Villa Benvenuti, una villa da sogno

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Una radicale riorganizzazione degli spazi ha contemplato il mantenimento dei tratti distintivi dell’identità storica della villa, ora trasformata in abitazione moderna

Villa Benvenuti è una dimora storica a Rivarolo Canavese (TO) che è stata oggetto di un importante restauro. Il progetto ha contemplato la riorganizzazione funzionale interna, in particolare del piano primo e della mansarda che, insieme, costituiscono un’unità di oltre 400 mq; si è dovuto intervenire sulle strutture orizzontali e verticali, in modo da ripensarle secondo criteri più equilibrati e lineari che consentissero un migliore sfruttamento della volumetria esistente e delle varie superfici, arrivando anche all’inserimento di una piscina nella zona mansardata.

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L’intento è stato quello di valorizzare le caratteristiche storiche e architettoniche proprie del fabbricato, dando un significativo rilievo alla travatura del tetto e riuscendo, ove possibile, a recuperare le volte decorate, per poi introdurre modesti adeguamenti realizzati con strutture leggere e in parte trasparenti, nel rispetto della singolarità strutturale e formale dell’edificio; così sono serviti parziali interventi di consolidamento e restauro dei solai, della copertura e dei pavimenti, rivestimenti e decori interni. I rivestimenti del bagno sono stati fatti con resine colorate, il bagno turco è stato realizzato con una resina a smalto lucido rosso. Caratteristiche principali di questa ristrutturazione sono sicuramente la luminosità e la trasparenza degli spazi che, grazie a vetrate e colori chiari, valorizzano la purezza delle forme e la cura del dettaglio. Uno splendido connubio di antichità e modernità, scandito dal dialogo continuo tra i materiali e i decori della villa, abbinati a un intervento leggero e puntuale, che va dalla ridistribuzione degli spazi alla scelta attenta di ogni singolo complemento d’arredo.

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Il tavolo Pantagruel in carbonio è disegnato dall’Architetto Pietro Carlo Pellegrini, in collaborazione con l’azienda Layup, specializzata nella realizzazione di opere per il design; nell’abitazione si alternano sculture di artisti di larga fama. Il pavimento è alla veneziana tipo a terrazzo (seminato) con inserimento di tessere di marmo Marquinia nero.

 

Un palco al centro del luminoso living

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L’uso dei materiali è studiato attentamente e risulta fondamentale nell’immagine finale degli interni che risultano caratterizzati da legni, pietra, ferro e vetro ogni volta scelti in base alle loro caratteristiche peculiari. Il piano primo è un grande spazio aperto che beneficia di un’accentuata illuminazione naturale su tre lati. Il tavolo da pranzo si trova su un palco rialzato rispetto al salotto e alla zona cucina: questa soluzione si è resa obbligatoria per la presenza di soffitti a volta al livello sottostante che andavano mantenuti, in quanto soggetti a vincoli architettonici; questa limitazione si è però trasformata in un’opportunità per attuare diverse soluzioni scenografiche che movimentano lo spazio, per esempio l’installazione del mobile bifrontale che serve sia la zona cottura sia la zona pranzo.

 

Una scala classica, ma al contempo originale

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La scala è stata progettata con elementi in acciaio su disegno. La struttura è composta da due profili continui laterali (cosciali) collegati da traverse e da un parapetto in tondini che, alla base, si risvoltano diventando struttura di appoggio per le pedate e per il ballatoio. L’intero percorso della scala, alzate e pedate, è costituito da fogli di lamiera d’acciaio traforata e verniciata che si srotolano come un tappeto sullo scheletro portante. Le porte interne sono tutte rasomuro, mentre i serramenti esterni sono stati recuperati e resi idonei alle nuove esigenze.

 

Esaltazione dello spazio

sala

Lo spazio sottotetto era in origine diviso in diverse stanzette collegate da un corridoio, presumibilmente ad uso della servitù: anche qui sono state eliminate in gran parte le tramezzature per disporre di ambienti scanditi solo da semipareti e divisori, fatta eccezione per lo spazio destinato alla nuova piscina. Vi si accede tramite una porta integrata in una struttura di pareti in ferro e vetro; i pavimenti in questa zona sono sempre a terrazza, ma in questo caso con tessere di marmo di Carrara.

Zona notte e tanti bagni

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Nella camera principale, al piano inferiore, è stato possibile attuare il recupero del soffitto a volta con i relativi decori, nonché di altri particolari architettonici e del parquet esistente posato a spina di pesce; non è stato possibile il recupero di altri soffitti dello stesso tipo, causa precedenti interventi di ristrutturazione attuati intorno agli anni ‘80. L’abitazione conta ben 5 bagni (4 più uno nel sottotetto), tutti rifiniti a resina: bianca in quello padronale, con colori più accesi negli altri.

 

Tutto il meglio del relax

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La piscina è interamente rifinita con resina nera, piacevolmente in contrasto con il bianco circostante: in questa parte del sottotetto c’è anche una zona appartata dal resto della casa in cui ritirarsi per leggere o per riposarsi dopo aver fatto qualche esercizio nella palestra; c’è anche un locale per la sauna, interamente rivestito con resina di colore rosso. Naturalmente, le zone destinate a queste attività possono contare su un efficiente sistema di deumidificazione e di ricambio dell’aria.

Architetto Pietro Carlo Pellegrini

Arch.PietroCarloPellegrini

È direttore scientifico del master postuniversitario “Masp. il progetto dello spazio pubblico” con sede a Lucca e organizzato da Celsius con la Facoltà di Ingegneria dell’Universita di Pisa. Ha ricevuto vari premi, tra cui il Premio Andil Opera Prima, il Premio Dedalo e il primo premio internazionale ECOLA Award European Conference of Leading Architects. è stato invitato al Premio Piranesi e ha ricevuto la Menzione D’Onore della Triennale di Milano del Premio Medaglia d’Oro all’Architettura. è stato invitato alla Biennale di Venezia nel 2002 per la mostra Lonely Living; nel 2004, 2010 e 2014 per la IX, XII e XIV Rassegna internazionale di Architettura. L’opera di Pellegrini è pubblicata su riviste e libri in Italia e all’estero e inoltre parzialmente documentata in vari volumi monografici.

Pietro Carlo Pellegrini Laureato in architettura nel 1983, ha insegnato presso le facoltà di architettura di Genova, Delft, Napoli, Venezia e Ferrara; attualmente insegna alla facoltà di ingegneria e architettura di Perugia.

Premio Ferrari Costruzioni

Il Premio Ferreri Costruzioni è stato istituito al fine di incentivare la realizzazione di sempre più progetti con caratteristiche di efficienza energetica e bio sostenibilità«È una grande gioia per me e per il mio staff – ha dichiarato Giacomo Livio Ferreri, Amministratore di Ferreri Costruzioni e patron del Premio – poter attribuire questo nostro riconoscimento ai professionisti che maggiormente si sono distinti nella progettazione dei lavori eseguiti con noi. Abbiamo fortemente voluto questa manifestazione perché siamo convinti che sia importante, in un periodo di così difficile quadratura, saper riconoscere invece un’opportunità di crescita. Con questo premio, vorremmo inoltre incoraggiare i professionisti a lavorare su progetti sostenibili, innovativi, che sappiano migliorare l’assetto architettonico del territorio nel pieno rispetto sia della sua storia sia delle normative».

Nella categoria Ristrutturazione, il Premio è assegnato all’Arch. Pietro Carlo Pellegrini per aver riportato allo splendore originario Villa Benvenuti, dimora storica a Rivarolo Canavese (Torino). Il progetto di ristrutturazione è stato arricchito da alcuni interventi pregevoli, in particolare dall’impianto di una piscina nel piano mansarda.

1 commento

  1. consente l’ uso di una dimora che riscopre il suo vero valore. Ristrutturazione attenta al piano di calpestio ed anche agli spazi di servizio. Il pavimento della zona giorno sembra qualcosa di estraneo ma anche riferibile ad un tessuto, tappeto.

     

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