cavi scaldanti
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Neve e ghiaccio possono causare disagi nel percorrere i vialetti e le rampe di accesso ai box; cavi scaldanti stesi sotto la pavimentazione evitano scomodità e pericoli

I cavi scaldanti per esterni permettono di realizzare un vero e proprio riscaldamento a pavimento per evitare formazioni di neve o ghiaccio su tratti soggetti a percorrenza pedonale o carrabile; sono conduttori elettrici rivestiti, solitamente assemblati in tappetini, ma disponibili anche singolarmente per legarli direttamente alla rete elettrosaldata, prima della pavimentazione definitiva.

Quanta porzione di rampa occorre riscaldare?

Per una rampa carrabile non occorre che la superficie sia riscaldata con cavi scaldanti per tutta la sua larghezza, basta realizzare due strisce abbastanza larghe e distanziate (traccia ruota), così da consentire un agevole transito dei veicoli, riducendo il costo del materiale, ma soprattutto il consumo di energia elettrica.

Per proteggere una rampa lunga 10 m e larga 4 con 250 W/m2 ci vorrebbero 10.000 W, per proteggere solo la traccia ruota ne bastano 2.500. Inoltre, occorrono solo 2 tappetini larghi 50 cm anziché 7-8 nel caso della rampa completa; i tappetini hanno una larghezza di 50 cm, ma è possibile averli larghi 100-150 cm per riscaldare marciapiedi o camminamenti. Raytech

Serpentina elettrica riscaldante o circolazione d’acqua?

Tuttavia, talvolta esistono le condizioni per valutare una soluzione idraulica anziché elettrica: in quest’articolo portiamo l’esempio di una rampa riscaldata a circolazione d’acqua, un intervento realizzato in una villetta grazie alla presenza nella taverna seminterrata di un caminetto a legna provvisto di circuito idraulico per alimentare alcuni termoconvettori.

Come Stendere le tubazioni del circuito

In questa villetta è stato predisposto un secondo circuito idraulico, intercettando quello esistente del riscaldamento interno per deviare l’acqua calda a uno scambiatore che permetta di abbassarne la temperatura fino a 20-25 °C e mandarla a un distributore, dal quale si diramano i settori riscaldanti esterni, due rampe più l’area antistante il garage.
Si stende una lenza (la si vede di colore rosso) che copra tutta la lunghezza del tratto rettilineo per poter seguire una traccia; nelle fasi iniziali il rotolo di cavo riscaldante antigelo non si maneggia con facilità.
I cavi riscaldanti si srotolano a piccole porzioni da bloccare di tanto in tanto con fascette fermatubo munite di tasselli da inserire in fori predisposti.
Le curve si eseguono immediatamente dopo un tassello, calzando sul filo riscaldante il profilo che mantiene il raggio corretto; subito dopo si stabilizza con un secondo tassello.
I tratti paralleli di tubo vanno distanziati di 10 cm.
Ogni circuito è costituito da un unico tubo, senza giunzioni, che fa andata e ritorno; è stato utilizzato un comune tubo in polietilene Ø 17 mm per impianti a riscaldamento radiante.

Tracce ruota ricoperte da lastre di pietra

I tasselli piantati a pressione nel sottofondo hanno una tenuta limitata, ma il particolare è trascurabile: basta che mantengano in posizione il tubo mentre si ricopre lo sviluppo delle due rampe con un impasto cementizio. Nella sequenza precedente che mostra l’impianto completo si possono vedere anche il canale e il pozzetto di raccolta dell’acqua alla base della rampa, protetti da griglie carrabili e collocati a un’altezza tale da rimanere a filo piano della successiva pavimentazione.

I due tratti di rampa e la soglia del cancello si rivestono con lastre di luserna spesse 4-5 cm allettate su una quantità di impasto superiore al necessario.
Per poter realizzare un percorso esattamente rettilineo occorre tendere due lenze distanziate di una misura pari alla larghezza delle lastre; si utilizzano inoltre crocini distanziali per mantenere una fuga costante tra ogni singola lastra.
L’acqua riscaldata in circolazione nei tubi stesi in corrispondenza delle tracce ruota impedisce alla neve di depositarsi e di formare uno strato ghiacciato, sciogliendola all’istante.

Serpentine riscaldanti anche per grondaie

Per risolvere il problema della neve e del ghiaccio sulle coperture e nei canali di raccolta e scolo dell’acqua esistono sistemi con cavi scaldanti a potenza costante corredato da termostato tarato per l’inserimento a 5 °C e stacco a 15 °C, con 4 metri di cavo freddo per il collegamento alla rete. Una seconda versione è costituita da un cavo a matrice semiconduttiva (composta da una polvere di polimero e grafite) che può essere tagliato a misura, giuntato e derivato, non produce surriscaldamenti pericolosi anche se sovrapposto; produce una potenza che diminuisce con l’aumentare della temperatura esterna. Lorenzoni

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