Indice dei contenuti

 

Chi ha provato un parquet difficilmente riesce a pensare a un altro tipo di pavimento per la propria casa, eppure c’è chi ancora lo ritiene poco pratico, seppur desiderabile, caldo, affascinante…

Con la sua varietà di essenze legnose, ciascuna caratterizzata da particolari venature e colorazioni esistenti in natura, il parquet è già di per sé uno tra i pavimenti più versatili, non solo adattabile a qualsiasi ambiente (inclusi il bagno e la cucina), bensì in grado di delinearne il carattere al pari degli arredi.

Detto così sembra relativamente semplice scegliere il tipo più adatto al proprio stile, ma la partita non si gioca solo sul piano estetico: alcuni legni hanno caratteristiche che li rendono consigliabili per determinati ambienti e sconsigliabili per altri, poi bisogna scegliere tra svariati formati e spessori che si prestano ad alcune tipologie di posa e ad altre no, decidere quale lavorazione superficiale e quale finitura sono più consone alla situazione (illuminazione, dimensioni del locale, rivestimenti, destinazione d’uso e frequentazione), sapere se il parquet andrà posato sopra un impianto di riscaldamento radiante.

In questo articolo analizziamo le principali variabili in gioco e i consigli per effettuare una scelta ponderata in tutte le situazioni, non senza aver chiesto, in definitiva, ulteriori pareri e suggerimenti a rivenditori qualificati e posatori esperti.

Prezzi del parquet

I parquet prezzi sono molto variabili in base alle essenze legnose, alle dimensioni delle liste, alla finitura e al tipo di posa scelto per la messa in opera: per questo è possibile fornire cifre che hanno un valore medio e puramente indicativo.

Il parquet tradizionale (grezzo) costa tra 25 e 50 euro/m², a cui bisogna aggiungere i trattamenti in opera; il prefinito ha un costo che può variare tra 30 e 60 euro/m². La posa in opera di un parquet tradizionale costa mediamente 30-50 euro/m²; quella del prefinito 15-30 euro/m².

Tipologie di pavimenti in legno | Massello o prefinito?

Se parliamo di pavimenti in legno, le tipologie tra cui scegliere sono soltanto due: il massello e il prefinito

Oltre al pavimento in legno massello e al prefinito l’unica opzione in più è data dal pavimento laminato (parquet laminato), costituito da fibre di legno impastate con resine su cui viene incollato un foglio di materiale plastico di circa 1 mm che riproduce una “fotografia” del legno, molto accattivante quanto a venature e tonalità, ma non certo paragonabile a un vero parquet. La pellicola trasparente stesa sopra la stampa è altamente resistente al calpestio intenso, tant’è che questa tipologia di pavimento è largamente utilizzata negli uffici o negli spazi commerciali e trova consensi anche in ambito residenziale per la sua praticità; gli spessori variano da 7 a 12 mm.

Pavimenti in legno massello

pavimento in legno massello

È conosciuto anche come parquet “tradizionale” in quanto è composto da tavole, solitamente grezze, costituite da legno nobile in tutto il loro spessore, che va da 10 a 22 mm (anche di più); specialmente quando lo spessore è elevato, lo si può ritenere un pavimento eterno, in quanto è possibile levigarlo infinite volte per riportarlo alla bellezza iniziale, facendo seguire alla levigatura nuovi trattamenti di finitura.

Le tavole grezze devono essere portate nell’ambiente di posa e lasciate acclimatare per alcuni giorni, in modo da stabilizzarsi con le condizioni di temperatura e umidità presenti nell’ambiente.

La posa dei pavimento in legno massello

Poi si può procedere alla posa: se si sceglie la posa inchiodata (per spessori di almeno 18 mm), bisogna tener conto dei maggiori costi di manodopera. Questo tipo di posa richiede più tempo rispetto alla posa incollata, ma con quest’ultima bisogna attendere l’asciugatura dell’adesivo, per cui la tempistica per poter passare ai trattamenti successivi è pressoché identica.

A pavimento finito, tramite macchine levigatrici, si eliminano i dislivelli tra una tavola e l’altra, quindi si spolvera e si passa ai trattamenti di finitura con oli, vernici, cere coloranti.

Il vero massello viene prevalentemente posato grezzo, ma esistono tavole in massello prefinito già levigate e verniciate che non sempre rappresentano una soluzione conveniente. Anche se sono ben stagionate (e non è scontato), nel nuovo ambiente le fibre si adatteranno alle condizioni climatiche, con minime deformazioni che possono alterarne la complanarità poco dopo la posa.

Compatibilità con il riscaldamento a pavimento

La reazione all’umidità è anche il motivo per cui il massello è poco compatibile con il riscaldamento a pavimento e per la posa in cucina o in bagno, dove l’umidità può raggiungere valori elevati, fino al 70%. Con simili condizioni il legno massello è inevitabilmente soggetto a movimenti: si può cercare di minimizzare l’inconveniente scegliendo tavole perfettamente essiccate e in essenze dure.

Vantaggi dei pavimenti in legno massello
  • è il più pregiato
  • disponibile in tutte le specie legnose
  • può essere levigato moltissime volte
Svantaggi dei pavimenti in legno massello
  • Tempi di posa lunghi
  • Posa in opera costosa
  • Poco adatto al riscaldamento a pavimento

Pavimento prefinito in legno

L’aspetto superficiale è quello del pavimento in massello, ma le tavole sono composte da strati anziché essere in un solo pezzo. Lo strato di essenza nobile, ridotto a pochi millimetri, viene incollato industrialmente su un supporto di legno povero; complessivamente gli strati possono essere 2 o 3.

Nel parquet a due strati il supporto è incollato con le fibre disposte perpendicolarmente a quelle dello strato nobile: in questo modo la tavola risulta stabile alle variazioni di umidità, perché la direzione contrapposta delle fibre porta ad annullare le trazioni. Questo accorgimento permette di realizzare tavole anche di lunghe dimensioni (listoni) non soggette a variazioni dimensionali.

Nel parquet a 3 strati è presente una terza tavola inferiore le cui fibre sono in linea con quelle dello strato nobile: in questo modo il sandwich costituisce il parquet “controbilanciato”, dove la stabilità è ancora maggiore. Per il massimo del risultato, in alcuni casi l’essenza a contatto con il piano di posa è la stessa dello strato nobile anziché in legno povero.

Il parquet prefinito è solitamente già trattato superficialmente, ma può anche essere acquistato grezzo (prelevigato) da trattare con oli, vernici o cere dopo la posa. Lo strato nobile ha uno spessore di 4-5 mm, perciò può essere levigato poche volte e la sua durata si riduce a 40-60 anni.

Se si aggiunge il fatto che il prefinito può essere posato flottante o incollato, si capisce perché viene scelto in più dell’80% dei casi. Bisogna però fare attenzione ai prezzi troppo bassi, che potrebbero essere dovuti all’utilizzo di essenze morbide e poco efficaci per realizzare lo strato di supporto.

Vantaggi del pavimento prefinito
  • Rapidità di montaggio
  • Aspetto come il massello
  • Posa economica
  • Idoneo a riscaldamento a pavimento
  • Idoneo per bagni e cucine (incollato)
Svantaggi del pavimento prefinito
  • Non dura per sempre
  • Costa più del massello

Le venature del legno

Le venature del legno e l’aspetto della superficie sono elementi importantissimi nella scelta di una tipologia di specie legnosa per il parquet

Un po’ come per le piastrelle, anche per il parquet esiste una classificazione che si basa sul tipo e quantità di elementi “difettati” che possono far parte di una partita.

Mentre per le piastrelle si tratta di modeste variazioni di colore o di calibrazione che si verificano in fase produttiva, il legno è un elemento naturale e ogni specie legnosa si presenta con venature del legno differenti, perciò nell’attribuzione di un certo livello di qualità si è più flessibili.

I tre simboli per classificare i parquet

  1. il pallino per la qualità migliore, 
  2. il triangolo per quella intermedia,
  3. il quadrato per quella più scadente, riportati sulla confezione

Si continua però a identificare, per abitudine, il parquet rigatino e il nodino, tra i quali stanno la prima e la seconda scelta. Si tratta per lo più di una classificazione per “apparenza”, ovvero che tiene conto di venature del legno più o meno ordinate e della costanza della colorazione di ogni singola tavola all’interno di una partita; in realtà la qualità complessiva è fatta anche di altri parametri, per esempio la natura dello strato di supporto dell’essenza nobile nei prefiniti: in testa c’è la betulla, quella che conferisce maggiore stabilità, a seguire abete e pioppo, poi frassino e pino, fino ai derivati del legno come HDF e MDF.

Va anche sottolineato che oggi sono molto apprezzati i parquet da legni di recupero e quelli antichizzati, dove i difetti del legno vissuto, come irregolarità e tarli, sono volutamente evidenziati o riprodotti con alcune lavorazioni e costituiscono un pregio.

Come si chiamano le venature del legno?

Rigatino

rigatino
Si tratta della classe più elevata, il legno è a fibra dritta piuttosto fine e senza fiammature (differenze di tonalità tra le assi). Contrassegnato dal pallino.

Prima scelta

legno prima scelta
Simile al rigatino, la superficie si presenta con fibre parallele e con qualche elemento “fiammato”. Contrassegnata dal pallino.

Seconda scelta

Le assi fiammate sono in quantità maggiore e alcune presentano nodi, ma in quantità ridotta. Contrassegnata dal triangolo.

Nodino

Fibratura dritta o piatta, fiammature piuttosto marcate, sono presenti molte tavole con nodi di piccolo diametro. Contrassegnato dal quadrato.

Aspetto della superficie

Spazzolato

legno spazzolato
Una lavorazione meccanica superficiale pulisce il legno ed esalta le venature a graffio; può essere approfondita per far risaltare di più la vena.

Vissuto

Questo aspetto che esalta le irregolarità si ottiene con la lavorazione artigianale di ogni singola tavola tramite spazzolatura e seghettatura.

Taglio sega parziale irregolare

legno taglio sega
Si fa questa lavorazione su una superficie pari al 50% della fornitura, l’altro 50% di tavole è solo spazzolato oliato/verniciato.

Piallato

legno piallato
Tecnica meccanica antica di abbellimento, si effettua ancora oggi come in passato; la caratteristica principale è la superficie irregolare.

Legno antico

legno antico
Riproduce l’effetto dei vecchi pavimenti attraverso la lavorazione di ogni singolo elemento contemporaneo, simulando tarlature e ammaccature.

Finitura: olio o vernice?

Oliato naturale

Protegge la superficie e mantiene l’aspetto naturale; richiede un’oliatura successiva alla posa, facilità di ripristino con prodotti appositi.

Oliato UV

Con verniciatura in linea si ottiene un aspetto simile al trattamento con oli naturali, ma con più resistenza chimica e meccanica; senza manutenzione, solo pulizia con sapone neutro e nutrimento con prodotti specifici.

Formati

Non bisogna farsi ammaliare da un determinato formato senza ragionare sull’ambiente in cui andrà installato come superficie, geometria e disposizione delle finestre, facendosi consigliare da professionisti: le maxiplance hanno senso negli ambienti open o nei corridoi, non fanno apparire più grande una stanza piccola.

L’ideale è farsi dare un po’ di pezzi nel formato che si pensa di scegliere per simulare una posa sul posto, prima dell’acquisto.

Lamparquet

lamparquet

Sono tavolette a profilo costante spesse 9-11 mm, larghe 40-65 mm e lunghe 190-350 mm, sagomate con i fianchi un poco inclinati.

Listoncino

Elementi a profilo costante o con incastri; spessore 9-14 mm, larghezza 60-75 mm, lunghezza 350-600 mm.

Listone

Elementi con incastro maschio-femmina; spessore 14-22 mm, larghezza 70-110 mm, lunghezza 350-1300 mm.

Quadrotte

quadrotte

Di varie dimensioni, composte da elementi preincollati a formare disegni di diverso tipo, lineari o elaborati.

Maxiplancia

Listoni con incastri sui 4 lati, spessore 14-22 mm, larghezza 120-200 mm, lunghezza 1000-2500 mm.

Geometrie a moduli

Un reticolo formato dall’accostamento di diverse essenze, con forme geometriche rigorose; Avenue è un pavimento composto da moduli per posa incollata 1260×1540/770 mm e 1820×1540/770 mm, costituiti da uno spessore di legno nobile di 3,5 mm su 9 mm di supporto in multistrato di betulla. La finitura è Oleonature, a base di oli naturali essiccati all’aria con tecnologia antibatterica Crystalcare. Listone Giordano

Non solo pavimento

Sablier è costituito da un elemento a 3 strati in parquet rovere da 212×599,6×15 mm ripetuto all’infinito, per posa incollata o flottante.

Finiture a vernice lucida, opaca, bios (naturale) oppure a olio trasparente; può essere fornito prelevigato senza vernice per speciali finiture in opera. Anche per rivestimenti. Menotti Specchia

Tecniche di posa del pavimento di legno

Ciascuno dei tre metodi di posa del pavimento in legno presenta vantaggi e svantaggi; in base alla struttura e allo spessore del parquet, al tipo di legno, al sottofondo e alla destinazione d’uso le opzioni di scelta si riducono e almeno una delle tecniche va di per sé esclusa.

La chiodatura del parquet, che un tempo era l’unico metodo di posa, oggi viene utilizzata solo in determinate situazioni sia per i costi sia per la tecnica in sé che poco si presta per le ristrutturazioni. Ormai, a seconda delle situazioni, si sceglie tra posa incollata o flottante.

La prima assicura un parquet stabile e impedisce infiltrazioni anche nel caso di rovesciamento di liquidi; la seconda è più semplice e adatta anche alla posa fai da te, però può essere praticata solo per prefiniti già trattati o per laminati in quanto il pavimento è solo appoggiato sul sottofondo.

Gli incastri che assicurano maggiore stabilità sono quelli a scatto: la tavola si aggancia inclinata a quelle già posate e poi si preme in basso fino a sentire un click.

Posa incollata

Sistema valido sia su sottofondi nuovi sia su pavimenti esistenti; è utile soprattutto in bagno e in cucina, in quanto lo strato di colla impedisce che eventuali cadute d’acqua possano infiltrarsi tra le doghe o attraverso il battiscopa.

Viene utilizzata una colla specifica, mono o bicomponente, poliuretanica o vinilica, da stendere sul pavimento a porzioni non superiori a 1,5 m2 con una manara dentata, che uniforma lo strato di collante. Questo tipo di posa si usa per parquet in legno massello o per prefiniti superiori a 10 mm di spessore.

Vantaggi della posa incollata
  • Pavimento molto stabile
  • Ideale per pavimento in legno massello
  • Qualità generale superiore
  • Adatto a tutte le tavole e a tutti gli schemi
Svantaggi posa incollata
  • Non recuperabile in caso di cambio di casa
  • Il piano di posa deve essere perfetto
  • Più costosa
  • Tempi lunghi prima di essere calpestabile

Posa flottante

Le doghe, provviste di incastri maschio-femmina, sono svincolate dal sottofondo, possono essere recuperate (riportando a vista, integro, l’eventuale pavimento preesistente) e reinstallate in altri ambienti.

Devono essere isolate dal sottofondo con un tappetino spesso circa 2 mm, con un telo di nylon o con polietilene a cellule chiuse per limitare la risalita di umidità e attenuare i rumori da calpestio. Questa posa riguarda solo i parquet prefiniti, il montaggio è rapido e senza tempi di stabilizzazione, il pavimento è subito calpestabile.

Vantaggi della posa flottante
  • Posa molto rapida
  • Pavimento recuperabile in caso di cambio di casa 
  • Economica
Svantaggi posa flottante
  • Meno stabile
  • Presenza di giunti di dilatazione
  • Non adatto ad ambienti umidi (bagno)
  • Listelli di dimensioni grandi

Posa inchiodata

Viene utilizzata solo per doghe di legno massello spesse almeno 18 mm che necessitano, in questo caso, di un’intelaiatura sottostante di listelli (magatelli) che aumenta notevolmente lo spessore complessivo, a meno che i magatelli non vengano annegati nel massetto.

Le doghe si fissano ai magatelli con chiodi inseriti a 45° e incassati nelle assi con un punteruolo; con questo metodo si rispetta una tradizione antica, ma bisogna accettare scricchiolii e risonanza da calpestio. Può essere utile quando il sottofondo non è perfettamente piano.

Vantaggi posa inchiodata
  • La posa avviene legno su legno
  • Ideale nel caso di problemi di peso complessivo (si può evitare il massetto cementizio)
Svantaggi posa inchiodata
  • Cassa di risonanza e cigolii
  • Più costosa rispetto alle altre tipologie

Posa ibrida o semi-flottante

Nelle ristrutturazioni caratterizzate da interventi di sostituzione della pavimentazione che richiedono spessori contenuti e lavori non invasivi, è sempre più diffusa la modalità di posa ibrida, in cui il pavimento, pur rimanendo disconnesso dal piano di posa, fa corpo unico con il materassino.

È consigliata in caso di parquet massello purché maschiato, di parquet stratificato a due o tre strati, di parquet su massetti radianti a basso spessore, su pavimentazioni pre-esistenti che devono restare integre o su piani di posa inconsistenti o irregolari; è consigliata anche per pavimenti soggetti a variazioni dimensionali.

Unisce la stabilità della posa incollata con la velocità e la pulizia della posa flottante. In particolare con IsolDrum Top Adesivo il parquet si ancora direttamente allo strato superficiale di adesivo presente sul materassino, senza bisogno di collanti e senza rimuovere, rovinare o coprire definitivamente il pavimento esistente.

Un lavoro rapido e senza tempi di asciugatura, in cui gioca un ruolo fondamentale il materassino resiliente, le cui caratteristiche devono garantire stabilità, isolamento termico e insonorizzazione.

Il materassino adesivo

IsolDrum Top Adesivo è un materassino ecologico in materiale termoconduttivo di elevata densità, rivestito con adesivo protetto da pellicola siliconata, per uno spessore totale di 1,8 mm circa.

Ha bassa resistenza termica e un indice di isolamento al rumore da calpestio di 18 dB, ideale anche nelle applicazioni con pavimenti radianti. Il pavimento si fissa direttamente al materassino senza danni al massetto sottostante in caso di deformazione del parquet dovuta a variazioni di umidità. Isolmant

Posa su massetti riscaldati

Pavimento radiante e parquet sembrano poco compatibili, perché il legno è soggetto a movimenti al variare delle condizioni ambientali e le sue proprietà isolanti non ne fanno un buon conduttore di calore.

In realtà, oltre a scegliere essenze adatte (alcune, come acero e faggio, sono sconsigliate) basta non avere fretta nel rendere frequentabile il locale e seguire alcune precauzioni: l’interasse tra i tubi stesi a terra non deve superare i 100 mm e il riscaldamento deve essere preventivamente mandato a regime in modo graduale.

Questa operazione si effettua aumentando ogni giorno la temperatura di 5 °C fino a portare a 27-28 °C la temperatura dell’acqua nell’impianto e quella del parquet a 21-22 °C . La temperatura di regime va mantenuta per una decina di giorni, poi l’impianto va raffreddato progressivamente nell’arco di una settimana per eliminare l’umidità dal massetto; a questo punto si può far acclimatare il parquet per qualche giorno ed effettuare la posa, mantenendo l’ambiente a 19-23 °C con un’umidità compresa tra 45 e 60%.

Sia la posa incollata sia quella flottante sono compatibili con il riscaldamento a pavimento; per l’incollaggio bisogna scegliere adesivi che non rilascino sostanze nocive nell’ambiente (un’attenzione che va comunque posta anche se il pavimento non è riscaldato) e che mantengano un’adeguata elasticità nel tempo, mentre il materassino anticalpestio da interporre nella posa flottante deve presentare una bassa trasmittanza termica, in modo da non rappresentare una barriera alla diffusione del calore.

Massetti radianti a basso spessore

Lo spessore ridotto dei massetti fluidi ad alta conducibilità termica per la copertura delle tubazioni dell’impianto di riscaldamento permette di ottenere uno strato radiante molto reattivo e veloce nella risposta alla trasmissione del calore; nel residenziale, il sistema ideale è quello costituito dal massetto NE 425 Autolivellina (esclusi ambienti molto umidi come i bordi piscina), un premiscelato di ultima generazione che non necessita, in alcun caso, dell’utilizzo di reti elettrosaldate d’armatura. Knauf

Sistemi di posa speciali

Le aziende produttrici sono sempre alla ricerca di soluzioni che rendano più veloce e flessibile la posa del parquet. Un sistema interessante è quello brevettato da Garbelotto: si tratta di un parquet flottante che permette di rimuovere rapidamente una o più tavole in qualsiasi punto del pavimento, per la loro sostituzione o per ispezionare gli impianti posti sotto di esse.

Clip Up System si basa su particolari clip metalliche da appoggiare sul piano di posa sulle quali vanno incastrate a scatto le tavole, provviste di apposite fresature longitudinali sulla faccia inferiore. Le tavole sono spesse 16 mm e sono disponibili in lunghezze fino a 2 metri e larghezze tra 140 e 170 mm; oltre al rovere in diversi colori e finiture, possono essere in noce nazionale o americano, olmo, iroko, doussiè Africa e teak

Il profilo Hi-Tech è un giunto in gomma impenetrabile all’acqua (anche salina) con doppio incastro per unire le tavole prefinite e realizzare superfici in stile navale negli ambienti interni e negli esterni coperti; è fornito in barre da 3 metri. Garbelotto
Parquet Smontabile

Le clip vanno appoggiate senza alcun fissaggio sul piano di posa; sono in acciaio inossidabile e misurano 390x32x8 mm, ne occorrono 10 ogni m2 di superficie. Le tavole, complessivamente disponibili in 60 colorazioni, sono in prefinito a 2 strati, con 4 mm di essenza nobile su 12 mm di supporto in multistrato.

Il sistema a doppia tenuta garantisce un pavimento stabile e subito calpestabile dopo la posa, per la quale è necessario soltanto un martello di gomma per battere le tavole in posizione. La sostituzione di una tavola si effettua in meno di un minuto.

Rimozione. Può capitare che urti o abrasioni causino danni a una o più doghe, ma sostituirle è semplicissimo: basta sollevare la doga rovinata dopo aver fatto aderire una ventosa vicino a un’estremità.

Schemi di posa

Il parquet è di fatto un pavimento a mosaico formato da singoli elementi che, in base anche alle loro dimensioni, si prestano per comporre una sorta di “tappeto” che può seguire trame diverse di volta in volta.

Dipende dal tipo di ambiente e dalla connotazione che gli si vuole conferire, dalla quantità e dalla posizione delle finestre, che determinano l’incidenza della luce naturale, dalla geometria del locale, dalla scelta di voler seguire la tradizione o di sbilanciarsi in una configurazione più contemporanea.

In base allo schema di posa scelto, il procedimento è caratterizzato da regole differenti: la spina di pesce, per esempio, inizia a centro stanza, le pose lineari diritte iniziano a ridosso di una parete, quelle diagonali da un angolo, solitamente dal lato opposto all’ingresso.

Posa diritta accostata di assi con misure costanti, geometrica e precisa. Pavimento in larice spazzolato verniciato bianco, Antico Asolo. CP Parquet (www.cpparquet.it)

Le geometrie più diffuse

A tolda di nave, detta anche “a correre” o a cassero irregolare; le liste hanno tutte la stessa larghezza, ma le lunghezze possono essere diverse vengono giuntate di testa senza alcuno schema, ogni fila è diversa dalle altre.
A cassero regolare, sfalsati con giunto di testa al centro delle file adiacenti.
Fascia e bindello: una striscia perimetrale (fascia) incornicia l’area centrale (campo); le due pose sono differenti e sono separate da una cornice (bindello).
Nella posa a mosaico i listelli hanno una lunghezza che corrisponde a un multiplo del lato corto e sono assemblati di fianco a formare riquadri, ma talvolta il riquadro può disegnare forme geometriche diverse.
La spina di pesce è forse la posa più classica: nella versione “italiana” i listelli sono posati in diagonale a file contrapposte, hanno tutti le stesse dimensioni e sono più corti rispetto alle classiche doghe. Le teste dei listelli di una fila finiscono contro i fianchi della fila adiacente formando un angolo di 90°; nella spina diritta i listelli sono paralleli alle pareti, in quella diagonale sono a 45° rispetto alle stesse.
La spina di pesce ungherese si realizza con listelli che presentano i lati corti bisellati a 45° o a 60° e vengono posati testa contro testa; i listelli non sono perciò sfalsati.
Nella gamma di listelli Biscuit, disegnata da Patricia Urquiola, le estremità dei listelli sono stondate e, qualunque sia la posa scelta, il disegno acquisisce una personalità particolare, accentuata dalla bombatura che contraddistingue l’intera superficie dei listelli stessi, costituiti da uno spessore di legno nobile di 3-3,5 mm su 9 mm di multistrato di betulla, in diversi formati. Finiture: Oleonature (oli naturali) e Invisible Touch (all’acqua), entrambe antibatteriche. Listone Giordano

Le specie legnose

La scelta del tipo di legno per il parquet è soprattutto dettata dal gusto personale, ma bisogna fare una prima selezione in base all’ambiente e al suo utilizzo, così da restringere il campo alle sole essenze che hanno caratteristiche idonee.

Si può poi valutare la tonalità tra quattro gruppi principali: legni chiari, bruni, rossi e scuri, ciascuno con diverse lavorazioni superficiali che ne caratterizzano l’aspetto.

I legni chiari come acero, frassino, larice, faggio si prestano per ambienti poco luminosi; i bruni più comuni sono rovere, noce e teak; tra i rossi ricordiamo merbau, ciliegio, padouk, douglas, tra i legni scuri wengè e afrormosia. Per evitare sorprese, bisogna sapere che il legno tende generalmente a scurirsi con l’esposizione alla luce, ma il teak si comporta esattamente al contrario.

Bagno e cucina sono luoghi notoriamente umidi: i legni più idonei allo scopo sono quelli esotici come teak, iroko, doussié, che sono mediamente più costosi. Specialmente in cucina può essere utile un legno piuttosto duro, per esempio il padouk, mentre vanno senz’altro evitate le specie europee che sono caratterizzate da una durezza decisamente inferiore.

Parquet Rovere

è sicuramente il legno più diffuso, sia perché ne esistono tipi diversi in base alle zone di provenienza (molto pregiato quello di Slavonia), sia perché è disponibile in molte varianti cromatiche: la versione sbiancata facilita nella scelta dei rivestimenti. Ha fibra diritta, ma irregolare, con elevata durezza, resistente all’umidità e agli sbalzi termici.

Acero Canadese

Afrormosia

Castagno

Larice

Noce

Teak

Come pulire e mantenere il parquet

Bisogna sfatare il mito che contrassegna il parquet come un pavimento difficile da mantenere bello e integro: le moderne tecniche produttive, i prodotti utilizzati per i trattamenti (di prefinitura o successivi alla posa del grezzo) e quelli per la manutenzione ordinaria garantiscono integrità e lunga durata.

mediamente solo dopo 15 anni si rende necessaria la manutenzione straordinaria che prevede la levigatura del pavimento e un nuovo trattamento per riportarlo a nuovo.

Il parquet verniciato va accuratamente ripulito dalla polvere, prima aspirandola e poi passando un panno appena inumidito con sola acqua; settimanalmente (o più di rado, in base alle esigenze) si esegue una pulizia successiva con un detergente specifico diluito in acqua e, all’occorrenza, si può applicare un prodotto ravvivante in emulsione acquosa.

Se, a distanza di anni, si dovesse procedere a un radicale rinnovo per eliminare righe e tracce di usura, il pavimento va levigato per asportare completamente la vernice e, se occorre, un sottile strato di legno; si sostituiscono eventuali elementi danneggiati e si applica un nuovo strato di vernice.

Se il parquet è rifinito a cera, dopo aver eliminato la polvere, si possono togliere righe e segni con un solvente specifico per cera; per la ceratura di mantenimento, cui segue la lucidatura, è bene utilizzare sempre uno stesso tipo di cera, possibilmente quella del primo trattamento.

A seconda dell’utilizzo, può essere necessario effettuare la deceratura dell’intera superficie con l’apposito solvente e procedere a un nuovo ciclo di ceratura e lucidatura; evitare di utilizzare prodotti che non siano appositamente concepiti per parquet cerati.

cera rivitalizzante per parquet

È un prodotto inodore, autolucidante, protettivo e ravvivante che ridona alla vernice il tono e la lucentezza persi a causa dell’usura e del calpestio, eliminando anche i graffi superficiali. Dopo aver pulito con cura il pavimento in legno, si applica la cera con uno straccio o una spugna leggermente imbevuta di prodotto, oppure con un apparecchio applicatore; non serve lucidare (è autolucidante) e il pavimento è calpestabile dopo un’ora. Il trattamento è consigliato a intervalli variabili da 6 mesi a 2 anni, in base all’usura e al calpestio. La confezione da 0,75 litri costa euro 22,00. SayerlacK

Lamatura

La prima levigatura (o lamatura) si effettua alcuni giorni dopo la posa; si fa una prima sgrossatura con abrasivi a grana grossa, si stuccano imperfezioni e dislivelli ancora riscontrabili e poi si ricarteggia con grana fine, terminando con la finitura.

Quando la lucidatura tradizionale non basta più, dopo 10-15 anni dalla posa, occorre rimuovere qualche decimo di millimetro dello strato superficiale; si pulisce a fondo il pavimento con prodotti specifici e si leviga con abrasivi via via più fini, eliminando completamente la vecchia finitura.

Per queste operazioni ci sono macchine levigatrici di grandi dimensioni che velocizzano il lavoro e riducono la fatica, garantendo un risultato uniforme e permettendo di lavorare in posizione eretta. è un’operazione che va preferibilmente fatta eseguire da personale specializzato; tuttavia queste macchine possono essere noleggiate per eseguire personalmente la levigatura.

Detergente sanificante

Per la pulizia dei parquet verniciati (ma anche per pavimenti di altra natura), elimina sporco, sgommate, segni vari senza lasciare aloni e profumando l’ambiente. Si miscelano 3 tappi misurino di prodotto in un litro d’acqua e si stende con mocio o spugna. Confezione da 1 litro euro 7,38. Disponibile anche in confezioni da 5-10-25 litri. Chimiver

Con nanotecnologie

Vernice all’acqua bicomponente poliuretanica effetto naturale; ultra opaca, ottime caratteristiche di resistenza all’abrasione, durezza, resistenza chimica, si applica a rullo o pennello. La confezione è composta da 5+0,5 litri (A+B). Adesiv

Protezione del legno massello

SolidZero è una vernice bicomponente all’acqua a riflesso zero che si applica in 2-3 mani a pennello o a rullo, dona una finitura invisibile e resistente al calpestio intenso. Per ogni mano la resa è di 12-14 m2/litro, la superficie trattata è idonea al calpestio leggero dopo 4 ore e diventa totalmente agibile dopo 72 ore. Renner

Produttori di parquet

  • Ali Parquets Via degli Aceri, 7 47892 Gualdicciolo – RSM tel. 0549 876811 www.aliparquets.com
  • CADORIN GROUP Località Coe, 18 31054 Possagno (TV) tel. 0423 920209 www.cadoringroup.it
  • CP Parquet Via Rosset, 2-4-6-8 31017 Crespano del Grappa (TV) tel. 0423 53305 www.cpparquet.it
  • FIEMME3000 Via dell’Artigianato, 18 38037 Predazzo (TN) tel. 0462 500220 www.fiemme3000.it
  • Parchettificio Garbelotto Via Mescolino, 12 31012 Cappella Maggiore (TV) tel. 0438 580348 www.garbelotto.it
  • Gazzotti Via Lame 282, 40013 Trebbo di Reno (BO) tel. 051 6329611 www.gazzotti-group.it
  • Ideal Legno Via D. Alighieri, 24 Loc. Premaore 30010 Camponogara (VE) tel. 041 5150520 www.ideal-legno.com
  • ITLAS Via del Lavoro, 35 Cordignano (TV) tel. 0438 368040 www.itlas.com
  • LISTONE GIORDANO Frazione Miralduolo 06089 Torgiano (PG) tel. 075 988681 www.listonegiordano.com
  • MENOTTI SPECCHIA Via Ritonda, 77/E 37047 San Bonifacio (VR) tel. 045 7610411 www.menottispecchia.it
  • ORIGINAL PARQUET Via dell’Artigianato 18 48011 Alfonsine (RA) tel. 0544 80696 www.originalparquet.com PARQUET IN Via Bruxelles, 15 76121 Barletta (BT) tel. 0883 536726 www.parquetin.com
  • SKEMA Via dell’Artigianato, 8 31047 Ponte di Piave (TV) tel. 0422 858511 www.skema.eu
  • UNIKOLEGNO Via Campagna 20 31020 San Polo di Piave (TV) tel. 0422 856327 www.unikolegno.it
  • WOODCO Via Antonio Detassis, 17 38121 Trento tel. 0461 405111 www.woodco.it
  • CORA Parquet

Pulizia e manutenzione

  • ADESIV Via Delle Rose, 31 36061 Bassano del Grappa (VI) tel. 0424 566406 www.adesiv.it
  • Chimiver Panseri Via Bergamo, 1401 24030 Pontida (BG) tel. 035 795031 www.chimiver.com
  • Kiehl ITALIA via Michelangelo, 29 16030 Avegno (GE) tel. 0185 730008 www.kiehl-group.com
  • Renner ITALIA Via Ronchi Inferiore, 34 40061 Minerbio (BO) tel. 051 6618211 www.renneritalia.com
  • SHERWIN WILLIAMS (SAYERLACK) Via del Fiffo, 12 40065 Pianoro (BO) tel. 051 770511 www.lineabluvernici.it

1 commento

  1. finalmente un articolo istruttivo sul mondo del parquet . Completo e esaustivo riporta ciò che è necessario conoscere in questo mondo.

     

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here