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Per aumentare la pressione dell’acqua nell’impianto domestico occorre installare un’autoclave: scopriamone le caratteristiche

Per compensare una pressione dell’acqua troppo bassa, serve un impianto di autoclave, in grado di aumentare la pressione nell’impianto e alimentare anche i servizi idrici posti ai livelli più alti dell’abitazione con una portata adeguata e accettabile.

Per una villetta monofamiliare gli autoclave prezzi possono variare tra i 1200 e i 1600 euro.

Impianto autoclave: quando è necessario installarlo?

In molte zone del nostro Paese la pressione presente nella rete di distribuzione di acqua potabile non è sufficiente per far arrivare l’acqua ai piani superiori delle abitazioni o lo è appena.

Nei casi più gravi tale pressione è insufficiente anche per livelli minori, o, addirittura, l’erogazione dell’acqua viene a mancare. Per approfondire leggi il nostro articolo inerente la poca pressione dell’acqua

In queste situazioni è necessario provvedere all’installazione di un impianto autoclave per appartamento, che può avere sviluppo e complessità molto differenziati, a seconda dei volumi d’acqua interessati e delle pressioni necessarie.

La realizzazione di un impianto autoclave è praticamente obbligatorio anche in casi di pressioni medie medie accettabili dell’acqua della rete di distribuzione quando si tratta di alimentare condomini di molti piani.

Autoclavi per appartamento

In queste abitazioni, mentre i piani bassi vengono serviti regolarmente, quelli più alti vedono ridurre drasticamente la pressione di alimentazione dell’acqua e subirne un grave disagio. Si presenta, quindi, la necessità di avere una maggiore pressione d’acqua che permetta a questa di raggiungere adeguatamente gli appartamenti a ogni livello.

impianto autoclave

Funzionamento autoclave

L’autoclave è un sistema idraulico in grado di ricevere l’acqua della rete idrica (a pressione insufficiente) aumentare tale pressione e inviare l’acqua ai punti di prelievo dell’abitazione (rubinetti, docce, lavatrici, wc ecc) anche se questi sono notevolmente sopraelevati, in modo che questi possano funzionare regolarmente con una portata d’acqua sufficiente al servizio per cui sono destinati.

Sviluppo dell’impianto autoclave

L’impianto di autoclave può avere sviluppi molto diversificati. Ci riferiamo a un impianto standard nella versione più semplice, sintetizzando i componenti della sua struttura.

Un impianto autoclave standard si sviluppa a partire da un normale serbatoio che riceve l’acqua dalla rete di distribuzione. Il serbatoio serve per accumulare una riserva, che può essere usata anche quando l’acqua erogata dalla rete idrica non è disponibile.

Dal serbatoio l’acqua perviene a una pompa elettrica che, quando è in funzione, invia l’acqua a particolare serbatoio metallico (il “vaso d’espansione” o “idrosfera”) in cui è contenuta una camera d’aria in pressione (detta “polmone”).

L’acqua riempie il vaso d’espansione spinta dalla pompa e comprime il polmone. Questo, a sua volta, esercita una pressione crescente sull’acqua.

Questo sistema permette, quindi, all’acqua, di assumere una pressione superiore (anche notevolmente) di quella della rete idrica.

L’acqua, cui è stata aumentata la pressione viene inviata all’impianto di casa e raggiunge regolarmente, con una accettabile portata, gli utilizzatori posti ai livelli maggiori.

Vaso d’espansione e colpo d’ariete

Un’importante funzione del vaso d’espansione è anche quello di fungere da ammortizzatore nei confronti del “colpo d’ariete”, riducendo significativamente il rumoroso colpo che si presenta, a volte, quando un rubinetto dell’impianto viene chiuso o aperto.

Controllo e regolazione: il pressostato autoclave

La pompa elettrica non funziona in continuo: entra in funzione quando la pressione della rete idrica risulta insufficiente e interrompe il suo servizio quando si è raggiunta la pressione autoclave sufficiente per raggiungere i servizi posti più in alto.

Questo compito vien assolto dal pressostato. Si tratta di un apparecchio di controllo montato sulla pompa elettrica, sui cui possono essere impostate la pressione di ingresso alla quale il sistema deve essere messo in funzione e la pressione in uscita alla quale la pompa deve spegnersi.

Durante il normale succedersi di prelievo d’acqua nell’abitazione, la pompa avrà cicli di accensione e di spegnimento in funzione del prelievo effettuato.

In ogni caso il sistema dell’autoclave può essere programmato per funzionare solo nelle ore di maggiore consumo d’acqua o durante la giornata e disattivato di notte, quando la richiesta di acqua è molto minore e la pressione risulta essere sufficiente.

Pozzo con autoclave

Un impianto di autoclave è utile anche nel caso in cui l’acqua venga prelevata da un pozzo per avere più pressione ed alimentare circuiti di irrigazione o altri servizi idrici che necessitano di pressioni abbastanza elevate.

Il press control

Al posto del classico impianto di autoclave si può utilizzare l’impianto con Press control.

L’impianto è costituito da una pompa elettrica gestita da una apparecchiatura digitale che mette in azione la pompa quando la pressione è insufficiente e la spegne quando la pressione necessaria viene raggiunta.

L’impianto è indubbiamente più semplice ma si tenga presente che con questo sistema la pompa parte sempre quando viene prelevata acqua, anche con un prelievo minimo (cosa che non avviene con autoclave con vaso d’espansione).

Si tratta di un impianto particolarmente adatto alla seconda casa, abitata non in continuo, ma per brevi periodi.

Autoclave prezzi di installazione

Il costo di un impianto autoclave dipende dal numero di utenze o di servizi idrici che devono essere alimentati, dal dislivello massimo e dalla quantità d’acqua che viene normalmente prelevata in contemporanea.

Per una villetta di due piani di tipo standard si può prevedere un autoclave prezzo che varia tra i 1200 e i 1600 euro.

Produttori di autoclave

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