Gianluca Murano, miniappartamento di 60 mq

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Un miniappartamento di 60 mq nel cuore della Torino rinascimentale è diventato un luminoso spazio abitativo abolendo le tramezze interne che lo suddividevano in locali stretti e lunghi

architetto gianluca murano - classe 1975, laureato in architettura presso il politecnico  di torino, dove dal 2008 insegna nei corsi di progettazione  architettonica, ha fondato nel 2010 il proprio studio dopo aver trascorso un anno a madrid e aver collaborato con vari architetti e ingegneri. www.gianlucamurano.com
Architetto Gianluca Murano – Classe 1975, laureato in architettura presso il politecnico di Torino, dove dal 2008 insegna nei corsi di progettazione architettonica, ha fondato nel 2010 il proprio studio dopo aver trascorso un anno a Madrid e aver collaborato con vari architetti e ingegneri.

Questa unità immobiliare fa parte di uno dei tanti palazzi che hanno assistito alla nascita dell’Italia unita: la precedente ristrutturazione era avvenuta nei primi anni ‘50, come evidenziano le immagini dei locali che si riferiscono allo stato di fatto antecedente questo intervento. Risale infatti a questo periodo l’introduzione del bagno tra le mura dell’abitazione, mentre prima il necessario per i bisogni fisiologici si trovava all’esterno in un angusto bugigattolo che oggi è stato trasformato in un vano tecnico per la caldaia a gas e che nella planimetria risulta adiacente al bagno. Le spesse murature, avevano permesso di realizzare più nicchie, dislocate nei vari ambienti, adibite ad armadiature per non ridurre ulteriormente un volume già esiguo con guardaroba e librerie, accorgimento mantenuto e sfruttato anche per il nuovo progetto: una di queste è nascosta dal grande pannello colorato e scorrevole a fianco del radiatore nella zona giorno. Un’unica struttura di mobilio di MDF contiene le funzioni principali della casa (cucina, letto, ripostigli e piani d’appoggio) e la attraversa da un lato, assumendo una forma organica che ne fa l’elemento di comunicazione visiva e spaziale tra i due ambienti.

Teli di iuta tra le travi a vista

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La controsoffittatura di cartongesso è stata demolita, riportando a vista il tavolato e le travi, sottoposte a un trattamento consolidante e protettivo. Questo è stato rivestito con teli di iuta per nascondere le fessurazioni attraverso le quali avrebbero potuto cadere detriti a causa del calpestio al piano superiore; il tutto è stato successivamente pitturato di bianco, come le pareti.

 

Progressione invertita

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Un po’ fuori dal comune, ma ben studiata, la nuova disposizione degli ambienti: la zona notte si trova all’ingresso su un tatami rialzato ed è nascosta da una quinta di MDF decorata con motivi geometrici, nella parte inferiore c’è un ripostiglio chiuso da ante. A sinistra c’è il bagno, chiuso dall’unica porta interna, di ripo scorrevole. Attraversando questa zona di disimpegno, si accede all’ampia zona giorno, molto in luce.

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Pavimentazione legno e cemento

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Dopo aver interamente demolito i pavimenti è stato realizzato un massetto alleggerito, ricoperto con una gettata autolivellante (stesa con una lisciatrice professionale chiamata “elicottero”) che interessa tutta la zona giorno e il bagno, compresa una porzione di calpestio antistante a esso. La superficie restante è stata rivestita con un parquet di listellare di rovere che si raccorda con la pavimentazione cementizia, sulla quale è stata stesa una vernice epossidica protetta con una resina trasparente.

Maggiore continuità

Il tatami segue lungo la parete con andamento obliquo in direzione della zona giorno, smussando lo spigolo della muratura fino a collegarsi in un continuum con la zona cottura. Oltre questa, a filo del frigorifero, parte una pedana rialzata e leggermente a sbalzo (la si vede nella foto di apertura) con andamento decrescente verso la muratura, in cui sono inseriti il caminetto a camera aperta rivestito di ferro decapato e una struttura a contenitori, ricavata in parte in una nicchia e in parte esterna a essa, con una moderna composizione asimmetrica di moduli colorati che si autosostengono, sfidando la legge di gravità.

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Geometria in bagno

Pe poter ottimizzare e dilatare gli spazi, il nuovo bagno ha una forma trapezoidale: la doccia occupa completamente la parte più stretta, dietro il cassonetto della porta scorrevole, e il piatto è ricoperto con una struttura rialzata in doghe di ipé. L’angolo acuto di fronte ai sanitari è stato chiuso da ante ed è utilizzabile come mobile; sanitari e arredi rispettano forme rigorose e geometriche. Tra le tonalità opache dei “non colori” che dominano l’ambiente spiccano le cromature delle rubinetterie e degli accessori. Soltanto in questo locale è stata ripristinata la controsoffittatura, che ha permesso tra l’altro l’inserimento di un ampio soffione nella doccia.

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1 commento

  1. La nuova disposizione valorizza la visuale d’ insieme della prima fotografia pubblicata.
    La differente pavimentazione è stata gestita anche con una curva. Cosa è stato posto in opera il salto di materiale ?

     

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