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Un edificio antico costruito oltre due secoli fa come abitazione, trasformato nel tempo in un laboratorio per produrre zoccoli, poi destinato a negozio, ritorna a essere la residenza di una giovane famiglia

La prima cosa che salta agli occhi osservando gli ambienti di questa casa è il percorso storico che narrano attraverso superfici di diversa natura: quelle dei rimaneggiamenti subiti nel tempo, volutamente recuperati, e quelle relative alla ristrutturazione che affiancano le tracce del passato. è così che mattoni, pietra, travature di legno si trovano a convivere con pavimenti in resina, cartongesso, oltre a rinforzi in cemento armato e putrelle d’acciaio il cui impiego si è reso necessario per il consolidamento antisismico.

Nel muro in mattoni e pietra emerge la sagoma di un’apertura in seguito chiusa, le architravi di castagno, un arco in mattoni. L’edificio è composto da due blocchi, uno ottocentesco e uno novecentesco, con solai disallineati che non è stato facile mettere in relazione. Per mantenere le altezze interpiano sono state realizzate solette armate sui tavolati esistenti, aggiungendo solo pochi millimetri di resina; sono state risanate e rinforzate a loro volta tutte le travature originali.

Gli esterni della nuova residenza.

Pareti a tutto vetro

Le grandi superfici vetrate, a dispetto della loro trasparenza, possono sostituire le pareti opache e garantire comunque la continuità dell’isolamento termoacustico e la sicurezza. Dal punto di vista dell’isolamento termico vengono utilizzati vetri selettivi e vetri basso-emissivi: i primi evitano il surriscaldamento degli ambienti in estate, i secondi evitano la dispersione del calore verso l’esterno nei mesi invernali.

Le due grandi vetrate: Il vetro incollato sul serramento di legno permette l’assoluta complanarità tra muro e vetro: da dentro, avvicinandosi ai bordi, si ha la sensazione di essere all’aperto, quasi a poter stare sotto la pioggia senza bagnarsi.

Dal punto di vista della sicurezza, il vetro deve essere temperato e certificato antiferita e anticaduta nel vuoto: l’interposizione di un foglio plastico trasparente tra i vetri che compongono il vetrocamera impedisce il crollo della vetrata in caso di sfondamento, vale a dire che il vetro può frantumarsi, ma rimane all’interno del telaio.

Ulteriori accorgimenti costruttivi rendono la vetrata resistente a tentativi di effrazione di differente intensità. l Una grande superficie vetrata permette un’ampia comunicazione con l’esterno, ma pone il problema della privacy: l’ideale è scegliere trattamenti a specchio che lascino totale visibilità dall’interno, ma risultino impenetrabili agli sguardi dall’esterno.

I profili sottili dei montanti o delle traverse, nascosti dalla superficie vetrata, risultano quasi invisibili; l’assenza di profili di supporto sul lato esterno permette di ottenere ampie trasparenze senza soluzione di continuità, che a scelta si possono sviluppare in senso orizzontale oppure verticale. La vetrata Vista in versione Cristal può essere dotata di angoli a tutto vetro per un’estetica ancor più pulita e leggera.

La faccia esterna del vetro ha un trattamento autopulente: un deposito trasparente permette alla radiazione solare di decomporre lo sporco che viene poi dilavato dalle piogge.

Il delicato montaggio

Nell’apertura della vetrata si predispone il telaio: qui il montaggio prevede che la vetrata venga installata a filo interno della muratura contornata da un profilo in alluminio bianco che rifinisca il foro finestra, mentre sul lato esterno una cornice nera risulta quasi invisibile ed esalta l’effetto tutto vetro. Prima del montaggio all’interno del foro finestra, il telaio viene completato con le guarnizioni del caso.
La vetrata viene trasportata in cantiere con un mezzo provvisto di braccio telescopico e sollevata tramite potenti ventose: gli spazi di manovra sono minimi per posizionarla all’interno del telaio. Una volta posta in sede, tra vetro e telaio devono essere inseriti gli spessori di ammortizzamento.
Il montaggio prosegue con l’avvitatura dei profili interni che bloccano la vetrata, perfettamente inquadrata nella sua sede; vengono poi inseriti a scatto i bordini di finitura che nascondono le viti.

Zona cucina e pranzo

Gli spazi abitativi si sviluppano su una superficie di circa 320 mq. Alla cucina e alla zona pranzo è riservato lo spazio più ampio e luminoso al piano terra del fabbricato novecentesco: le due zone sono separate da un’armadiatura a isola che, dal lato cucina, incorpora angolo cottura, basi e pensili.

Mentre nella zona pranzo è stata mantenuto il soffitto in travi e tavolato che penetra nella muratura in mattoni riportata a vista, sul lato cucina è stato realizzato un controsoffitto che, oltre a fornire il ribassamento per l’installazione dei faretti, riveste la maggior parte delle strutture di consolidamento.

Il ruolo fondamentale della scala

Come spesso accade, è l’elemento chiave del progetto: realizzata in acciaio e protetta sul lato a sbalzo da una sovrapposizione di lastre di vetro strutturale, ha una linea esile che mira a garantire la continuità spaziale mentre collega tutti i livelli su cui si sviluppa la casa.

Se, da un lato, la scelta di pavimentare a basso spessore i pavimenti esistenti si è rivelata la meno invasiva, senza intervenire con ulteriori rimaneggiamenti, dall’altro ha complicato non poco il lavoro attorno alla scala per compensare le differenze tra i solai. Il bianco di una parete laterale è interrotto dalla presenza di una trave di castagno, elemento strutturale della parte più antica dell’edificio.

Pavimenti in resina e in cemento

La possibilità di rivestire grandi superfici senza fughe o giunzioni con uno spessore di pochi millimetri è il punto di forza di questi pavimenti che vengono realizzati direttamente sul posto e possono essere sovrapposti a rivestimenti esistenti, purché livellati e in buono stato. La resina ha un aspetto più plastico e offre infinite possibilità decorative; un pavimento di questo tipo si realizza in diversi passaggi, durante i quali vanno mantenute determinate condizioni di umidità e temperatura.

La resina vera e propria è un prodotto epossidico gelatinoso autolivellante che si cola dopo aver realizzato lo strato decorativo e, in base allo spessore, può contemplare anche l’inclusione di piccoli oggetti, polveri o fibre ottiche per un effetto ancor più spettacolare.

Microcemento® e cemento spatolato sono rivestimenti che si basano su prodotti di origine minerale, sono più resistenti ai raggi solari e alle intemperie e realizzabili anche in esterno; a differenza delle resine, lo stesso prodotto può essere utilizzato anche per i rivestimenti verticali. Gli additivi contenuti in questi cementi mirano ad aumentarne la resistenza e la compattezza, scongiurando il rischio di cavillature; la posa si risolve di solito con un paio di strati dello spessore di 1 mm circa, tra i quali può essere necessario effettuare una leggera carteggiatura.

Per la stesura di alcuni prodotti è necessario annegare nel primo strato una rete in fibra di vetro per realizzare una sorta di armatura. Le malte autolivellanti sono in grado di eliminare differenze di spessore da 1 a 10 mm di sottofondi nuovi o preesistenti in un’unica mano; se si devono livellare grandi superfici l’applicazione può avvenire tramite pompe per intonaci.

Dal punto di vista decorativo, le possibilità sono inferiori rispetto alle resine, per le quali sono praticamente infinite; si ha tuttavia a disposizione una discreta gamma di colori ed effetti in grado di soddisfare tutte le esigenze del caso. A differenza della gran parte delle resine, il cemento non è soggetto a ingiallimento ed eventuali segni di usura, a distanza di tempo, non sono da considerare un difetto. La resina, invece, se si graffia o si macchia perde il suo fascino, ma il pavimento può essere rinnovato con una carteggiatura e una nuova colata.

Arredi di design senza tempo

Eterogeneità e ricercatezza sono segni distintivi anche nella scelta degli arredi, con elementi di epoche diverse, in gran parte pezzi di design, che condividono uno stesso ambiente. Oltre a raccontare una storia iniziata due secoli fa, la casa esprime la volontà di inserirsi a pieno titolo nello stile contemporaneo e di voler sfidare il futuro nella sua nuova veste.

La camera da letto

La mansarda è adibita a zona notte, con il letto in posizione centrale e sbieca, in linea con la travatura angolare che disegna una sorta di testiera. Il vano scala e lo sbalzo sono protetti da balaustre in vetro strutturale per ottenere l’effetto visivo di un ambiente senza limitazioni.

La struttura in legno della copertura è stata interamente sabbiata per riportare alla luce il legno nuovo e successivamente trattata con protettivi. Sul lato esterno è stato necessario rinforzare la struttura con elementi d’acciaio, connessi alla travatura in legno tramite fasce metalliche.

Le caratteristiche energetiche

L’edificio raggiunge la classe energetica A grazie a precise scelte progettuali e impiantistiche. L’installazione di serramenti triplo vetro con bassa trasmittanza termica e l’isolamento a cappotto, che si sviluppa sia sulle pareti perimetrali sia sulla copertura, limitano sensibilmente le dispersioni termiche dell’involucro edilizio.

L’impianto di riscaldamento invece è composto da una termocucina integrata con una caldaia a condensazione e i terminali dell’impianto sono radiatori sovradimensionati per lavorare in modo ottimale con le basse temperature di mandata prodotte dall’impianto scelto. Oltre che per il riscaldamento, la termocucina viene utilizzata anche per la produzione di acqua calda sanitaria, mentre l’installazione dei pannelli fotovoltaici provvede alla produzione dell’energia elettrica necessaria all’abitazione.

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