Parquet di legno vero

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Parquet di legno massiccio
 

Esclusivi parquet di legno ottenuti da lavorazioni superficiali che riproducono tecniche antiche, recupero di legni dismessi, intarsi ricavati componendo diverse essenze

Il legno, in ogni sua forma, racconta una storia scritta dalla natura attraverso le venature e i colori delle diverse essenze: dettagli che meritano di essere valorizzati in tutte le fasi di lavorazione che caratterizzano qualsiasi manufatto, ma nel parquet di legno questo assume un’importanza particolare.

È suggestivo pensare che dopo aver tagliato un albero, averne sezionato il tronco in tavole e aver atteso la stagionatura si continui a lavorare un materiale vivo, che si mantiene tale anche dopo essere stato posato, praticamente all’infinito: più passa il tempo, più aumenta il suo pregio, se viene trattato con rispetto fin dall’inizio.

La lavorazione artigianale del parquet di legno può avvalersi oggi di strumenti che aiutano a conferire al legno un aspetto vissuto e rustico, quelle che a prima vista sembrano imperfezioni vengono ricercate e, se inesistenti, vengono riprodotte artificialmente perché rappresentano un valore aggiunto, non un difetto: lo si fa con il legno nuovo, ma la riscoperta del fascino dell’antico spinge al recupero di vecchi manufatti per dar loro una “terza” vita. Così ci sono produttori che recuperano travature e pavimentazioni dalla demolizione di vecchi casali o dalla ristrutturazione di ville secolari, legni che presentano grossi nodi, fessurazioni, annerimenti che sono segno di autenticità e naturalezza, schiodano le tavole e le ripuliscono raschiandole con un pezzo di vetro, come un tempo. Oppure si tratta di legno che nella sua seconda vita (nella prima era albero…) è stato utilizzato per scopi completamente diversi, come avviene per le doghe delle barrique o per le briccole di Venezia e che, grazie al sapiente recupero e a nuove lavorazioni, viene eletto a un ruolo di maggior rispetto, entrando nelle nostre case come parquet di legno per continuare a raccontarci nuove storie.

Parquet con intarsio

Parquet di legno con intarsi

Parquet intarsiato

La stagionatura e la selezione del legname sono fondamentali per ottenere il materiale di base necessario a realizzare parquet di legno esclusivi e multicolori, con un lungo e sapiente lavoro artigianale. Quadrotte e altri elementi vengono composti singolarmente ritagliando e assemblando i pezzi che danno vita al disegno seguendo le venature, ottenendo composizioni di elevato pregio estetico: spesso vengono proposte composizioni che contemplano l’inclusione di altri materiali, come cuoio, acciaio, pietre. Un’evoluzione della marqueterie, che si affermò in Francia nella seconda metà del ‘600. Parquet In

Parquet di legno dalle briccole

briccole venezia

Le briccole sono gruppi di tre pali che delimitano le zone navigabili nella laguna di Venezia: vengono conficcate nel fondale ed emergono parzialmente dall’acqua. Si stima che ce ne siano da 60.000 a 90.000, sono di legno di quercia e hanno lunghezze di 10-15 metri con un diametro di 35-50 cm. Periodicamente devono essere sostituite in quanto si degradano sia per motivi legati all’immersione prolungata sia per gli attacchi delle “teredini”, molluschi che vivono nelle acque salmastre e si nutrono di legno.

 

Sono proprio le curiose e fitte scanalature che lasciano nel legno questi animali a conferire al legno un aspetto vissuto, mentre l’immersione elimina le parti zuccherine e cellulosiche del legno, lasciando solo lignina e sale che conferiscono al materiale una stabilità eccezionale per realizzare vari manufatti, incluso un parquet di legno unico al mondo.

Lavorazione parquet briccole

 

Con una lavorazione artigianale, le briccole estratte vanno ripulite da tutti gli elementi estranei e lavate accuratamente, quindi si procede al taglio in assi di varie pezzature da cui ottenere diversi prodotti. Si passa all’essiccazione, momento fondamentale perché permette di riutilizzare l’intera briccola; al termine il legno è pronto per essere sottoposto a tutte le lavorazioni del caso. Antico Trentino

Soltanto una parte del legno delle briccole esauste porta i segni dell’attacco da parte delle teredini, circa il 10-20% della superficie. La loro presenza rende unica questa formidabile materia prima.

Scala di briccole

Splendido esempio di scala a giorno realizzata con pedate di legno di briccola inglobate in resina trasparente.

 

Le garanzie

La sostituzione delle briccole è regolamentata dal Magistrato delle Acque, un istituto periferico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che dal 1907 gestisce e tutela la laguna di Venezia. Attraverso un bando vengono assegnati a ditte specializzate i lavori di rimozione dei pali esausti e la posa di nuove briccole: solo con l’autorizzazione del Magistrato si possono ritirare i pali dismessi. L’autenticità del prodotto è garantita e certificata, con un attestato che contiene tutte le informazioni sul lotto di provenienza.

Parquet di legno: naturale, ma che lo sia davvero!

Parquet Fiemme 3000

 

Che in origine il legno sia l’elemento naturale e biocompatibile per eccellenza è scontato, un po’ meno lo è il fatto che mantenga appieno queste caratteristiche quando diventa un prodotto finito. Talvolta i collanti utilizzati, i trattamenti di finitura e di protezione possono “soffocare” il legno e alterarne la salubrità, è importante sapere che cosa ci si mette in casa. Fondamentale è accertarsi che il legno sia certificato FSC e PEFC, ovvero proveniente da foreste gestite responsabilmente, e che anche le fasi di lavorazione fino al prodotto finito siano riconosciute biocompatibili al 100%, in modo che nel tempo il materiale non possa rilasciare sostanze nocive: questo vuol dire usare collanti vinilici certificati privi di formaldeide. Quanto al trattamento finale, Bio Plus è un prodotto rivoluzionario: si tratta di un olio studiato per nutrire e preservare la bellezza del legno, composto da oltre 50 essenze vegetali e minerali che nutrono il legno nella sua struttura più profonda, senza occluderne i pori e ripristinandone le caratteristiche che inevitabilmente si perdono durante i processi di lavorazione. Inoltre, contrasta gli accumuli di cariche elettrostatiche, migliora l’efficienza termica e bilancia l’umidità degli ambienti. Fiemme 3000

Varietà del parquet di legno Fiemme 3000
  • Unica: essenza che non si presta alla selezione, va presa così come natura crea.
  • Senza nodi: la migliore, plance selezionate senza nodi o le più omogenee e uniformi.
  • Nodoso: tavole con nodi sani o ben riparati senza esaltare troppo la rusticità.
  • Variegato: la più naturale, con tutte le peculiarità (nodi, fessure, colori, macchie).
  • Antico: legno originale con tutti i segni del tempo, non sono possibili alterazioni.
Lavorazioni del parquet di legno Fiemme 3000

Parquet di legno lavorazioni

Parquet derivati dallo stesso legno possono essere molto diversi nell’aspetto e nelle caratteristiche in base al tipo di lavorazione cui sono sottoposte le tavole. Con la spazzolatura si portano in rilievo le venature di legno più duro, per una maggiore resistenza all’usura; il piano sega riproduce l’effetto rustico del taglio realizzato con vecchie seghe e aumenta la resistenza al calpestio; la bisellatura fa apparire gli spigoli più marcati, come se le tavole fossero consumate dall’usura; altre tecniche contribuiscono a esaltare l’aspetto vissuto del legno, anche tarlato.

La posa del parquet di legno

  • Posa flottante
    Le doghe rimangono svincolate dal sottofondo, per cui possono essere recuperate ed eventualmente reinstallate in altri ambienti. Si incastrano con una combinazione maschio-femmina, ma sono comunque isolate dal sottofondo con un tappetino spesso circa 2 mm, con un telo di nylon o con polietilene a cellule chiuse per limitare la risalita di umidità e attenuare i rumori da calpestio. Questa posa riguarda solo i parquet prefiniti, il montaggio è rapido e non occorre attendere tempi di stabilizzazione, il pavimento è subito calpestabile.
  • Posa inchiodata
    Può essere utilizzata solo per doghe di legno massello spesse almeno 18 mm che necessitano, in questo caso, di un’intelaiatura sottostante di listelli (magatelli): lo spessore complessivo diventa quindi rilevante, a meno che i magatelli non vengano annegati nel massetto. Le doghe vengono fissate ai magatelli con chiodi inseriti a 45° e incassati nelle assi con un punteruolo; sicuramente con questo metodo si ha il massimo della naturalità, ma bisogna mettere in conto i tipici scricchiolii e la risonanza dovuta al calpestio.
  • Posa incollata
    Sistema valido tanto su sottofondi nuovi quanto su pavimenti esistenti: è utile soprattutto in bagno e in cucina, in quanto lo strato di colla impedisce che eventuali cadute d’acqua possano infiltrarsi tra le doghe o attraverso il battiscopa. Viene utilizzata una colla specifica, mono o bicomponente, poliuretanica o vinilica, da stendere sul pavimento a porzioni non superiori a 1,5 mq con una manara dentata che uniforma lo strato di collante. Questo tipo di posa si utilizza per parquet di massello o per prefiniti superiori a 10 mm di spessore.
  • Posa su massetti riscaldati
    Ci sono diversi accorgimenti preliminari da seguire: le tubazioni devono essere annegate in un massetto spesso almeno 60 mm (30 mm sopra i tubi) e bisogna attendere i tempi di stagionatura in base alla natura del massetto, per evitare problemi di umidità interna a esso. Si mette poi in funzione l’impianto aumentando gradualmente la temperatura fino al regime massimo, per poi raffreddarlo altrettanto gradualmente: il processo dura diversi giorni e ha lo scopo di portare a essiccazione il massetto prima della posa in opera del parquet.

Il parquet stabilizzato

Il parquet massiccio è indubbiamente il più pregiato, essendo costituito da un pezzo unico di legno, ma costa di più all’acquisto e nella posa, è sconsigliato in presenza di impianti di riscaldamento a pavimento e dev’essere levigato e trattato dopo la posa, anche se ha il vantaggio di poter essere levigato e rinnovato più volte. Per questo è sempre più diffuso il parquet prefinito, costituito da un supporto di legno povero su cui viene applicato uno strato di legno nobile già levigato e trattato: si risolve il problema delle possibili deformazioni con una maggiore stabilità, inoltre lo strato di supporto è meno soggetto all’attacco di parassiti. I parquet prefiniti possono essere a due o a tre strati: nel primo caso si ha una parte sottile di legno nobile unita a un supporto più spesso di legno povero, solitamente multistrato di betulla, mentre quello a tre strati è costituito da un’anima di legno povero racchiusa tra due strati di legno nobile (quello a vista prefinito e quello posteriore grezzo). Ovviamente il secondo è migliore e più costoso. La struttura a tre strati, infatti, è detta anche controbilanciata: le strisce sono unite alternando la direzione delle venature del legno, in modo da compensare i movimenti dell’una rispetto alle altre per variazioni di temperatura e umidità. Questo accorgimento permette inoltre di ottenere assi di grandi dimensioni che possono essere posate flottanti o incollate, mentre per il tipo a due strati è preferibile la posa flottante.

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