Miniascensori

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Anche quando sembra che lo spazio sia insufficiente, esistono diverse possibilità per installare un impianto di salita e discesa: ciò è possibile grazie ai miniascensori.

Convenzionalmente siamo abituati a definire “ascensore” quella cabina che ci permette di passare da un livello ad un altro senza usare le scale, premendo un pulsante: roba da condomini, un bene di lusso in un’abitazione monofamiliare.
Queste apparecchiature sono divise in due gruppi, apparentemente simili: gli ascensori veri e propri e le piattaforme elevatrici. Del primo gruppo fanno parte sistemi atti a superare livelli verticali senza limiti di altezza, richiedono spazi maggiori ed uno scavo (fossa) profondo almeno un metro a piano terra. Hanno doppia porta (di cabina ed al piano) e non serve mantenere premuto il pulsante per l’azionamento. Sono soggetti ad una severa normativa (legge 13/1989) ed a manutenzioni periodiche prestabilite ed onerose.
Le piattaforme elevatrici, dette anche miniascensori, svolgono un compito analogo, pur dovendo rinunciare a qualche comodità accessoria. Intanto non possono superare dislivelli superiori a 20 metri (quattro piani bastano?) e lo fanno ad una velocità decisamente inferiore, non più di 0,15 m/secondo contro gli oltre 0,6 di un ascensore. Il pulsante di comando va tenuto premuto per l’intero tragitto, anche quando si effettua la chiamata.
I miniascensori sono però più semplici da installare e richiedono opere minime: lo scavo si riduce a pochi centimetri ed il montaggio è piuttosto veloce, hanno ingombri inferiori e l’aspetto normativo è molto più semplice, compresi gli interventi di manutenzione. Nel complesso, i costi sono più contenuti, anche se per entrambe le soluzioni c’è un’ampia scelta di materiali e finiture che possono far lievitare il prezzo base.
Sono inoltre previsti sgravi fiscali e facilitazioni all’acquisto se i miniascensori sono necessari per rendere accessibili gli edifici da parte di persone diversamente abili: la legge 13/89 concede contributi a fondo perduto ed in più le singole regioni possono ampliare queste agevolazioni. In alcuni casi è prevista l’applicazione dell’aliquota IVA al 4% e le spese sostenute da portatori di menomazioni funzionali possono detrarre dall’IRPEF il 19% dell’intero importo.

miniascensori

Miniascensori – Piattaforma senza cabina

Questa soluzione è molto comoda quando gli spazi ridotti impediscono l’utilizzo di una cabina, ad esempio se si deve accedere ad un sottotetto e l’altezza è ridotta. In questo caso, essendo soltanto una pedana a muoversi in verticale all’interno di una struttura perimetrale, lo sbarco al sottotetto può avvenire tramite un cancelletto anziché una porta di altezza standard. La meccanica di Upper, posizionata a lato pedana, non è visibile in quanto protetta da un carter lungo tutto il vano corsa; portata 300 kg, corsa 10 metri, fossa 130 mm, potenza 1,5 kW.

 

 

 

Miniascensori – Piattaforma residenziale

miniascensori Questa soluzione è molto comoda quando gli spazi ridotti impediscono l’utilizzo di una cabina, ad esempio se si deve accedere ad un sottotetto e l’altezza è ridotta. In questo caso, essendo soltanto una pedana a muoversi in verticale all’interno di una struttura perimetrale, lo sbarco al sottotetto può avvenire tramite un cancelletto anziché una porta di altezza standard. La meccanica di Upper, posizionata a lato pedana, non è visibile in quanto protetta da un carter lungo tutto il vano corsa; portata 300 kg, corsa 10 metri, fossa 130 mm, potenza 1,5 kW.

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