anche per questi dettagli è stata scelta una finitura effetto peltro.
Proprio di fronte al letto, oltre una porta in legno a tutta altezza, c’è lo spazio di transito che conduce alla cabina armadio, disposta su due lati; al centro, in nicchia, un mobile in legno realizzato su misura con doppi lavabi di Ceramica Cielo, piano e alzata in marmo Silk Georgette di Salvatori, rubinetteria di Axor.
Tra i due specchi contenitori a parete c’è una nicchia con ripiani e fondo in vetro, una sorta di finestra attraverso la quale si vede l’interno della doccia, interamente rivestita con lo stesso marmo.


Camerette gemelle
Nelle due camerette, identiche negli arredi e speculari, viene riproposto il cielo nuvoloso dipinto a soffitto, questa volta circoscritto da un ribassamento che descrive un’ellisse, forma riecheggiante quella del cucchiaio a parete, un’opera dell’artista Simone d’Auria in polietilene atossico.
Una struttura a casetta realizzata in legno circonda il letto definendo una sorta di rifugio; nell’angolo del soffitto si nota una delle case acustiche del sistema di filodiffusione attraverso il quale, stanza per stanza, si può ascoltare la musica preferita.


Anche i due bagni, chiusi da porte scorrevoli sono identici e ridotti all’essenziale: ogni scelta estetica e funzionale riflette la cura del dettaglio che ha caratterizzato l’intera ristrutturazione casa Milano firmata Andrea Auletta Interiors.
Da un lato il mobile su misura con top in marmo nero Marquinia e lavabo da appoggio, dall’altra il vaso multifunzione WC/bidet Aquaclean Sela di Geberit. I bagni sono separati dalla doccia, anch’essa in marmo nero Marquinia, da porte a battente in cristallo realizzate su disegno da Anichini.
Anche i due bagni, chiusi da porte scorrevoli, sono identici e ridotti all’essenziale:
Progetto:
Fotografie:
Nicola Nunziata





