Rivestimento a cappotto esterno: tutti i passaggi

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Il rivestimento a cappotto esterno garantisce comfort e risparmio sulla climatizzazione

Così facendo si possono utilizzare spessori più importanti rispetto a un cappotto interno e si ha la certezza di eliminare i ponti termici, problema non risolvibile con un isolamento in intercapedine o dall’interno, dove i punti di intersezione tra pareti e solette o pilastri rimangono esclusi dall’intervento.

Tipologia e spessore dell’isolante da utilizzare nel rivestimento a cappotto dipendono molto dalla zona climatica, dall’esposizione dell’edificio, dallo spessore e dalla natura delle murature. I pannelli vanno posati senza soluzioni di continuità, rivestendo anche le imbotti delle finestre: colmare eventuali fessure con una cazzuolata di malta equivale e ottenere ponti termici quando lo scopo dell’intervento è quello di eliminarli.

Alcuni problemi preesistenti vanno risolti prima di affrontare il lavoro, come eventuali risalite di umidità dalle fondazioni e sottofondi non planari o poco consistenti; se possibile, è bene prevedere a monte gli attacchi per eventuali pensiline o tende da sole in modo da inserirli nella muratura con i necessari prolungamenti e concepiti per non formare ponti termici.

Rivestimento a cappotto esterno: tutti i passaggi

 

superficie-planare

Prima di iniziare la posa dei pannelli bisogna verificare che il supporto non presenti parti instabili; la superficie va resa planare e occorre controllare che non siano riscontrabili fenomeni di umidità di risalita.

 

posa

La posa inizia dal basso, applicando profili di partenza un poco rialzati rispetto al suolo: bisogna infatti lasciare uno zoccolo che preservi il rivestimento da urti. Si incollano i pannelli distribuendo la colla sul retro lungo il perimetro più due grossi punti al centro al centro, per poi premerli in posizione. Va controllata costantemente la planarità in orizzontale e in verticale.

 

pannelli

Man mano che si sale, i pannelli vanno sfalsati sulle file, adattandone le dimensioni quando si arriva in corrispondenza di variazioni di percorso o attorno ai serramenti.

 

spigoli

Per ottenere stabilità, non bisogna colmare il perimetro della finestra facendo coincidere gli spigoli dei pannelli con quelli del telaio: anche qui è necessario che risultino sfalsati e che attorno agli spigoli ricadano pannelli sagomati ad angolo in modo da abbracciare i due lati di ogni spigolo.

 

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Dopo l’incollaggio, i pannelli vanno stabilizzati con speciali tasselli a percussione con il corpo strutturato in modo da attraversare il pannello e conficcarsi nella muratura, preforata allo scopo, senza dar luogo a ponti termici. In genere se ne mette uno ad ogni angolo del pannello più, se occorre, uno al centro, facendoli rimanere con la corona a filo della superficie.

 

rasatura

La rasatura si esegue in due mani, con l’annegamento di una rete di rinforzo in fibra nella malta. Le strisce di rete non vanno accostate, ma sovrapposte di alcuni centimetri per ottenere una superficie stabilizzata in modo omogeneo.

 

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Gli spigoli sono i punti più critici del rivestimento: la rasatura e l’intonacatura, da sole, non garantiscono una resistenza sufficiente, bisogna ricoprire la zona con speciali profili a L di irrigidimento che presentano, su entrambe le ali, una striscia di rete in fibra per meglio raccordarsi con l’armatura annegata nella malta. Particolari accorgimenti vanno adottati attorno ai serramenti, per compensare l’aumento di profondità della luce dovuto al rivestimento con i pannelli.

 

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Asciugata la malta si può intonacare con un prodotto che assicuri elasticità alle sollecitazioni meccaniche e permeabilità al vapore.

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