Tre piani sotto il paradiso

Alle porte del Parco Nazionale del Gran Paradiso un vecchio edificio in centro storico è stato completamente ristrutturato e certificato secondo il protocollo CasaClima

Locana è un piccolo comune situato al centro della Valle Orco, a circa 50 km da Torino, che offre molti percorsi naturalistici agli amanti della montagna e al centro del quale si trova l’edificio che è stato oggetto di un’integrale riqualificazione. Lo stato di fatto presentava una costruzione di inizio ‘900 sviluppata su 4 piani e un sottotetto non abitabile, suddivisa in due proprietà con accessi indipendenti: la prima un’attività commerciale che occupa il piano terreno, la seconda che detiene i livelli superiori, quelli riqualificati, in quanto l’altro proprietario ha scelto di non partecipare all’intervento. Un aspetto che ha aggiunto qualche complicazione alle già discrete difficoltà derivanti dal dover operare in un centro storico e su un volume così importante.

L’obiettivo principale è stato quello di ricercare un perfetto connubio tra architettura, efficienza, salubrità, comfort e sostenibilita: tuttI gli interventi, dall’isolamento dell’involucro alle ricostruzioni, comprese le partizioni interne, sono eco-compatiblli, realizzati con sistemi a secco e con materiall naturall o comunque sempre a bassissima emissione di VOC.

Nel passato erano stati fatti diversi interventi, per i quali ognuno aveva agito distintamente, perciò la tessitura dell’edificio si presentava eterogenea: il primo piano era stato ristrutturato nei primi anni 2000, gli altri due erano piuttosto fatiscenti, con problemi strutturali estesi anche alla copertura. Per questo motivo si è provveduto a demolire integralmente l’ultimo piano e a ricostruire pareti e copertura con sistemi a secco in legno, includendo il volume del sottotetto tra gli spazi abitativi.

L’esclusione del piano terra dalla riqualificazione e l’altezza dei soffitti di appena 240 cm non hanno permesso di intervenire sul primo solaio per isolarlo termicamente dal locale sottostante, pregiudicando di fatto la possibilità di ottenere la certificazione PassivHaus e obbligando a seguire un’altra strada per raggiungere i parametri necessari alla certificazione CasaClima. Su questo livello, infatti, oltre al cappotto esterno è stato realizzato un cappotto interno in fibra di legno di spessore variabile da 8 a 12 cm.

L’organizzazione degli ambienti ha previsto la configurazione degli spazi comuni al primo piano, suddiviso in ingresso, zona cucina e colazione, un’area relax, un piccolo bagno di servizio e un locale tecnico; il secondo e il terzo piano, raggiungibili con un miniascensore o con la scala interna che si sviluppa attorno a esso, ospitano rispettivamente due e tre camere, tutte con bagno proprio, che possono accogliere fino a 12 persone.

Ogni aspetto è stato studiato nei minimi dettagli con l’obiettivo di rendere la vita all’interno degli ambienti il più possibile confortevole dal punto di vista termo-igrometrico, acustico e luminoso; un’efficiente pompa di calore alimenta i radiatori al primo piano e la climatizzazione ad aria ai piani superiori. Non potendo fare ricorso a controsoffitti a causa dell’altezza già al limite, per alcune pareti divisorie e contropareti realizzate con sistemi in cartongesso è stata prevista un’intercapedine più ampia, che risultasse funzionale per il passaggio delle tubazioni della ventilazione opportunamente isolate.

Sull’estetica esterna dell’edificio si è deciso di intervenire in modo conservativo, mantenendo gli elementi caratterizzanti l’architettura del luogo e in particolare del centro storico di Locana, con la riproposizione di materiali quali la pietra, il ferro e il manto di copertura in lose.

Ricostruzione leggera a secco

L’ultimo piano è stato realizzato interamente con il sistema prefabbricato Lignotrend che, oltre a garantire i valori di trasmittanza termica richiesti dal progetto, ha permesso di recuperare una notevole superficie in pianta, grazie alle pareti spesse 30 cm contro i 50 della muratura preesistente. Anche per il tetto era necessario disporre di una struttura performante seppur di peso contenuto, essendo vincolati a realizzare il manto con le tipiche lose in pietra. Le lose tradizionali ricavate da cave locali, di fatto sono diventare rare, così come i posatori, e perciò costose, ma soprattutto hanno un peso importante; nei nuovi interventi come questo si utilizzano elementi in losa ricostruita, spessi circa la metà, un poco più chiari e meno soggetti a scurirsi nel tempo. In copertura è stato poi installato un impianto fotovoltaico da 4,5 kW.

Cappotto, insufflaggio e nuovi infissi isolati

Le murature perimetrali a struttura mista spesse 50 cm e tutt’altro che regolari, dalle quali emergevano diversi spanciamenti, hanno creato non poche difficoltà nell’esecuzione del cappotto esterno al primo e secondo piano. Utilizzando pilastrini in legno realizzati ad hoc a seguito di rilievi, costituiti da listelli composti a scaletta, è stata realizzata un’intelaiatura vincolata alla muratura che ha fornito il supporto per il fissaggio di pannelli in OSB, rivestiti poi con pannelli in fibra di legno e rifiniti a intonaco.

Il telaio ha generato un’intercapedine che è stata riempita con fiocchi di cellulosa; a causa dell’irregolarità del supporto, il pacchetto isolante è risultato avere uno spessore variabile, compreso tra 25 e 45 cm. Per risolvere i ponti termici, i fori finestra sono stati riqualificati inserendo i monoblocchi prefabbricati in polistirene estruso Presystem di Alpac; per motivi strutturali, al primo piano si è scelto di non ampliare le luci dei serramenti preesistenti (cosa che invece si è fatta ai piani superiori), accettando in questo caso la conseguente riduzione di superficie delle finestre.

Per i serramenti la scelta è ricaduta sui modelli in PVC/alluminio KF 320 e KV 440 di Internorm: il primo, grazie al particolare battente in vetro, dona l’aspetto di un vetro fisso pur trattandosi di una finestra apribile; l’altro integra le veneziane tra i vetri e un modulo fotovoltaico che permette di movimentare il sistema oscurante senza bisogno di collegamenti elettrici. Ove necessario, sono stati installati frangisole esterni.

La zona d’ingresso

Su un lato del fabbricato, una scalinata pubblica che collega il fronte principale con la piazzetta retrostante conduce al portoncino d’ingresso; entrando, un breve corridoio porta alla scala e all’ascensore o, svoltando a destra, agli altri ambienti. La boiserie diamantata in legno rifinita in rovere, con i suoi elementi triangolari richiama immediatamente la forma delle montagne: è stata disegnata appositamente e realizzata da falegnami del luogo e viene riproposta sia nel disimpegno che distribuisce gli altri ambienti sia, sottoforma di libreria, nella zona relax.

Anche l’installazione del miniascensore è stata gestita in un’ottica di ottimizzazione degli spazi: è stata scelta la macchina più piccola, seppur conforme all’utilizzo anche da parte di persone con disabilità, ed è stata acquistata “nuda”, con l’intento di rifinirla sul posto avvalendosi della consulenza dei tecnici dell’azienda fornitrice. Questa soluzione ha permesso di rivestire il castello con lo stesso legno utilizzato per la scala, realizzata su progetto, che ha potuto così essere ancorata alla muratura e al castello dell’ascensore prima di provvedere al rivestimento, riducendo gli ingombri dell’insieme e ottenendo uniformità estetica.

Zona Cucina e salotto

La cucina di Arrital è configurata su progetto, compatta ma agevole da utilizzare, composta da moduli rivestiti in Fenix nero che contrastano con le superfici in vero marmo di Carrara dei piani e dello schienale. Anche il grande tavolo è realizzato su disegno; sopra di esso la lampada Arrangements 2 di Flos, mentre le barre led della zona cucina sono di Egoluce.

Gli arredi commerciali che affiancano quelli realizzati su progetto sono tutti di importanti marchi italiani e rimarcano uno stile pulito e contemporaneo; la zona relax è illuminata dalla Lamp de Marseille di Nemo in alluminio verniciato grigio opaco, disegnata da Le Corbusier nel 1949. Per i pavimenti è stato scelto un grès porcellanato 60×60 cm di colore grigio, in tonalità fredda per il primo piano e leggermente più calda per le camere.

In ogni ambiente è stata inserita un’opera dell’artista locale Elisa Talentino, di fama internazionale. Si tratta di originali unici in forma di serigrafie o di fine art che propongono prevalentemente figure femminili in situazioni giocose e talvolta grottesche.

Due camere al 2° piano

Al secondo piano ci sono due camere di circa 24 e 26 m2, quasi gemelle nei colori e nell’allestimento; i comodini sono costituiti da due ceppi, lavorati e trattati in falegnameria, su cui scendono le sospensioni Stick System di Egoluce. In tutte le camere sono state utilizzate tonalità tenui e arredi essenziali in legno e ferro di Tomasella, mentre i letti sono di V&NICE; i bastoni per le tende e le barre a led sono accomunati dalla forma affusolata. Nell’altra camera trova spazio in più un divano trasformabile che offre all’occorrenza un letto aggiuntivo; qui la scrivania collocata sotto la finestra si trova a un’altezza superiore allo standard, perciò la seduta Connubia di Calligaris si presenta in versione sgabello. Queste due camere sono quelle che hanno i bagni più grandi, configurati in modo da poter essere utilizzati anche da persone con disabilità.

Altre tre camere al 3° piano

A seguito della demolizione/ricostruzione dell’ultimo piano e dell’eliminazione dell’ultimo solaio, in una delle camere dell’ultimo piano è stato possibile realizzare un soppalco sul quale è stato collocato un divano trasformabile, così da disporre di una zona relax che all’occorrenza permette di aggiungere un letto singolo.

Il piano del soppalco è stato fornito nello stesso legno di abete della sopraelevazione ed è stato installato contestualmente alla costruzione delle pareti, mentre la struttura è opera dello stesso fabbro che ha realizzato quella della scala. Come si può notare dall’uniformità del tavolato, la struttura del tetto è monolitica, rimane a vista soltanto la trave di colmo senza travetti intermedi; nelle camere di questo piano la doppia altezza ha permesso di scegliere fonti di illuminazione generale più importanti seppur esili nella forma, nello specifico le sospensioni Lancia Tonda di Egoluce; le luci a parete e sulle scrivanie sono Demetra di Artemide. Per tutti i bagni sono stati scelti rivestimenti di Ceramica Vogue, sanitari di Galassia e rubinetterie Fir; su questo piano, in due delle camere sono praticamente identici, mentre nell’altro, più piccolo (foto pagina successiva), si è preferito giocare sui contrasti del bianco e del nero e installare a parete un grande specchio per dilatare gli spazi.

Sostenibilità certificata

L’edificio è stato ristrutturato nell’ottica di trasformarlo in una struttura ricettiva che offrisse il miglior livello di comfort agli ospiti, un luogo dove trascorrere piacevoli momenti di calma e relax dopo una giornata di sport in Valle Orco o sui percorsi del Parco Nazionale del Gran Paradiso. La certificazione Casaclima, che nello specifico ha rispettato tutte le prescrizioni relative alle nuove costruzioni nonostante si tratti di una ristrutturazione, non solo garantisce la qualità del lavoro svolto, sia in fase di progettazione sia di realizzazione, ma anche la perseveranza nel ritenere la sostenibilità e il rispetto dell’ambiente elementi fondamentali e indispensabili per il turismo del futuro.
Camere d’Aria

Progetto architettonico e interior design:
Zeropositivo Architetti
– Arch. Rosita Negro Frer
– Arch. Mattia Barlocco

Opere di falegnameria:
Falegnameria Tarro Genta

Fotografie progetto finito:
Tommaso Di Bert

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