Pavimento senza fughe

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pavimento senza fughe in resina

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Un pavimento senza fughe, monolitico, ha un pregio estetico maggiore rispetto a qualsiasi piastrellatura: ogni superficie è opera di artigianato unica con una possibilità infinita di colori e decori

Parlando di pavimentazioni continue la prima immagine che la mente ci propone è quella del pavimento alla veneziana, chiamato anche terrazzo, battuto, seminato; una lavorazione artigianale di tradizione millenaria iniziata con il pastellone di epoca romana, poi evolutosi con il cocciopesto. Non va confuso con il pavimento alla palladiana, per il quale si utilizzano scaglie di dimensione maggiore rotte a martellina, tutte dello stesso spessore, anziché granuli di marmo.

Molto in voga anche nel nuovo, fino a qualche decennio fa, oggi queste tecniche, storicamente caratterizzate dall’impiego di materiali naturali, vengono utilizzate soprattutto nel recupero e nel restauro di edifici storici o di casali che mantengono il fascino del passato, ma spesso possono nascondere anche tecnologie moderne, come il riscaldamento a pavimento.

Volendo contenere tempi e costi ed ottenere un pavimento senza fughe (che, oltre tutto, amplia otticamente le dimensione della stanza), ma più contemporanea, si può scegliere tra la tradizione e la naturalità dei pavimenti a calce o le possibilità decorative offerte dalle resine; queste ultime possono anche imitare i materiali lapidei nell’aspetto, ma con una maggior facilità di pulizia ed assoluta impermeabilità. Il pavimento a calce è forse meno decorativo, la monocromia fa risaltare di più gli arredi, ma come gli altri pavimenti storici dev’essere eseguito da maestranze specializzate, mentre la maggior parte delle resine è applicabile da operatori del settore edile che abbiano frequentato corsi di posa organizzati dalle aziende produttrici.

pavimento senza fughe

Costi, spessori e tempi di posa del pavimento senza fughe

Pavimento in resina
  • Spessore: da 3 a 70 mm su sottofondo
  • Tempo di posa: da 3 a 10 giorni a seconda dell’effetto
  • Costo: da 65 euro/mq
Pavimento in calce
  • Spessore: da 3 a 5 mm
  • Tempo di posa: circa 7 giorni
  • Costo: circa 75 euro/mq
Seminato
  • Spessore: 15-25 mm su supporto da 25 mm
  • Tempo di posa: circa 30 giorni (stuccato e lucidato)
  • Costo: da 250 euro/mq
Cocciopesto
  • Spessore: 25-30 mm
  • Tempo di posa: circa 30 giorni (stuccato e lucidato)
  • Costo: da 200 euro/mq

Pavimento in resina: una colata autolivellante

posa-resina

La resina è applicabile su qualsiasi superficie: cemento, pietra, piastrelle, a patto che il sottofondo sia stabile, non presenti incoerenze e sia privo di umidità. Quest’ultima condizione è fondamentale per evitare successive alterazioni cromatiche, macchie e possibili sfogliamenti. Eventuali dislivelli si eliminano con un prodotto epossidico arricchito con quarzi e fibre, quindi si applica un primer aggrappante; per tutte le fasi successive occorre aspettare 24 ore di asciugatura, ad eccezione di fissativi e decorativi che essiccano più rapidamente. La resina finale va preparata secondo dosaggi molto precisi ed utilizzata immediatamente, ha un tempo di apertura di circa un’ora; per favorire il livellamento di grandi superfici possono essere indossate speciali calzature munite di chiodi che permettono di muoversi sulla superficie e spandere il prodotto in modo uniforme. Architetto Perrone

resina-perrone

Sono molti i punti di forza di questo rivestimento: si possono ricoprire pavimenti esistenti senza demolire ed il nuovo spessore non comporta aggiustamenti agli infissi; si realizza in tempi rapidi rispetto ad altri sistemi e può essere facilmente ripreso nel tempo; ogni pavimento è unico, si tratta di una lavorazione assolutamente affidata alla manualità ed alla creatività di chi effettua il lavoro più che ai prodotti utilizzati. Le resine possono essere epossidiche, a base acquosa o cementizie: queste ultime sono però soggette a formare crepe nel tempo. Giocando con lo spessore della resina e con più colate si possono ottenere effetti tridimensionali includendo piccoli oggetti, polveri colorate, lamine metalliche. La versatilità della resina fa sì che possa essere utilizzata tanto negli ambienti moderni quanto in quelli classici; con una buona ceratura si mantiene facile da pulire, basta evitare candeggina ed ammoniaca. Quanto a robustezza è paragonabile alle altre pavimentazioni.

Varietà di resina

resina-spatolato

  • Spatolato
    La speciale malta di supporto, additivata con quarzi o silicei naturali e coloranti, si stende con una spatola liscia lasciando evidenti le passate; si carteggiano le creste e si cola la resina di finitura.

resina-materica

  • Materico
    Viene utilizzato un composto speciale a base di resine e microfibre; il risultato finale, prima di stendere la resina, ha un aspetto più mosso ed irregolare rispetto alla spatolatura.

monocromatico-resina

  • Monocromatico
    Lo strato di supporto viene perfettamente levigato, quindi si procede alla sua colorazione con una tinta acrilica stesa in modo uniforme; la finitura con resina ad effetto opaco o lucido completa il lavoro.

Teknai

Differenze tra pavimenti in resina e pavimento a calce

Il pregio della resina è quello di offrire una possibilità decorativa illimitata: lo strato di supporto che si ottiene con il prodotto di base in pasta additivato con quarzi è come un foglio su cui scrivere, applicare foglia d’oro, pagliuzze, ottenere inclusioni, predisporre fibra ottica con spessore inferiore al millimetro. Se invece si preferisce una pavimentazione monocromatica, l’effetto visivo è pressoché identico ad un pavimento a calce; ma mentre la resina non è applicabile in locali umidi, la calce è utilizzabile anche in tali condizioni essendo un prodotto naturale e traspirante.

Per il pavimento monocromatico anche costi, spessori e tempi sono abbastanza simili, ma con la resina occorre carteggiare, perciò produrre polvere, mentre la lisciatura dei pavimenti a calce richiede solo l’utilizzo di un frattazzo di ferro passato con forza sulla superficie molto bagnata d’acqua. Le possibilità di colorazione della calce non sono vaste come per le resine, ma si può contare comunque su una quarantina di tonalità diverse.

L’applicazione delle resine, inoltre, può avvenire solo in determinate condizioni di umidità e temperatura, da mantenere per tutta la durata del lavoro. Consulenza tecnica: Jill Ruschetti

Pavimento a calce

pavimento-calce

La calce è un materiale naturale che, mista a pigmenti e polveri di marmo o altra pietra, permette di ottenere una vasta gamma di colorazioni; va detto che durante la posa il colore dell’impasto risulta essere molto scuro, ma una volta asciutto schiarisce del 50%; anche eventuali macchie localizzate evidenti finché il prodotto è fresco tendono a svanire. La robustezza iniziale aumenta ed il consolidamento continua per mesi anche se il pavimento è calpestabile da subito. La lavorazione si articola su tre passaggi fondamentali: consolidamento su sottofondo asciutto con semina di sabbia, applicazione a spatola di un doppio strato di calce, lisciatura e finitura; tra il primo ed il secondo strato si interpone una rete metallica. Il prodotto di base è costituito da calce in fase di spegnimento, polveri di marmo con granulometria inferiore al millimetro ed acqua; l’aggiunta di sabbia silicea ed ulteriore acqua forma un impasto piuttosto denso che dev’essere utilizzato nelle successive 4-5 ore.

Seminato

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La base legante, un tempo di calce spenta, è oggi sostituita da cemento, meno costosa e più facile da pulire. Viene preparato un sottofondo nel quale si inserisce una rete elettrosaldata; si forma poi uno strato costituito da 2-3 centimetri di granuli di piccola pezzatura impastati con cemento, per procedere con la cosiddetta “semina” di granuli o scaglie di dimensione superiore. Le operazioni successive seguono ordine e tempi diversi a seconda delle tecniche utilizzate dai posatori, oggi molto diverse dai sistemi originali; in genere si effettua una lucidatura, si lascia stagionare il prodotto per diversi giorni e si conclude con le operazioni di levigatura, stuccatura e lucidatura, anche a piombo. Lo spessore del battuto varia in base alle dimensioni dei granuli utilizzati ed è previsto anche l’inserimento di profili d’ottone o alluminio per delimitare le diverse campiture; queste ed eventuali fregi o fasce vengono conteggiati separatamente rispetto al costo dell’intera superficie pavimentata.

Cocciopesto

cocciopesto

Ricalca sostanzialmente il seminato alla veneziana, con la differenza che la stabilitura ed il materiale di semina sono costituiti per gran parte da frammenti di cotto; questo proviene perlopiù dal recupero di laterizi risultanti dalla demolizione di vecchi fabbricati o da scarti di lavorazione; questi materiali vengono anche definiti “pozzolane artificiali” e sono composti di argilla cotta, a differenza delle pozzolane naturali che sono tufi incoerenti di formazione vulcanica. La malta utilizzata per realizzare la superficie piana dev’essere priva di qualsiasi additivo (antigelivi, ritardanti, stabilizzatori, indurenti, ecc) ed è composta da calce spenta, cocciopesto di varia granulometria, sabbia ed acqua. L’impasto viene dapprima steso in strato spesso (circa 25 mm), livellato con un rastrello e battuto; si posa la rete metallica e si stende un secondo strato, privo di sabbia ottenendo una superficie piana ed umida quanto basta a lisciarla con un frattazzo. La compattezza della superficie deve renderla già calpestabile. Dopo un mese si completa con stuccatura, levigatura e ceratura.

 

2 Commenti

  1. […] Il cocciopesto è un rivestimento murale a base di puro grassello di calce aerea addizionata a polvere ottenuta da coppi e laterizi frantumati. Questo aumenta la resistenza all’acqua e la possibilità di applicazione in esterno. Se opportunamente steso e trattato ha ottime proprietà idrorepellenti è può essere utilizzato per impermeabilizzare bagni o superfici a contatto con l’acqua. Le sue caratteristiche di traspirabilità e igroregolazione lo rendono ideale per il risanamento naturale dei muri umidi. Inoltre è un perfetto rivestimento senza fughe. […]

     

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