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La lavastoviglie è l’elettrodomestico che, nel corso degli anni, ha trovato la massima applicazione e il massimo gradimento all’interno dello spazio-cucina: tipologie, differenze e costi

Si pensi a un ristorante, a una pizzeria o una piccola o grande mensa. In questi ambienti la lavastovoglie è pressoché indispensabile, considerando la mole di piatti, pentole e altri strumenti “culinari” da lavare e asciugare in tempi rapidi, considerato il loro frequente utilizzo. All’interno di un’abitazione, tuttavia, sussistono diversi “paletti” che accompagnano il possibile acquisto di questo elettrodomestico: il numero di persone in casa e la disponibilità di spazio all’interno della propria cucina su tutti.

In commercio esistono diversi modelli di lavastoviglie che soddisfano tutte le esigenze di capienza e di funzionalità. Ecco innanzitutto alcuni consigli per orientarsi nella scelta:

  • Accertarsi che l’elettrodomestico che si vuole acquistare abbia impressi i marchi che ne garantiscono qualità e sicurezza (ad esempio il marchio IMQ).
  • Valutare le funzioni e i consumi energetici (controllare l’Energy Label, un’etichetta informativa che è d’obbligo sugli elettrodomestici e ne certifica le prestazioni energetiche).

Le tipologie

Esistono due tipologie diverse di questo elettrodomestico: la lavastoviglie a libera installazione (o freestanding) e la lavastoviglie da incasso.

Lavastoviglie freestanding

La prima è un autentico “jolly”, dal momento che può essere posizionata liberamente in qualunque spazio della propria cucina, magari già arredata con elementi svincolati o slegati tra loro.

Lavastoviglie da incasso

La seconda, invece, è ideale nel caso si voglia avere tutta la cucina  esteticamente uguale: si può installare infatti “a filo” con il proprio piano di lavoro, nel vano esistente sotto i mobili della cucina o in alcuni casi anche in serie con altri elettrodomestici. Il pannello esterno, agganciato alla struttura interna, ha il compito di “proteggere” l’elettrodomestico, mentre i comandi di programmazione sono posti abitualmente nella parte superiore dell’anta.

La sua struttura è pensata per ospitare dai 6 agli 11 coperti o dai 12 ai 16, mentre le sue dimensioni standard della maggior parte in commercio sono 45 cm (7/11 coperti); 60 cm (12/16 coperti).

Nelle lavastoviglie incassate il pannello può essere legato alla finitura dei mobili della cucina: la loro programmazione può essere azionata, tramite comandi, solamente quando queste sono aperte. In alternativa il pannello dei comandi è scoperto nella parte frontale dello sportello.

Lavastoviglie da tavolo

L’ultima novità è la lavastoviglie da tavolo o a cassetto, con un carico massimo adibito a ospitare fino a sei/sette coperti. Il suo cruscotto esterno è visibile e “dotato” di semplici comandi di programmazione per azionarla. Può essere installata ad un’altezza utile per non doversi inchinare.

I modelli slim

Per cucine dagli spazi ridotti o per famiglie poco numerose, persone single o in coppia, esistono delle lavastoviglie larghe 45 cm da incasso o a libera installazione. Le dimensioni ridotte ottimizzano al meglio gli spazi a disposizione, e grazie a elementi flessibili e modulari, come i cestelli regolabili, sono efficienti come quelle… un po’ più “grandi”.

Il montaggio

Prima di acquistare la lavastoviglie che meglio può venire incontro alle nostre necessità, è bene predisporre il blocco cucina con le dimensioni dell’elettrodomestico che vogliamo acquistare. Preparati gli attacchi per le tubazioni di adduzione e scarico dell’acqua sono necessari un tubo di alimentazione, derivato dall’impianto dell’acqua fredda, e uno di scarico.

Il punto migliore in cui collocare una lavastoviglie da incasso è il più vicino possibile ad un lavello così da poterne sfruttare le tubazioni. Il tubo di adduzione può correre, così come il tubo di scarico, sotto il mobile del lavello.

Se la tubazione di scarico è incassata, la soluzione più semplice è quella di collegarsi direttamente con lo scarico del lavello tramite il tubo flessibile in dotazione alla lavastoviglie.

Il lavaggio: quanti sistemi esistono?

Le lavastavoglie di “ultima generazione” sono state pensate per ridurre sensibilmente i consumi sia di elettricità sia di acqua, “azionata” tramite irroratori. Esistono diversi metodi di irrorazione, sintetizzabili in piccole categorie, che ogni marchio in commercio promuove nelle modalità o di lavaggio veloce o di lunghezza intensiva:

  • lavaggio orbitale: sono quelle lavastoviglie dotate di doppio irroratore, che ruotando contemporaneamente garantisce molti più getti d’acqua di un sistema di lavaggio normale;
  • lavaggio traslante: i getti d’acqua sono spinti in ogni angolo del vano;
  • lavaggio a impulsi: il sistema più apprezzato, dal momento che in un primo momento i getti di acqua escono dai fori con forte pressione per cancellare lo sporco degli oggetti da tavola, salvo poi, in un secondo momento, con minore pressione per “ammorbidirlo”.

Lavastoviglie con funzioni speciali

I recenti modelli hanno nuove funzioni per rispondere a diverse esigenze:

  • con il vapore per rendere brillanti le stoviglie (addio macchie di calcare!);
  • con il tritarifiuti per i residui alimentari rimasti sui piatti che vengono così eliminati senza danni per la macchina e le tubazioni;
  • con asciugatura per riporre dopo il lavaggio direttamente le stoviglie nei mobili;
  • con APP per essere sempre connessa con smartphone, tablet e pc;
  • a doppio ingresso (bitermica) per prelevare sia l’acqua fredda sia quella calda, tra i 40 e i 60°, prodotta dall’impianto di casa, limitando al minimo l’impiego della resistenza interna all’apparecchio;
  • senza cattivi odori. Si tratta della tecnologia Active Oxygen, esclusiva di Hotpoint-Ariston e garantita da un brevetto internazionale, che permette di neutralizzare in modo assolutamente naturale i cattivi odori. Le molecole di ossigeno attivo generate dal dispositivo reagiscono con le sostanze odorose dell’aria e le ossidano, neutralizzando i cattivi odori.

Detrazione Irpef sull’acquisto di una lavastoviglie

Chi sta affrontando una ristrutturazione che dà diritto alle relative detrazioni, può, per l’acquisto dei grandi elettrodomestici (e quindi anche della lavastoviglie), beneficiare del Bonus Mobili, fino a un massimo di 10.000 euro. Concorrono alla detrazione Irpef del 50% i grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni).
La detrazione si recupera in 10 quote annuali.

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