Distinzioni tra le caldaie

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vittoriano contemporaneo, daniele pettenò
 

Anche se dobbiamo solo sostituire la caldaia, senza apportare modifiche all’impianto di riscaldamento, è importante conoscere le caratteristiche che fanno la differenza tra una centrale termica e un’altra

La classificazione delle caldaie può essere fatta in vari modi: per tipologia di combustibile, d’installazione, di focolare, di tiraggio, per potenza, per rendimento ecc. Di sicuro è da tenere presente però la classificazione energetica, che contrassegna le caldaie con un numero di stelle crescente da 1 a 4 in base alle loro performance dal punto di vista dei consumi e del rispetto dell’ambiente. Ovviamente una 4 stelle avrà un prezzo superiore alle altre, ma è quasi certo che la maggior spesa venga ampiamente recuperata con l’utilizzo nel tempo.

Quanto a combustibile, le più diffuse rimangono tutt’ora quelle a gas (metano o GPL), seguite da quelle a legna, a pellet e a biomassa: consideriamo al momento solo le prime per analizzare gli altri criteri di classificazione, distinguendo tra caldaie a camera aperta o chiusa (stagna). I due tipi adottano differenti sistemi di tiraggio e di prelievo dell’aria comburente.

Le caldaie a camera aperta (o di tipo B) funzionano a tiraggio naturale: bruciano l’aria sottratta all’ambiente, che deve avere una buona ventilazione, e scaricano i fumi in una canna fumaria che deve perciò risultare adeguata e sicura. Da diversi anni non sono più a norma, ma il loro impiego è consentito solo nei casi di “mera sostituzione” di un’analoga caldaia esistente, situazione ricorrente nei condomini che utilizzano una canna fumaria collettiva.

Nelle caldaie a camera stagna (di tipo C) l’aria comburente viene prelevata dall’esterno ed evacuata attraverso un condotto proprio: entrambe le operazioni avvengono per ventilazione forzata, tramite due tubi separati o un unico tubo coassiale e, rimanendo estranee all’ambiente domestico, la caldaia può essere installata in tutta tranquillità all’interno degli spazi abitativi.

La successiva distinzione è tra caldaie a basamento, posizionate a terra in locali di servizio per il maggiore ingombro, o murali (a vista o da incasso), più compatte e ideali per essere nascoste all’interno di un mobiletto. La caldaia può inoltre essere destinata al solo riscaldamento o provvedere anche alla produzione di acqua calda sanitaria, con accumulo o senza (istantanee): queste ultime hanno rendimenti più bassi, ai quali occorre ovviare con un sovradimensionamento.

Gli apparecchi che presentano le migliori caratteristiche tra le caldaie a gas sono quelle a condensazione: sono caldaie a camera stagna a 4 stelle che arrivano a rendimenti del 108-110% contro il 94-95% delle caldaie tradizionali grazie al recupero del vapore prodotto dalla combustione. Anziché essere espulso attraverso la canna fumaria (a circa 110°C), viene condensato e si recupera calore: non si evacuano più fumi, ma liquido a temperatura intorno ai 50°C, per cui serve un tubo per lo scarico della condensa.

Oltre che a metano, le caldaie a condensazione possono funzionare anche a GPL, ma con quest’ultimo risultano meno convenienti in quanto la condensazione è più difficoltosa. Rispetto alle caldaie tradizionali quelle a condensazione hanno un prezzo superiore, ma grazie agli incentivi il divario diventa trascurabile; inoltre, dovendo sostituire una caldaia tradizionale da 30 kW può bastarne una a condensazione da 25 kW e il consumo si riduce del 25-40%.

Affiancando la caldaia a condensazione a un impianto solare per la produzione di acqua calda si può risparmiare un ulteriore 25-30% sul combustibile e raggiungere una quota di risparmio del 60% rispetto a una caldaia tradizionale.

 

Quanto dura una caldaia?

Dipende dalla qualità iniziale del prodotto e dal rispetto della manutenzione; durante le verifiche il tecnico può riscontrare nel tempo cali di prestazioni che ne consigliano la sostituzione, in media dopo 12-15 anni.

Le verifiche obbligatorie

Per gli apparecchi fino a 35 kW sono obbligatori i controlli ordinari annuali, l’analisi dei fumi va eseguita ogni 4 anni per le caldaie a gas e ogni due anni per quelle a combustibile liquido o solido.

 

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