Mide Architetti, da ex ufficio a casa in centro storico

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Ancora una volta l’identità storica di un edificio era stata stravolta dall’utilizzo come luogo di lavoro, ma il passaggio a spazio abitativo ha permesso di riportarne alla luce i caratteri distintivi, ora elementi preziosi di un contesto contemporaneo

Mide Architetti - lo studio di fabrizio michielon e sergio de gioia ha sede a venezia e si occupa di progettazione urbanistica, architettonica e d’interni con attenzione alla sostenibilità ambientale ed energetica. tra i propri clienti vanta gruppi aziendali di prestigio e diversi enti pubblici. www.midearchitetti.it
Mide Architetti – lo studio di Fabrizio Michielon e Sergio De Gioia ha sede a venezia e si occupa di progettazione urbanistica, architettonica e d’interni con attenzione alla sostenibilità ambientale ed energetica. tra i propri clienti vanta gruppi aziendali di prestigio e diversi enti pubblici.

[dropcap]I[/dropcap]l sito di progetto interessa una porzione al piano terra di un palazzo antico nel cuore di Padova, per anni destinato a ufficio. La trasformazione in spazio residenziale ha comportato un ripensamento delle partizioni interne e un miglior sfruttamento dei volumi, considerando il soffitto ben più alto del normale e la distribuzione degli ambienti. La nuova configurazione si presenta come una sequenza di spazi continui e successivi, dove gli ambienti dedicati alla convivialità, living, cucina e zona pranzo, sono collocati in prossimità dell’ingresso, per poi proseguire verso la camera da letto e il bagno. Il filo conduttore di tutta la ristrutturazione è costituito dalla riscoperta degli elementi che caratterizzano l’edificio: il soffitto originale con la travatura in legno, che si rispecchia nelle venature del parquet e genera un interessante contrasto con il bianco predominante, e le porzioni di pareti in mattoni a vista, consolidate e riportate a un aspetto omogeneo. La realizzazione di un lungo soppalco, che attraversa interamente l’abitazione in tutta la sua profondità senza apparenti vincoli a terra, penetrando nelle partizioni, ha permesso di aggiungere ai 90 mq di superficie a terra un’ulteriore spazio fruibile di circa 32 mq. Si è così ovviato alla necessità di disporre di vani attrezzati a contenitori che non interferissero con gli arredi essenziali, lasciando alle superfici il compito di raccontare la storia del progetto, in un’atmosfera di continuo confronto tra storico e contemporaneo.

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L’idea del soppalco

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In queste immagini della prima fase di cantiere si nota la presenza del soppalco preesistente, un tempo destinato ad archivio. La generosa altezza dei locali e le esigenze funzionali della committenza hanno dunque suggerito di ricavare nuove e più ampie superfici soppalcate. Non potendo ampliare lo sviluppo planimetrico dell’unità oltre i muri perimetrali, si è ricorsi a una sopraelevazione parziale ottenendo un ulteriore livello lungo tutta l’abitazione, dove trovano spazio un luogo per la lettura affacciato sull’ingresso e generose armadiature.

I mattoni riportati a vista

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Negli anni, complice la precedente destinazione d’uso, l’involucro aveva subito vari interventi edilizi: necessario quindi eliminare quanto di estraneo e incoerente si era stratificato. Si è deciso di esaltare l’identità storica dell’edificio lasciando a vista i mattoni su alcune porzioni di pareti in ogni ambiente della casa, scelta che ha comportato un paziente lavoro di risanamento delle murature. Infatti, queste erano interessate da fenomeni di umidità di risalita, per cui è stato necessario rimuovere l’intonaco non solo dalle pareti destinate a rimanere faccia a vista, ma anche da quelle che comunque andavano rifinite diversamente, per farle respirare e asciugare. Alla base delle pareti di mattoni è stata poi realizzata una zoccolatura antiumidità in mattoni forati, successivamente intonacata; la ripulitura dei mattoni è stata seguita da un paziente ripristino delle fughe e da un trattamento consolidante della superficie per evitare sfarinamenti. A pavimento, per l’intera superficie del piano terra, è stato predisposto l’impianto di riscaldamento, annegato in un massetto e ricoperto con un parquet di rovere piallato a mano.

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Le nuove aperture e le pareti attrezzate

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La parete che separa il living dal resto dell’abitazione è stata oggetto di importanti modifiche alla base della nuova configurazione. Come si vede nelle immagini di cantiere, è stato aperto un nuovo grande accesso diretto con la cucina, chiuso da una porta a bilico verticale; il corridoio che conduce alle altre stanze è stato spostato più verso il centro, così da ottenere, sotto il soppalco, la profondità necessaria a realizzare una grande parete attrezzata chiusa da porte scorrevoli che si estende fino al bagno. Lo stesso concetto è stato esteso alla scala di accesso al soppalco, sviluppata su una struttura che dà origine a un’ulteriore armadiatura chiusa da ante a filo delle superfici. Il soppalco, realizzato su una travatura d’acciaio ancorata alle murature, è uno spazio adibito a zona relax e zona notte per gli ospiti, asservito dalle stesse armadiature che si estendono in altezza dal corridoio e costituiscono una parete attrezzata continua per tutta la sua lunghezza, fino alla camera da letto.

La cucina essenziale

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La camera da letto

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Lo spazio più intimo, posizionato alla fine dell’unità, si conclude con una parete di mattoni riportati a vista, dove sono state rese leggibili le stratificazioni storiche dovute alle diverse modifiche di destinazione d’uso dell’edificio avvenute nel corso del tempo. Qui si affaccia la porzione finale del lungo soppalco

All’insegna dell’intimità

Il bagno è un luogo introverso e defilato, dove luci e cromatismi conferiscono un’atmosfera soffusa e rilassante. L’audace colore nero dei rivestimenti in lastre da 60×60 cm caratterizza l’intero locale, dove trovano spazio una generosa doccia, il lungo lavandino e i sanitari.

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