Ristrutturazione di un appartamento ai Parioli

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La ristrutturazione di un appartamento di 180 m2 in una delle zone più eleganti della capitale; il fulcro è un grande salone su cui affaccia la cucina sopraelevata

Anche chi non è mai stato a Roma, quando vengono menzionati “i Parioli” (ci si riferisce all’area collinare esistente prima dell’urbanizzazione, nota come Monti Parioli) sa di cosa si parla: una zona che gode ancora oggi della fama di quartiere per benestanti, una fama conquistata nel secondo dopoguerra, quando iniziò a essere abitata da diversi personaggi dello spettacolo, della finanza, dell’industria, oltre a essere forse il quartiere più verde della città.

Questo grande appartamento fa parte di un edificio degli anni ‘30 il cui ingresso principale si conforma “ad anfiteatro” tra due prospetti in curva; come molte costruzioni dell’epoca, è caratterizzato da murature di spina di spessore importante, condizione che ha impegnato nella ridistribuzione degli ambienti in fase di ristrutturazione. Inoltre, trovandosi l’unica colonna di scarico in prossimità dell’ingresso, si è reso necessario sopraelevare tutta la parte relativa alla camera da letto padronale, ai bagni, alla zona lavanderia e alla cucina per conferire alle tubazioni la pendenza necessaria.

Cuore del progetto è il salone di circa 60 m2 che prosegue con la cucina, affacciata sulla zona pranzo per poter colloquiare con gli ospiti anche mentre si preparano i pasti. I tre portali, che dal salone permettono di raggiungere le altre zone della casa, offrono prospettive differenti: una centrale “a tappo”, che incornicia il mobile del corridoio, e due laterali più profonde, una che prelude alla zona notte e l’altra che affaccia sullo studio. Vicino all’ingresso si configura una camera per gli ospiti con bagno che, in origine, si presume fosse un piccolo appartamento in uso alla servitù, con accesso indipendente dalla scala condominiale dove ora c’è la doccia.

Porte rototraslanti: -50% di ingombro in apertura rispetto alle ante a battente

L’accesso agli spazi privati distribuiti attorno al corridoio ad angolo è stato reso più agevole attraverso l’installazione di porte che montano il sistema rototraslante Ergon® Living di Celegon, nello specifico la versione T.E. pensata per ante che non possono contenere al proprio interno l’asta di collegamento tra i due braccetti, come quelle vetrate, specchiate o in massello. 

In questa versione, derivata dal modello Ergon® Living S40, l’asta di collegamento è posta all’interno dello stipite anziché nel pannello: questo accorgimento permette di utilizzare gli stessi pannelli scelti per le porte scorrevoli, il cui spessore può essere ridotto fino a 35 mm mentre il peso non deve superare i 70 kg.

I sistemi Ergon® Living permettono l’apertura della porta a spinta sia verso l’interno sia verso l’esterno del locale (utilizzando ante prive di battuta) e sono certificati dal laboratorio di ricerca e sviluppo CATAS a norma ENI 1191/00 dopo 100.000 cicli di apertura e chiusura. Il prezzo medio di un kit di ferramenta è di 230,00 euro, in base alla finitura (nera o argento) e alle dimensioni; la scelta della ferramenta non comporta particolari variazioni estetiche o funzionali nella porta finita.

Ingresso e studio

Di fronte all’ingresso c’è un armadio a muro con ante rivestite in cotone e seta il cui soggetto enfatizza un giardino tropicale; a sinistra lo studio con un’antica poltrona per la lettura rivestita ex novo nei laboratori dello studio-atelier. Questo ambiente può essere isolato dall’ingresso tramite una porta con apertura a bilico che in foto è posta di profilo. Nel corridoio, di fronte al primo portale di accesso al salone, è stata ricavata una nicchia profonda 30 cm adibita a spazio espositivo di oggetti da collezione, con una sorta di casellario scomposto in legno realizzato su progetto.

L’ampio soggiorno

È un grande ambiente in cui ricevere gli ospiti e fare conversazione, allestito con divani vintage colorati di diverse epoche, rifoderati con la supervisione dello studio. Il corridoio è realizzato con microresina della gamma Kerakoll Design House e sconfina negli ambienti disegnando una fascia che contrassegna le aree più soggette al transito nel soggiorno, in cucina, nei bagni e nella zona notte, in più occasioni risalendo le superfici verticali. Un sottile profilo in ottone separa il rivestimento continuo dalla pavimentazione in parquet.

Cucina e zona pranzo

La richiesta era quella di una cucina che dialogasse con il soggiorno, ma che non fosse nettamente visibile; la necessità di collocarla su un livello rialzato per motivi tecnici è stata di aiuto nel raggiungere lo scopo. La cucina si configura come uno spazio funzionale diffuso, con piano cottura e lavabicchieri nell’isola centrale, lavello e piano di lavoro rivolti verso il salone, colonne incassate in posizione fuori vista vicino al tavolo da colazione.

I top sono di un particolare marmo di provenienza brasiliana, le ante sono in finitura laccata con gola di presa per l’apertura. Dal lato soggiorno, il bancone è nascosto da una schermatura rivestita in resina in linea con una vela superiore; per contrassegnare la zona pranzo, alle porzioni di parete e di soffitto pertinenti a essa è stata estesa la stessa finitura, generando un effetto scatola. Il tavolo è illuminato dalle lampade String Light di Flos, mentre dal lato cucina sull’intera larghezza del bancone è sospeso un profilo metallico con all’interno una strip led, soluzione ideata dallo studio.

Camera padronale e bagno

Arredata in modo essenziale, ha come punto di attrazione la zona rialzata in cui è posizionato il guardaroba. Lateralmente, entrando in camera, le ante laccate prive di maniglia formano una parete che si estende fino in fondo alla stanza; guardandolo di fronte, ci si rende conto che è inserito in una nicchia rifinita in microresina dove il rialzo a terra, il ribassamento funzionale a racchiudere l’impianto di condizionamento canalizzato e la barra con i faretti danno vita a una sorta di palcoscenico. Nel bagno a servizio della camera padronale il lavabo e la vasca sono monoliti in Corian® realizzati su misura da Duraltop; oltre il lavabo, per accedere alla parte con doccia, vasca e i sanitari color cacao, bisogna salire un ulteriore gradino e il cambio di livello è scandito ancora una volta dalla diversa pavimentazione.

Spazi privati per lei

La zona notte è divisa dagli ambienti giorno da una porta scorrevole in vetro alta 3 metri; all’inizio del breve corridoio ad angolo, sulla sinistra c’è la zona a servizio esclusivo della padrona di casa, con una camera adibita a cabina armadi anticipata da un bagno diviso in due parti da un disimpegno centrale. Da un lato la doccia, rivestita in resina, con piatto su misura in acciaio ricoperto da doghe in teak e il singolare soffione Closer di Zucchetti Kos in finitura nero soft touch; dall’altro i servizi in cui è protagonista il lavabo freestanding in Cristalplant con maniglia portasalviette della serie Lab, sempre di Zucchetti Kos, su pavimento a esagoni Phenomenon di Mutina.

Il bagno degli ospiti

La zona notte riservata agli ospiti è accessibile dal soggiorno: oltre la porta scorrevole si apre un disimpegno con cabina armadi che anticipa il bagno, rifinito in microresina e piastrelle romboidali Tex di Mutina, sanitari Globo in tonalità petrolio. Il lavabo da appoggio è stato montato sul mobile di una macchina da cucire Singer del 1919, restaurato e adattato allo scopo nei laboratori dello studio, completato da rubinetteria soprapiano in stile vintage di Nobili. Anche lo specchio degli anni ’20, che presentava segni di rottura in più punti, è stato riparato, consolidato e riportato a nuovo, scegliendo di applicare uno smalto giallo su una porzione della struttura in legno per coordinarlo con i colori dell’ambiente.

Progetto: NOG Atelier
Fotografie: Morena Valente

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